Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

Tre donne su quattro: affette da vulvo-vaginite da candida


Emanuela Mistrangelo - Ginecologa

Un recente studio, pubblicato su Lancet, autorevole rivista scientifica internazionale, nel giugno 2007 (Sobel J. Vulvovaginal candidosis. Lancet 2007; 369:1961-1971), rivela che il 70-75% delle donne adulte è colpito, almeno una volta nella vita, da candidosi vulvo-vaginale e che il 5-8% è affetto da candidosi ricorrente, con 4 o più episodi di infezione ogni anno.


Le vulvovaginiti rappresentano la prima causa di consultazione per lo specialista ostetrico-ginecologo, sono infezioni che interessano i genitali esterni e/o la vagina e possono essere causate da batteri o funghi. Tra le infezioni da funghi, la più comune è proprio l’infezione da Candida, anche definita “candidosi vulvo-vaginale” o “vulvovaginite da Candida”. “Candida” è un fungo “opportunista” ovvero un commensale molto frequente delle cavità naturali della specie umana (soprattutto a livello intestinale) ed è in grado di provocare affezioni morbose, in presenza di condizioni predisponenti. Il generale le infezioni da Candida sono associate ad una riduzione dei ceppi di Lattobacillo vaginale (bacillo “buono” che difende le pareti vaginali garantendo un adeguato valore di pH). In caso di riduzione delle difese, a livello vaginale il Lattobacillo diminuisce e si crea più spazio per la crescita di patogeni tra cui la Candida.


Al di là di una ridotta percentuale di situazioni in cui è agevole identificare come causa di riduzione delle difese vaginali l'esposizione a fattori di rischio noti (diabete mellito mal compensato, immunodepressione o immunocompromissione, utilizzo di terapia coricosteroidea o antibiotica a largo spettro, assunzione di contraccettivi orali, gravidanza, presenza di una malattia a trasmissione sessuale, dieta ricca di zuccheri), nella maggior parte dei casi non è possibile riconoscere una sicura causa scatenante. È verosimile che in questi casi, che potremmo definire “idiopatici”, intervengano meccanismi diversi imputabili ad una particolare risposta individuale di tipo allergico, ad abitudini igieniche o a processi di trasmissione intra o iterpersonali.


Ad oggi la terapia delle infezioni acute da Candida prevede una terapia sitemica e/o locale con farmaci antifungini (compresse per bocca oppure ovuli e crème vaginali).


Per prevenire poi le forme ricorrenti occorre innanzitutto eliminare i fattori predisponenti, modificare la dieta (soprattutto eliminare i dolci), scegliere un adeguato prodotto per l’igiene intima, prediligere indumenti larghi e di cotone. Esistono inoltre terapie locali (ovuli o compresse vaginali) che permettono di ripristinare i lattobacilli vaginali (i “bacilli buoni” che costituiscono la difesa naturale della vagina). In caso di infezione ricorrente con più di 4 episodi di infezione all’anno risulta anche indicata una terapia antifungina con somministrazioni mensili, da continuare anche per lunghi periodi.

 






  

 


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