Un recente studio,
pubblicato su Lancet, autorevole rivista scientifica internazionale,
nel
giugno 2007 (Sobel J. Vulvovaginal candidosis. Lancet 2007;
369:1961-1971), rivela che il 70-75% delle donne adulte è colpito,
almeno una volta nella vita, da candidosi vulvo-vaginale e che il 5-8% è
affetto da candidosi ricorrente, con 4 o più episodi di infezione ogni
anno.
Le vulvovaginiti rappresentano la prima causa di consultazione per lo
specialista ostetrico-ginecologo, sono infezioni che interessano i
genitali esterni e/o la vagina e possono essere causate da batteri o
funghi. Tra le infezioni da funghi, la più comune è proprio l’infezione
da Candida, anche definita “candidosi vulvo-vaginale” o “vulvovaginite
da Candida”. “Candida” è un fungo “opportunista” ovvero un commensale
molto frequente delle cavità naturali della specie umana (soprattutto a
livello intestinale) ed è in grado di provocare affezioni morbose, in
presenza di condizioni predisponenti. Il generale le infezioni da
Candida sono associate ad una riduzione dei ceppi di Lattobacillo
vaginale (bacillo “buono” che difende le pareti vaginali garantendo un
adeguato valore di pH). In caso di riduzione delle difese, a livello
vaginale il Lattobacillo diminuisce e si crea più spazio per la crescita
di patogeni tra cui la Candida.
Al di là di una ridotta percentuale di situazioni in cui è agevole
identificare come causa di riduzione delle difese vaginali l'esposizione
a fattori di rischio noti (diabete mellito mal compensato,
immunodepressione o immunocompromissione, utilizzo di terapia
coricosteroidea o antibiotica a largo spettro, assunzione di
contraccettivi orali, gravidanza, presenza di una malattia a
trasmissione sessuale, dieta ricca di zuccheri), nella maggior parte dei
casi non è possibile riconoscere una sicura causa scatenante. È
verosimile che in questi casi, che potremmo definire “idiopatici”,
intervengano meccanismi diversi imputabili ad una particolare risposta
individuale di tipo allergico, ad abitudini igieniche o a processi di
trasmissione intra o iterpersonali.
Ad oggi la terapia delle infezioni acute da Candida prevede una terapia
sitemica e/o locale con farmaci antifungini (compresse per bocca oppure
ovuli e crème vaginali).
Per prevenire poi le forme ricorrenti occorre innanzitutto eliminare i
fattori predisponenti, modificare la dieta (soprattutto eliminare i
dolci), scegliere un adeguato prodotto per l’igiene intima, prediligere
indumenti larghi e di cotone. Esistono inoltre terapie locali (ovuli o
compresse vaginali) che permettono di ripristinare i lattobacilli
vaginali (i “bacilli buoni” che costituiscono la difesa naturale della
vagina). In caso di infezione ricorrente con più di 4 episodi di
infezione all’anno risulta anche indicata una terapia antifungina con
somministrazioni mensili, da continuare anche per lunghi periodi.