Il
Convegno
Questa mattina, nel corso del Convegno “Depressione e Cancro”,
svoltosi presso il Centro Congressi IFO, alla presenza del Presidente
della Pontificia Academia Pro Vita, S.E. Mons. Elio Sgreccia, del
Presidente del Comitato di Indirizzo e Verifica IFO, Dott. Giuseppe
Petrella del Direttore Generale degli Istituti, Dott. Marino Nonis e del
Direttore Sanitario Aziendale, Amalia Allocca è stato presentato un
progetto di ricerca pilota per analizzare l’efficacia del trattamento
farmacologico della depressione nei pazienti oncologici.
L’incidenza dei tumori in Italia
Nel 2007 in Italia per ogni 100.000 abitanti sono state
effettuate circa 6.500 nuove diagnosi di cancro. Complessivamente
1.700.000 sono le persone affette da questa malattia. L’incidenza dei
tumori è in costante aumento ed é previsto che nel nostro paese nel 2010
vi saranno 400.000 nuove persone ammalate all'anno, ben oltre i 1000 al
giorno.
Cancro e depressione
I pazienti affetti da patologie oncologiche sono esposti in
maniera particolare all’insorgere della depressione, le più recenti
ricerche scientifiche dimostrano che circa il 40% dei malati oncologici
è depresso ma che solo il 2% riceve una cura adeguata.
Molto diffuse, fra questo tipo di pazienti, anche le forme minori o
“sottosoglia”, ovvero quelle forme in cui l’insieme dei sintomi non
soddisfa pienamente i criteri diagnostici per la depressione ma è
altrettanto invalidante.
Una patologia sottovalutata
“La depressione e' comune nei malati di cancro” spiega il
Direttore Scientifico dell’Istituto Regina Elena, Paola Muti, "poiche'
sei su dieci ne soffrono".
Eppure il disturbo non viene diagnosticato sempre con precisione.
“Nel 50% dei casi, infatti, la depressione non viene riscontrata,e
questo perche', prosegue il
DirettoreScientifico,"si parla di 'tristezza appropriata' alla
malattia".
Sembra quindi che la depressione non voglia essere riconosciuta come
patologia vera e propria, e questo complica anche qualsiasi cura."
Tra i pazienti oncologici cui e' stata diagnosticata la depressione”
aggiunge la Muti “solo uno su dieci riceve le cure, e questo ci pone in
grande ritardo rispetto agli Stati Uniti".
Lo scarso riconoscimento della depressione è legato alla necessità di
concentrare energie e terapie sulle problematiche “organiche” e alla
tendenza a spiegare le sofferenze emotive come un inevitabile prezzo da
pagare. Infine, alcuni sintomi della depressione vengono attribuiti alla
patologia neoplastica ed alle terapie mediche in atto.
Le conseguenze della depressione
La depressione è ritenuta dall’OMS la patologia psichica che,
oltre a “segnare” l’inizio del terzo millennio, sarà la prima causa di
invalidità civile nei paesi sviluppati.
Le conseguenze della depressione nel paziente oncologico possono essere
estremamente invalidanti, in quanto la depressione è uno dei più
importanti fattori di peggioramento della qualità della vita.
L’aspetto più pericoloso riguarda il vissuto di disperazione ed inermità
tipico della depressione che riduce la cooperazione del paziente con lo
staff medico. Responsabile di una diminuzione della risposta
immunologica antitumorale la depressione interferisce negativamente
anche con il decorso della patologia e pregiudica la risposta al
trattamento chemioterapico, aumentando i tempi di ricovero e aumentando
la mortalità di questi pazienti.
Gli obbiettivi dello studio
“Lo studio che ci accingiamo a realizzare presso l’IFO e che andrà
avanti per 2 anni” dichiara il Dott. Tonino Cantelmi, promotore del
Convegno “si propone due obbiettivi principali”.
“Il primo” prosegue Cantelmi, Presidente dell’Associazione
Italiana Psichiatri e Psicologi Cattolici “è la creazione di un
sistema diagnostico adeguato, per poter valutare con efficacia la
presenza di disturbi dell’umore in pazienti affetti da cancro”. “Il
secondo” continua Cantelmi “è di studiare l’assetto immunitario dei
pazienti oncologici, che seguono trattamenti farmacologici
antidepressivi, per individuare il legame psiconeuroimmunologico tra
depressione e cancro”. “L’obbiettivo principe” conclude Cantelmi “è
naturalmente il miglioramento della qualità della vita dei pazienti
oncologici che, oltre a dover combattere con il cancro, devono
fronteggiare un secondo nemico, insidioso e potente, come la
depressione”.