Incredibile ma vero. 5 Embrioni umani fotocopia sono stati ottenuti da
cellule della pelle. Insomma una clonazione in piena regola che però
oggi, a differenza del passato, apre la strada alla medicina
rigenerativa . Lo sviluppo dei cinque embrioni è stato realizzato da
parte dell'azienda californiana Stemagen ed è stato interrotto allo
stadio più avanzato ottenibile prima che possa avvenire l'impianto in
utero, quello di blastocisti. Sicuramente un altro passo avanti per dar
vita ad organi rigenerati. Uno stadio che, dopo l'esperimento del
novembre 2001, la Act, con Jose Cibelli, raggiunse nel febbraio 2004,
anche quella volta con un embrione soltanto. Oggi gli embrioni umani
clonati sono cinque ed è il segno inequivocabile che la tecnica
funziona. Per il direttore scientifico del Policlinico San Matteo di
Pavia, Carlo Alberto Redi (dichiarazione ANSA) si tratta del segnale che
"si sta andando nella direzione che finalmente permette di padroneggiare
la tecnica". Ma "c'é ancora tanta strada da fare", dicono alcuni dei
maggiori esperti internazionali di cellule staminali embrionali riuniti
oggi a Pavia, nel convegno organizzato da Policlinico San Matteo, Iuss e
dai collegi Ghislieri e Borromeo.
Blastocisti
La blastocisti è costituita da un trofoblasto che forma parte della
placenta e una massa cellulare interna (CIM) che si sviluppa formando
l'embrione.
La blastula umana è un aggregato di cellule derivate dalla divisione
mitotica dello zigote che diventa prima morula e poi blastula.
Nel suo stadio avanzato (intorno al 6°-7° giorno di vita del concepito)
presenta tre parti distinte:- La "massa cellulare interna" o "embrioblasto"
o "nodo embrionale" costituita dalle cellule che formeranno i tre
foglietti dell'embrione. Essa è attaccata al trofoblasto - Il "blastocele"
è una cavità ricolma di liquido che assieme all'embrioblasto è contenuta
nel trofoblasto - Il "trofoblasto" è una sfera formata da cellule che
delimita il territorio della blastula. Circonda il blastocele e a una
estremità vi è adeso. Attorno all'ottavo giorno raggiunge la parete
dell'endometrio e qui vi si impianta grazie al trofoblasto.
Seguono vari stadi dello sviluppo della blastula che pian piano viene
inglobata nella parete uterina, verso la quale affluisce glicogeno per
nutrire il concepito, che prende il nome di "decidua gravidica".
Nei giorni successivi (fino al 15°) si sviluppa in modo consistente il
trofoblasto, invece la massa cellulare interna subisce soltanto la
differenziazione in ectoderma e endoderma.