Clamoroso annuncio dal
Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia: fra sei
mesi a “Rizzoli” di Bologna, per la prima volta al mondo, il trapianto
totale di spalla. L’articolazione sarà prelevata da un donatore cadavere
e impiantata su una persona con meno di cinquant’anni. Al momento si sta
lavorando alla messa a punto dello ‘strumentario’. Dal Congresso SIOT
anche la notizia dell’eccezionale passo avanti nel campo delle protesi:
nuove protesi meccaniche e con proprietà bioattive. Una buona notizia
per le centinaia di migliaia di italiani che, ogni anno, ricorrono al
chirurgo per una protesi articolare. Corre la Scuola italiana dell'
Ortopedia e della Traumatologia, ai primi posti nel mondo. Una corsa che
rischia di essere frenata dalle gratuite accuse di malasanità che, quasi
nella totalità, finiscono con il proscioglimento del medico. Serve una
presa di posizione forte che potrebbe arrivare allo sciopero bianco
degli Ortopedici e cioè operare solo i malati in emergenza. I tre
clamorosi annunci sono stati dati nel corso della Conferenza stampa del
92° Congresso SIOT- oltre quattromila gli studiosi, molti stranieri- in
corso a Bologna, fino a giovedì, sotto la presidenza dei professori
Sandro Giannini e Aldo Toni.
Lanfranco Del Sasso:
“Accuse ingiuste di malasanità. Si rischia lo sciopero bianco”
«Basta con queste
gratuite accuse di malasanità - dice Lanfranco Del Sasso, Presidente
SIOT - che, nella stragrande maggioranza, addirittura si sfiora la
totalità, risultano infondate con la piena assoluzione dell’ortopedico e
del traumatologo. Questa situazione può provocare la nascita e il suo
successivo sviluppo della medicina difensiva per evitare il più
possibile di finire nel grande contenitore delle accuse di malasanità. E
quando un medico si pone sulla difensiva per il timore di essere
accusato di aver sbagliato siamo di fronte ad una sconfitta della
medicina. Altra conseguenza è che i giovani medici stanno evitando di
iscriversi alla Scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia.Gli
Ortopedici e i Traumatologi italiani potrebbero anche arrivare ad uno
“sciopero bianco” e cioè operare solo i malati che hanno una patologia
necessaria di un intervento urgente ed in emergenza e non eseguire
interventi su pazienti sofferenti di una patologia di elezione. La SIOT
chiede anche di assegnare alle Società Scientifiche un ruolo di provider
per l’Educazione Continua in Medicina. E propone l’apertura delle sale
operatorie degli Ospedali agli Specializzandi sotto la guida del
Direttore della Scuola di Specializzazione. E’ la strada per formare i
chirurghi del domani».
Giannini: "Fra sei mesi al “Rizzoli”, per la prima volta al mondo, il
trapianto di spalla"
«Fra sei mesi al “Rizzoli” il trapianto totale della spalla con la
tecnica del ‘trapianto fresco’, cioè l’utilizzo di tutta l’articolazione
prelevata da un donatore cadavere. E’ un intervento mai eseguito prima
nel mondo. Il trapianto sarà compiuto su una persona sotto i cinquant’anni
dice il professore Sandro Giannini, Docente di Ortopedia
all’Università di Bologna e Direttore della Clinica Ortopedia presso gli
Istituti Ortopedici del “Rizzoli” - Stiamo preparando al “Rizzoli” lo
‘strumentario’ che serve per eseguire, con la massima precisione, la
resezione della parte di articolazione sia del donatore che del
ricevente. In pratica, il primo passo è individuare il paziente idoneo
per il trapianto: prevalentemente dovrebbe essere una persona sotto i
cinquant’anni, con articolazione della spalla danneggiata da un’artrosi
primitiva o secondaria ad altre cause come può essere un trauma. Una
volta individuato il paziente, si attende dalla Banca dell’osso e dei
tessuti la possibilità di poter fare il prelievo dell’articolazione da
un donatore cadavere. Quando il donatore sarà disponibile verranno
prelevate “fette’ di osso e di cartilagine dello spessore non superiore
ad un centimetro. Una “fetta’ da una parte dell’articolazione ed una
seconda dall’altra. Si preleva anche la cartilagine che può rimanere,
con questa tecnica del ‘ trapianto fresco’, vitale. Dal momento del
prelievo dell’articolazione a quello del trapianto trascorrono dieci
giorni durante i quali si svolgono gli accertamenti per essere sicuri
che non ci siano inquinamenti batterici o virali nelle parti prelevate».
Il trapianto è una realtà di oggi. Il professor Giannini è un pioniere
in questo campo. E’ l’unico al mondo ad aver compiuto il trapianto
totale del ginocchio: cinque i casi trattati. E’ l’unico al mondo per il
trapianto dell’alluce: quattro gli interventi fino ad ora compiuti. Ed
infine, può vantare la più ampia casistica di trapianti di caviglia, 36
casi, ed è l’unico chirurgo a compiere questo tipo di intervento in
Europa.
Al “Rizzoli” si guarda anche al domani che, in parte, è già arrivato. Si
tratta dell’ingegneria tissutale. Si prelevano cellule dal paziente che,
insieme a materiale sintetico bio-compatibile danno vita in laboratorio
ad un’articolazione non meccanica come una protesi attuale ma biologica
come un trapianto. Questa articolazione totale nata dalle cellule del
paziente prelevate dal midollo osseo per quanto riguarda le cellule
mesenchimali. Altre cellule contenenti fattori di crescita vengono
invece prelevate dal sangue del paziente sotto forma di aggregati
piastrinici. Queste cellule vengono inserite nelle matrici tissutali a
forma di protesi articolari ed impiantate nel paziente. E’ un domani
che, in parte, è già arrivato perché con l’ingegneria tissutale si
effettuano già interventi, al momento parziali, di articolazioni. E’ una
metodica già messa a punto e attuata al “Rizzoli”.
Toni: «Nuove protesi meccaniche e con proprietà bioattive»
«Stanno nascendo nuovi disegni protesici e protesi con
caratteristiche bioattive - dice il professore Aldo Toni, Presidente
con il professore Sandro Giannini del Congresso Siot Bologna 2007, alla
Conferenza stampa del Congresso della Società Italiana di Ortopedia e
Traumatologia in corso a Bologna. Toni è Direttore della 10 Divisione di
Ortopedia e Traumatologia e Direttore del Laboratorio di Tecnologia
Medica del “Rizzoli” - si tratta di rivestimenti dotati di
antibiotici in grado di bloccare eventuali infezioni ma anche di protesi
rivestite con materiali bioattivi capaci di legarsi all’osso come fa un
cemento senza creare i problemi del cemento. Si sta lavorando, inoltre,
alla messa a punto di protesi di dimensioni più piccole di quelle
attuali e meno invasive per ridurre il coinvolgimento dell’osso al quale
la protesi va attaccata. Questo è un elemento molto importante
soprattutto per i giovani che hanno subito, o per una malattia - che può
essere congenita o sopraggiunta nel tempo o per un incidente un danno ad
un’ articolazione. Si stanno perfezionando sempre di più le protesi, sia
per quanto riguarda i materiali che il disegno perché il paziente ormai,
non solo quello giovane, chiede dopo un intervento chirurgico di poter
tornare ad una vita normale. Non basta più constatare dopo l’intervento
che il dolore è scomparso. Si studiano le nuove protesi e si riflette su
quelle attuali. C’è bisogno di una riflessione comune per conoscere i
risultati a distanza. Non esiste un Registro internazionale, ne esistono
alcuni nazionali, in Italia c’è solo quello del “Rizzoli” dove, solo nel
2006, sono state impiantate 1200 protesi d’anca e 1000 del ginocchio. Al
Congresso di Bologna si gettano le basi per un Registro italiano che
possa essere gestito dalla SIOT».
In aumento le donazioni di osso in Italia.
Il numero dei donatori di osso in Italia è in costante crescita,
essendo passato da appena 220 persone nel 2001 alle 2271 nel 2005. C’è
stato, quindi, un significativo aumento delle donazioni e dei trapianti
di tessuto muscolo- scheletrico così come sottolinea l’ultimo rapporto
del Centro Nazionale trapianti (CNT).
Sei le banche
dell’osso in Italia
Bologna: Banca del
Tessuto Muscoloscheletrico- Istituto Ortopedico Rizzoli; Firenze: Banca
dei tessuti e cellule Regione Toscana -Centro Conservazione Tessuto
Osseo- Az. Ospedaliera Careggi; Milano: Banca Regionale del Tessuto
Muscolo-Scheletrico - Istituto Ortopedico G.Pini; Torino: Banca dei
Tessuti Muscolo-Scheletrici Regione Piemonte - Az.Ospedaliera CTO-CRF -
Maria Adelaide; Treviso: Banca Tessuti della Regione Veneto, sede di
Treviso - A.O. Ca’ Foncello; Verona: Banca Tessuti della Regione Veneto,
sede di Verona - Ospedale Civile Maggiore.
Le protesi articolari: ogni anno sono centinaia di migliaia gli
italiani che ricorrono al chirurgo.
Solo nel 2004- sono gli ultimi dati disponibili- in Italia secondo i
dati dei ricoveri ospedalieri ci sono stati 195349 ricoveri per
interventi di riparazione e plastica delle strutture articolari, la
grande maggioranza dei quali hanno interessato pazienti donne (115460).
Nel 2004, secondo i ricoveri ospedalieri, sono stati eseguiti 1203
interventi di artroprotesi totale della spalla, 946 parziale di spalla,
163 totale di gomito.
E poi, la “regina” delle protesi: quella dell’anca. Le sostituzioni di
anca, totali e parziali, nel 2004 sono state 82446. Naturalmente la
fascia d’età più interessata quella degli over 65 (63527 interventi)
soprattutto donne. Ma non mancano i giovani: sono stati quasi 1 9mila
gli interventi su italiani tra i 25 e i 64 anni, ancora una volta più le
donne. Nel totale degli interventi, senza fare distinzioni di età, si
può dire che per ogni uomo operato ci sono state due donne. Infatti,
quasi SSmila interventi sono stati eseguiti su donne e circa 28mila su
uomini.
Nel 2004 i ricoveri per artroplastica del ginocchio sono stati 68113 e
hanno interessato soprattutto gli over 65 anni, senza particolari
differenze tra uomini e donne. Ma sono stati tantissimi anche gli
interventi sui giovani: oltre 22mila quelli che hanno interessato
italiani tra i 15 e i 44 anni con una netta differenza tra uomini (quasi
1 8mila) e donne.