Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 07/12/2007

Amianto: 3 mila morti l'anno in Italia. Gli esperti annunciano che il peggio deve ancora venire


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Amianto. Un incubo che sembra non finire più. "E il peggio deve ancora venire. Ci aspettiamo un picco di morti fra pochi anni". Parla il professore Pier Aldo Canessa, esperto delle malattie legate all'amianto, al Congresso dell'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO), in corso a Firenze, presieduto da Antonio Corrado. "Il peggio deve venire perché - precisa Canessa - la malattia si manifesta 40 anni dopo il contatto con l'amianto. E quindi ci si aspetta, purtroppo, casi di malattia fra quanti hanno lavorato in cantieri navali, edili e in altre aree piene di amianto prima che l'Italia dichiarasse stop a queste costruzioni: era il 1992. La Gran Bretagna è intervenuta molti anni prima".

Il peggio deve ancora venire ma la realtà di oggi è già molto drammatica. "Ogni anno in Italia- dice il professore Valerio Gennaro dell'Istituto Tumori di Genova - muoiono più di 3mila persone che sono state in contatto con l'amianto: 1000 per mesotelioma, il tumore primario della pleura; 1500 per tumore polmonare; il resto per tumori in altre parti del corpo".

"Si è intervenuto in ritardo - dice Canessa, Direttore dell'Unità Operativa di Pneumologia a Sarzana, La Spezia - con la legislazione. Con la bonifica si è andati a rilento. La realtà è che viviamo ancora a contatto con l'amianto: con questa sostanza si sono realizzate navi, si sono costruiti edifici pubblici, case per abitazione privata. E si sono coibentate condutture industriali e non. In molti casi l'amianto è ancora lì. Nessuno si deve terrorizzare ma deve stare in guardia. Mi rivolgo particolarmente alle Istituzioni preposte alla salute".

Parlando con gli esperti riuniti a Firenze al Congresso dei Pneumologi Ospedalieri si può costruire una mappa delle città dove questa sostanza è stata largamente usata. "Il primato - dice Canessa -, e purtroppo è un primato mondiale, per quanto riguarda i casi di mesotelioma, tumore polmonare e i decessi spetta a La Spezia, dove l'amianto è stato largamente usato nei cantieri navali. Poi viene Genova. Largamente usato l'amianto anche a Livorno, Bari, Trieste ed altre città portuali, Pistoia, Prato, Casal Monferrato, in questa ultima città c'era l'Eternit. Queste sono solo alcune delle punte di un grande iceberg ancora non entrato nella cultura della gente. Dal Congresso di Firenze viene un invito alle Istituzioni ad insistere nella bonifica. Purtroppo, come ho detto, l'amianto ha fatto tante vittime e ce ne aspettiamo molte altre. Lo vediamo da quello che avviene in Gran Bretagna dove in questi anni si sta registrando il picco. Ma in Gran Bretagna l'amianto, come è detto, è stato messo al bando prima di noi".

E' grande l'impegno della Ricerca nell'individuare e seguire le persone venute a contatto con l'amianto, i cosidetti "esposti". Come dice il professore Alfonso Cristaudo, direttore della Medicina del Lavoro di Pisa, l'individuazione non è semplice ma rappresenta uno dei grandi impegni di chi studia l'ambiente del lavoro. Ci si allarma tanto quando c'è un infortunio in un cantiere ma ci si dimentica delle malattie che si prendono durante il lavoro. E l'amianto è un tragico esempio.

 






 
 
 
 
 

  



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