Non
è una novità. Per gelosia si uccide, non dimentichiamo il delitto
d’onore o il delitto passionale. Quando 1’intensità di un “attacco” di
gelosia aumenta a dismisura si compiono azioni disdicevoli poiché si
perde il controllo. Non il controllo di sé, il controllo dell’altro,
della relazione, della situazione. Ed ecco la cronaca con la notizia
sconcertante: all'origine del duplice delitto di Cuneo c'è ancora lei,
la gelosia. Una battuta di troppo nei confronti di una ragazza. E'
bastato questo per scatenare la furia omicida di un ragazzo che lo ha
portato a uccidere due persone durante una festa a Racconigi (Cuneo). Le
vittime sono un italiano e un minorenne albanese. I carabinieri hanno
già fermato il presunto autore del delitto: è un diciottenne di Genova.
Nell'appartamento c'era anche una genovese di 20 anni, già madre di un
bimbo.
Ma la cronaca sembra quasi inarrestabile e ben nutrita. Ecco altri due
fatti emblematici. Nel 2005 un ispettore di polizia barese è stato
arrestato dai suoi colleghi con l'accusa di omicidio volontario
premeditato per l'uccisione con sei colpi di pistola di un suo rivale in
amore, Antonio Mazzoccoli, di 46 anni.
Nell'ottobre 2006, per gelosia, ha ucciso a coltellate un ragazzo
diciottenne napoletano e ne ha ridotto in fin di vita un altro che era
poi il suo presunto rivale in amore. Ma di anni, l'assassino, ne aveva
appena 16: due in meno delle sue vittime. E non è un baby-killer o un
guaglione di camorra, come quelli che sabato sera, alla stessa ora,
massacravano ad Arzano, nella parte opposta della provincia vesuviana,
Patrizia Marino, una che con i clan e le faide criminali aveva avuto a
che fare più di una volta ed è stata freddata sotto gli occhi della
figlia dodicenne. Salvatore, fino all'altra sera, non aveva conti in
sospeso con la giustizia. Era un adolescente come tanti altri. Ha
ammazzato perché non sopportava che la sua ragazza frequentasse
nuovamente l'ex fidanzato.