Egregio Professore,
mi scusi se la disturbo, ma ho letto su Internet una sua intervista (clicMedicina
del 14/06/2006) sulle rotture del femore ed ho deciso di scriverLe per chiedere
dei chiarimenti.
Questa mattina mia suocera è stata ricoverata all'ospedale San Giovanni di Roma
per una rottura del femore, causata come Lei ha giustamente detto
nell'intervista da una alzata notturna dal letto.
Ora il problema è che come al solito negli ospedali Italiani non c'è posto e mia
suocera giace (speriamo per poco tempo) su un barella in un corridoio e Lei ha
detto nell'intervista che tocca operare in tempi brevi (36 48 ore) per evitare
casi di mortalità.
Pertanto Le chiedo gentilmente se può darmi delle indicazioni più dettagliate su
come può una rottura di un femore ad una certa età (75 anni) causare un caso di
mortalità.
Scusandomi ancora per il disturbo resto in attesa di un Suo cortese cenno di
riscontro alla presente.
Distinti saluti.
Risposta
La gran parte dei casi di mortalità,
subito dopo frattture, si possono avere per embolia. Comunque il ricovero in
ambiente ospedaliero, anche se in barella per mancanza di posti letto, prevede
cure e sorveglianza e per questo dovrebbe sentirsi più tranquillo .
Ancora oggi però il tasso di mortalità nei mesi successivi all'evento traumatico
risulta notevolmente elevato. Sono state inoltre svolte indagini per stabilire
quali siano i principali fattori che si associano a tale eccesso di mortalità,
ma i risultati ottenuti hanno portato a conclusioni spesso discordanti. Diversi
studi epidemiologici hanno infatti dimostrato che in pazienti anziani, la
frattura di femore rappresenta la causa più frequente di mortalità e disabilità,
e oltre un quarto dei pazienti con più di 50 anni, che hanno subìto una frattura
del femore muoiono, entro un anno
La redazione