Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 07/01/2008

Epatite B: non abbassiamo la guardia


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

La notizia della abolizione della obbligatorietà delle vaccinazioni per l’infanzia deliberata dalla Regione Veneto coinvolge anche la vaccinazione anti-epatite B.

L’AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato) esprime viva preoccupazione per le potenziali conseguenze di questo provvedimento. La vaccinazione anti-epatite B è obbligatoria in Italia dal 1991 per tutti i neonati, secondo uno schema che è stato adottato in seguito da numerosi paesi occidentali.

“Questa campagna vaccinale ha portato ad una marcata riduzione del numero dei portatori cronici del virus e alla pressoché totale scomparsa della infezione tra i bambini e gli adolescenti, con il doloroso corteo di malattia e di morti che essa comportava. Tuttavia l’obiettivo del controllo definitivo della infezione è ancora lontano: oltre 600.000 Italiani sono ancora portatori cronici e nel mondo ve ne sono centinaia di milioni, molti dei quali vivono in aree, anche a noi vicine, dalle quali partono consistenti flussi migratori verso il nostro Paese o con le quali sono in essere intensi scambi turistici o commerciali”. – sottolinea il Prof. Antonio Gasbarrini (Segretario AISF).

“E’ un dato di fatto che le infezioni da virus della epatite B da qualche anno in Italia colpiscono di preferenza giovani adulti non vaccinati. Il virus dunque conserva un potenziale elevato di circolazione, attraverso rapporti sessuali, tatuaggi, piercing, senza riconoscere frontiere” - precisa Giovanni Battista Gaeta (Professore di Malattie Infettive-Università di Napoli).

L’AISF invita a non abbassare la guardia nella lotta contro l’epatite B e raccomanda fortemente di continuare in tutto il territorio nazionale la pratica della vaccinazione di massa dei neonati e per tutte le categorie a rischio (conviventi di portatori cronici del virus, personale sanitario, tossicodipendenti, soggetti politrasfusi).

“Solo perseguendo questo obiettivi si potrà garantire il controllo della diffusione della infezione per gli anni futuri”. - afferma il Prof. Tommaso Stroffolini (Epatologo ed Epidemiologo – Ospedale S. Giacomo-Roma).

 






 
 
 
 
 

  



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