Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

 del 12/10/2007

 

Il ruolo del servizio pubblico nella prevenzione dell’obesita’


M. Giannotti – AUSL 11 Empoli

L’alimentazione è considerato un determinante capace di esercitare nei confronti della salute il ruolo di fattore sia di rischio che di protezione e può essere coinvolta nello sviluppo di patologie sia in termini di quantità che di qualità degli alimenti . Le malattie a componente nutrizionale nell' anno 2000 sono state responsabili a livello mondiale per il 60% della mortalità generale e per il 43% del carico globale delle malattie croniche. Per quanto riguarda in particolare l’obesità, sono disponibili molti dati che evidenziano come la sua prevalenza sia in aumento in gran parte dei Paesi sviluppati e in particolare la sua diffusione in età evolutiva stia diventando sempre più preoccupante: nel Rapporto sulla salute in Europa del 2002, l’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS definisce l’obesità come una “epidemia estesa a tutta la Regione europea”.


La Conferenza Europea sull’obesità di Copenaghen (settembre 2002) ha evidenziato che l’incidenza dell’obesità è aumentata in Europa del 10-50% nell’ultima decade a seconda del Paese considerato, e che circa il 4% di tutti i bambini europei è affetto da obesità. L’OMS ha elaborato uno specifico piano di azione e istituito una Task Force per promuovere la salute nella Regione Europa con interventi su dieta e attività fisica.


In Italia negli ultimi anni si è verificato un progressivo aumento dell’obesità e del sovrappeso sia nell’età adulta che in quella evolutiva, i cui valori di prevalenza si sono approssimativamente triplicati nell’arco di soli 30 anni raggiungendo, per l’età giovanile, livelli tra i più alti in Europa.


In questo quadro devono essere messe in atto politiche di contrasto che per essere efficaci non possono limitarsi alla prevenzione di singoli fattori specifici di rischio ma devono prendere in considerazione l'ambito più vasto e complesso delle circostanze di vita e quindi i determinanti socio-culturali, ambientali, relazionali ed emotivi che influenzano le abitudini alimentari e l’attività fisica. La promozione della salute, del benessere e delle competenze di vita, deve necessariamente coinvolgere, in maniera congiunta ed integrata, i diversi attori del contesto sociale e istituzionale di un territorio, al fine di produrre cambiamenti culturali, sociali, educativi e comportamentali. La Regione Toscana nel Piano Sanitario Regionale 2005/2007 ha previsto la sperimentazione delle Società della Salute come un nuovo modello di integrazione socio-sanitaria, in cui il sistema sanitario locale, i comuni, la scuola, le associazioni dei cittadini, il volontariato, il terzo settore ecc. convergono su obiettivi prioritari di promozione della salute, definendone i programmi per il loro raggiungimento in uno strumento unico di programmazione che è il Piano Integrato di Salute (PIS). Tale ambito appare dunque come quello naturale in cui, mediante l’integrazione e la partecipazione , è possibile progettare e realizzare praticamente un percorso educativo-formativo sull’alimentazione e sugli stili di vita che coinvolga l’intera comunità,oltre che i singoli, mirando all' obiettivo di condividere uno stile di vita complessivamente armonioso, in cui una corretta alimentazione si coniughi con un buon livello di attività fisica, opportunità sociali ed educative,oltre che ad autostima ed indipendenza.


 






  

 


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