Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 20/12/2007

Depressione e stimolazione magnetica transcranica


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

In caso di depressione le scelte terapeutiche e psicoterapeutiche sono diverse. Quando però la terapia tradizionale risulta inefficace arriva quella fisica: in particolare, in caso di insuccesso della terapia medica sembra sia risultata utile la stimolazione magnetica transcranica (TMS); si è infatti dimostrata sicura ed efficace nel trattamento della depressione maggiore, resistente alla terapia tradizionale.

 

I tassi di risposta e remissione risultano migliori nei pazienti che ricevono quattro-sei settimane di trattamento con TMS attiva che con placebo. E' quanto sostiene uno studio pubblicato su Biol Psychiatry. 2007 (62: 1208-16). La TMS dunque costituisce un'innovativa ed accattivante opzione terapeutica per i pazienti con depressione maggiore che non risponde agli antidepressivi convenzionali, anche come monoterapia. La maggior parte dei pazienti nel presente studio si era sottoposta ad almeno altre due diverse terapie senza alcun successo. Stimolazione magnetica transcranica nel depresso.


La prevalenza nella popolazione generale dei disturbi depressivi – così come classificati dal DSM-IV (disturbo depressivo maggiore o DDM, disturbo distimico, disturbo depressivo non altrimenti specificato, disturbo dell’umore dovuto a una condizione medica generale, disturbo dell’umore indotto da sostanze) - varia tra il 3 e il 9%. La prevalenza nell’arco di una vita (life-time) del DDM oscilla tra il 4 e il 17%. In Italia i dati parlano di oltre 5 milioni di adulti che soffrono o hanno sofferto di disturbi depressivi ed è verosimile che questo dato sia sottostimato fino al 50%. Sembra che la malattia non venga riconosciuta soprattutto per una inappropriatezza diagnostica nell’ambito della medicina generale.

 

È stato calcolato che più del 30% dei pazienti che si rivolgono al medico di famiglia presenti problemi di depressione. In alcuni casi la depressione si associa a episodi maniacali (disturbo bipolare), ma in molti pazienti si presenta come unico sintomo. Spesso non si tratta di un vero e proprio disturbo psichiatrico, ma di una manifestazione legata a un particolare evento negativo. A volte invece il paziente si reca dal medico lamentando solo dei sintomi fisici o fisici dolorosi, che possono fuorviare da una corretta diagnosi se non valutati attentamente e insieme ad altri segnali di allarme.

 






 
 
 
 
 

  



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