Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 28/11/2007

Farmaci retrovirali gratis per i bambini del Terzo Mondo


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

I bambini sono il futuro e senza di loro non si può guardare avanti. È con questa filosofia che il CLIA-Collegamento Lotta Internazionale Aids, network di istituzioni e organizzazioni italiane fondato nel 2005, ha organizzato per il 29 e 30 novembre 2007 un workshop dal titolo “Accesso ai trattamenti per i bambini con HIV nei Paesi in via di sviluppo” nel corso del quale tutti i paesi presenti chiederanno ufficialmente alle Big Farm di somministrare gratuitamente farmaci antiretrovirali pediatrici alla popolazione infantile del Terzo Mondo colpita da Hiv, e ai governi dei paesi più poveri di impegnarsi per garantire l’accesso alle cure attraverso l’attivazione di centri ospedalieri attrezzati.

Nel 2006 il 90% circa dei 2.300.000 bambini sieropositivi di età compresa tra 0 e 14 anni apparteneva infatti all’Africa subsahariana e, dei circa 780.000 che avevano bisogno della terapia antiretrovirale, solo 115.500 – pari al 15% circa - hanno potuto usufruirne. E anche se rispetto al 2005 c’è stato un incremento del 50% nel numero dei piccoli pazienti che hanno avuto accesso alle cure, ancora c’è molto da fare per arrivare ad una buona copertura.

Le difficoltà consistono soprattutto nel prezzo proibitivo dei farmaci, determinato sia dall’oggettivo maggior costo del trattamento rivolto ai bambini rispetto a quello per gli adulti, sia, soprattutto, dai cosiddetti “accordi TRIPS” che garantiscono all’impresa titolare del brevetto internazionale un monopolio almeno ventennale nella produzione e commercializzazione del medicinale brevettato, ostacolando lo sviluppo di ogni nuova formulazione antiretrovirale generica che renderebbe accessibile anche ai popoli più poveri le cure contro l’Hiv.

Rosaria Iadino, Presidente di NPS–Network Italiano Persone Sieropositive, afferma che «Quello che andremo a chiedere a gran voce è in realtà semplicemente di applicare gli articoli 3 e 25 della Dichiarazione Universale dei diritti umani delle Nazioni Unite, i quali sanciscono il diritto alla vita, alla salute e alle cure mediche. Considerare i bambini come piccoli “vuoti a perdere” e ritenere il loro accesso alle terapie non prioritario è inaccettabile. Far convivere le ragioni dell’industria e quelle della gente è possibile».

Questo è lo scopo del workshop del CLIA, che ha come coordinatore il Prof. Massimo Galli, ordinario dell’Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale “L. Sacco” di Milano, e Eduard Beck di Unaids, la sezione delle Nazioni Unite che si occupa di AIDS.


 






 
 
 

  



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