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Anna Carderi |
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Si legge e si sentono sempre di più storie di abusi sessuali.
Ma come si riconosce un abuso nel bambino? Quali sono gli indicatori e i
segni psicofisici? Sono queste ed altre le domande che tali avvenimenti
ci sollecitano.
Innanzi tutto cerchiamo di definire che cosa si intende per abuso
sessuale. La CISMAI (Coordinamento dei servizi contro il maltrattamento
e l’abuso all’infanzia) lo definisce come il coinvolgimento di un
minore, da parte di un partner preminente, in attività sessuali anche
non caratterizzate da violenza esplicita. L’abuso è fondamentalmente un
attacco confusivo e destabilizzante alla personalità del minore e al suo
percorso evolutivo il cui danno è direttamente proporzionale alla
precocità, frequenza, durata, gravità degli atti sessuali e alla
relazione che il bambino ha con l’abusante.
In siffatte condizioni indispensabile risultano interventi riparativi
adeguati e tempestivi che riducano al minimo il trauma psicologico.
Questo perché quando ci si rende conto dell’abuso il danno è stato ormai
fatto. Tale situazione è prolungata dal fatto che il bambino
difficilmente rivela l’abuso. Due i motivi: primo, quanto più è stato
danneggiato, tanto più può essere compromessa la sua capacità di
ricordare e raccontare. Secondo, l’abuso sessuale è un fenomeno
fortemente improntato all’ingiunzione del segreto e del silenzio e
dall’attivazione di sentimenti che inibiscono la narrazione quali colpa,
vergogna, tradimento, squalifiche, ricatto morale, paura di non essere
creduto.
Esistono degli indicatori fisici e psichici che possono aiutarci a
capire se il bambino è oggetto di abusi. Per quanto riguarda i primi
l’ipotesi di abuso sessuale va sempre presa in considerazione in
presenza di lesioni dell’area anogenitale, gravidanza, malattie
sessualmente trasmesse. L’assenza di tali indicatori comunque non può
mai portare ad escludere tale ipotesi, in quanto numerosi atti di abuso
non lasciano segni fisici. Per tale motivo vanno presi in considerazione
anche gli indicatori psicologici inerenti a sintomi cognitivi, emotivi e
comportamentali. Un esempio ne sono le conoscenze sessuali improprie e
la messa in atto di comportamenti sessualizzati.
Violenze e abusi sono traumi che perseguitano a vita e gli effetti più
traumatici si hanno, quando l’abuso rimane nascosto o non viene
elaborato, quando il bambino non riceve protezione e permane in uno
stato di dipendenza con chi agisce e nega l’abuso. La protezione è in
tutti i casi di abuso imprescindibile da una cura e da un sostegno che
tenga conto delle esigenze di riconoscimento del bambino.