Sono la Delegata dell'APO - Associazione Pazienti Omeopatici, della Regione
Marche. Oramai da 18 anni mi curo con la Medicina Omeopatica e la mia storia è
simile a quella di tanti altri pazienti che hanno deciso di curarsi con questo
metodo di cura, non solo perché insoddisfatti dei risultati ottenuti con la
Medicina tradizionale, ma soprattutto perché hanno riscontrato nel metodo
omeopatico il vero “prendersi cura” della persona.
Ho letto sul Corriere della Sera del 28 Novembre u. s. l'articolo, a firma di
Margherita De Bac, dal titolo: «E' provato, l'omeopatia è inutile» «Solo un
placebo, effetti collaterali inattesi», dove la giornalista riportava i
contenuti di una pubblicazione uscita sull' ultimo numero della rivista
scientifica inglese "The Lancet" del 17 novembre scorso in cui l’autore ha
affermato che “i pazienti che si curano con l'Omeopatia sono tutti affetti da
effetto placebo” - contenuti per nulla nuovi perchè già trattati in una
precedente pubblicazione, con identici “studi di ricerca”, uscita sulla stessa
rivista nel 2005 e ampiamente confutata da APO Italia - vedi sito web
www.apoitalia.it.
Son tornata a sentirmi una “paziente” che di “pazienza” ne ha e ne ha avuta
tanta; sia quando il “superscienziato” di “Superquark” ha diffamato, senza
alcuna competenza, questa Medicina; sia quando il Consiglio Nazionale di
Bioetica ha “bocciato” le nove discipline riconosciute dalla FNOMCeO
(Federazione Nazionale dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri); sia
ancora, quando Garattini (noto farmacologo) ci ha definiti, ultimamente,“adepti”
e mi sono detta… È ora di dire “basta!!!”
Noi “popolo dei granuli” - ci hanno definito così - (sono ben 12 milioni gli
italiani che si curano con l'Omeopatia) siamo considerati “diversi”; non siamo
visti, ma “svisti” da tutti, perché o non fanno caso alla nostra esistenza - le
Istituzioni ci ignorano non tutelandoci - e quindi siamo “invisibili”; o ci
attaccano dicendo che siamo “visibilmente” incoscienti; e, di conseguenza,
dobbiamo difenderci dagli attacchi di chi ci considera "sciocchi e creduloni".
Da paziente omeopatica ho sofferto, lottato, gridato, soffocato, nascosto; in
questi diciotto anni ho difeso la Medicina omeopatica e, tuttora, mi trovo
ancora a combattere contro pregiudizi inveterati.
Ho scritto un libro (uscito il 28 agosto) che ha per titolo: "LA SIMILITUDINE IN
OMEOPATIA. Cura dell’Anima e del Corpo nei racconti di una paziente", perchè
penso sia più facile lasciar che "altri" non credano a ciò che vedono, piuttosto
che convincerli che ciò che stanno vedendo sia la "verità", ma oggi aggiungo;
È ora di dire “basta!!!” non è giusto che continuamente si attacchi con infamie
una Medicina che “ci cura” da oltre 200 anni e a nome dei pazienti “tutti ”, al
di là degli interessi che portano tali persone a screditare l’omeopatia, voglio
affermare fortemente che la Medicina è UNA, e cioè “quella che guarisce”.
Daniela Salvucci
Delegata APO delle Marche
APO ITALIA - Associazione Pazienti Omeopatici
www.apoitalia.it