Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

 del 02/10/2007

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È ora di dire “basta!!!”


Daniela Salvucci *

Sono la Delegata dell'APO - Associazione Pazienti Omeopatici, della Regione Marche. Oramai da 18 anni mi curo con la Medicina Omeopatica e la mia storia è simile a quella di tanti altri pazienti che hanno deciso di curarsi con questo metodo di cura, non solo perché insoddisfatti dei risultati ottenuti con la Medicina tradizionale, ma soprattutto perché hanno riscontrato nel metodo omeopatico il vero “prendersi cura” della persona.

Ho letto sul Corriere della Sera del 28 Novembre u. s. l'articolo, a firma di Margherita De Bac, dal titolo: «E' provato, l'omeopatia è inutile» «Solo un placebo, effetti collaterali inattesi», dove la giornalista riportava i contenuti di una pubblicazione uscita sull' ultimo numero della rivista scientifica inglese "The Lancet" del 17 novembre scorso in cui l’autore ha affermato che “i pazienti che si curano con l'Omeopatia sono tutti affetti da effetto placebo” - contenuti per nulla nuovi perchè già trattati in una precedente pubblicazione, con identici “studi di ricerca”, uscita sulla stessa rivista nel 2005 e ampiamente confutata da APO Italia - vedi sito web www.apoitalia.it.

Son tornata a sentirmi una “paziente” che di “pazienza” ne ha e ne ha avuta tanta; sia quando il “superscienziato” di “Superquark” ha diffamato, senza alcuna competenza, questa Medicina; sia quando il Consiglio Nazionale di Bioetica ha “bocciato” le nove discipline riconosciute dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri); sia ancora, quando Garattini (noto farmacologo) ci ha definiti, ultimamente,“adepti” e mi sono detta… È ora di dire “basta!!!”

Noi “popolo dei granuli” - ci hanno definito così - (sono ben 12 milioni gli italiani che si curano con l'Omeopatia) siamo considerati “diversi”; non siamo visti, ma “svisti” da tutti, perché o non fanno caso alla nostra esistenza - le Istituzioni ci ignorano non tutelandoci - e quindi siamo “invisibili”; o ci attaccano dicendo che siamo “visibilmente” incoscienti; e, di conseguenza, dobbiamo difenderci dagli attacchi di chi ci considera "sciocchi e creduloni".

Da paziente omeopatica ho sofferto, lottato, gridato, soffocato, nascosto; in questi diciotto anni ho difeso la Medicina omeopatica e, tuttora, mi trovo ancora a combattere contro pregiudizi inveterati.

Ho scritto un libro (uscito il 28 agosto) che ha per titolo: "LA SIMILITUDINE IN OMEOPATIA. Cura dell’Anima e del Corpo nei racconti di una paziente", perchè penso sia più facile lasciar che "altri" non credano a ciò che vedono, piuttosto che convincerli che ciò che stanno vedendo sia la "verità", ma oggi aggiungo;

È ora di dire “basta!!!” non è giusto che continuamente si attacchi con infamie una Medicina che “ci cura” da oltre 200 anni e a nome dei pazienti “tutti ”, al di là degli interessi che portano tali persone a screditare l’omeopatia, voglio affermare fortemente che la Medicina è UNA, e cioè “quella che guarisce”.


Daniela Salvucci
Delegata APO delle Marche
APO ITALIA - Associazione Pazienti Omeopatici
www.apoitalia.it

 






  



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