Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 22/01/2008

Consumo di Droga: Aumentano le Donne e il Crack


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Le nuove tendenze italiane sarebbero il consumo contemporaneo (policonsumo ) di più droghe, anche da parte delle donne e il crack. E? quanto sostengono in una articolo sulla “Polizia Moderna”, il giornale della Polizia di Stato, Annalisa Bucchieri e Antonella Fagiani che hanno intervistato Claudio Coppitelli, presidente del Coordinamento nazionale nuove droghe del ministero della Salute.


“Oggi, dichiara Coppitelli, è connotata dal fenomeno del policonsumo: l’uso contemporaneo nel breve lasso di tempo di più sostanze, un’abitudine molto diversa dalla tossicodipendenza legata alla sola eroina, come avveniva negli Anni ’70. Per esempio tra le sostanze inedite utilizzate nel policonsumo c’è lo speed, amfetamine e metamfetamine, mba, assimilato insieme ad alcol, cannabis e a volte anche all’eroina fumata. Accanto allo speed si registra un ritorno dell’oppio, sia dall’Afghanistan che dalle coltivazioni legali dei grandi gruppi farmaceutici europei. L’oppio, fumato o ingerito, porta purtroppo con sé una valenza quasi positiva, perché con il fatto che è naturale e non sintetico sembra affievolire la sua pericolosità nella convinzione di alcuni gruppi giovanili. Mentre è una sostanza rischiosa perché porta brevemente alla dipendenza e a crisi di astinenza”. Ribadisce Cippitelli che la preoccupazione maggiore per i danni alla salute e i risvolti criminologici però la desta l’aumento del consumo di crack. Il crack, cocaina lavata con il bicarbonato da fumare, produce da subito un consumo compulsivo, costa molto, quindi spinge le persone a delinquere e a spacciare. In ogni caso i sequestri di cocaina presentano principi attivi in percentuali molto diverse e le sue infinite possibilità di essere maneggiata, tagliata, trasformata la rendono più rischiosa da un punto di vista di interessi criminali. Le pasticche di sintetico, viceversa, sono difficilmente sofisticabili e poco costose.


Particolarmente significativa tra le new entry è la ketamina, che nasce come anestetico, poi farmaco veterinario, poi tabellata alla fine degli Anni ’90 e oggi a tutti gli effetti sostanza d’abuso. Viene utilizzata in piccole dosi come aiuto antidepressivo, e in dosi massicce come dispercettiva, dà sensazione di morte apparente, estraniamento dal corpo. Questi mix con sostanze nuove sono oltremodo pericolosi perché provocano malori con sintomi non immediatamente collegabili con gli abusi che li hanno provocati.
Alla trasversalità generazionale, si aggiunge una presenza sempre più paritaria del sesso femminile. Se in passato il rapporto tra tossicodipendenti donne e uomini era di 1 a 7 ora è di 1 a 2”.


“Il quadro si è fatto talmente complesso – conclude l’esperto – che ci costringe a considerare la distinzione tra consumi sporadici, consumi problematici, e vere e proprie dipendenze, e ad approntare risposte di prevenzione e trattamento terapeutico diversificate a seconda del tipo di consumatore e dei motivi che lo spingono a farlo. Oggi come ieri c’è chi si rivolge alle droghe per sperimentare l’alterazione di coscienza, per andare fuori, superare limiti sensoriali ordinari, perdere i contatti con il mondo reale nel quale non si sente integrato, insomma come espressione di disagio; alcuni, invece, lo fanno per ratificare la propria appartenenza ad una tribù, ad un gruppo, ad un modus vivendi in situazioni di coralità moderna, rave, concerti, discoteche, raduni; ma c’è chi oggi, a differenza di ieri, assume una dose quasi fosse una pratica di automedicazione: per far fronte all’ansia societaria, per prestazioni lavorative migliori, per superare dolori e lutti familiari insopportabili, con l’illusione che sia solo un aiuto contingente in un momento particolarmente difficile della propria vita che non avrà seguito quando le cose andranno meglio. Lo confermano gli andamenti dei consumi, concentrati nel week end per gli stupefacenti da sballo, e distribuiti infrasettimanalmente per quanto riguarda le sostanze da performance, come la ketamina”.
 

 






 
 
 
 
 

  



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