I numeri: una questione
di salute, di cuore, di qualità di vita.
I numeri ci danno emozioni e scandiscono la nostra vita: la nostra data
di nascita, il numero dei figli, l’anniversario, il giorno della laurea;
ci portano fortuna, ci ricordano eventi importanti, ci piacciono.
Numeri che abbiamo nel cuore che accompagnano la vita di ognuno di noi e
che sono importanti perché legati a emozioni che non si dimenticano e
che si vogliono vivere ancora e, numeri del nostro cuore e della sua
salute, il cui impatto si riflette sulla quotidianità e la qualità di
vita, a partire da quelli che indicano i livelli di colesterolo.
La medicina legge il nostro corpo attraverso numeri biologici e clinici,
ma dietro i numeri ci siamo noi e partendo dai numeri che indicano i
nostri valori del colesterolo e quelli raccomandati delle Linee Guida
Internazionali, la salute del nostro cuore può migliorare e con essa la
qualità del nostro futuro.
Come dimostra un’Indagine Nazionale GfK-Eurisko, realizzata grazie al
contributo di AstraZeneca, gli italiani non danno ancora abbastanza peso
ai numeri del cuore: il 68% non conosce i valori del proprio colesterolo
e, tra coloro che sono consapevoli di soffrire di colesterolo alto, solo
il 50% è informato sui propri livelli.
“E’ vero, gli italiani non danno abbastanza peso ai numeri del cuore e i
dati della ricerca GfK-Eurisko ne sono un’ulteriore conferma –
sottolinea il Prof. Alberto Margonato (Direttore Unità Operativa di
Cardiologia IRCCSS Ospedale S. Raffaele di Milano). Nonostante il
migliorare dell’educazione sanitaria, molte e troppe persone non sanno
ancora che ad un numero, e cioè a un dato di laboratorio, che indica i
livelli ematici di colesterolo elevati corrisponde un maggior rischio di
eventi cardiovascolari, come ad esempio l’infarto miocardico”.
Sempre in tema di informazione, la ricerca GfK-Eurisko indica che il 33%
degli intervistati non sa che esiste una correlazione tra colesterolo e
rischio cardiovascolare e pochi sono a conoscenza di tutte le patologie
correlate.
Importanti dati evidenziano invece quanto sia importante tenere sotto
controllo il valore di colesterolo perché si riduca il rischio
cardiovascolare:
* 13% è la percentuale di riduzione della mortalità da tutte le cause di
malattia cardiovascolare se si mantengono livelli ottimali di
colesterolo (HPS collaborative Group. The Lancet 2002);
* 50% è la mortalità cardiovascolare che può essere evitata correggendo
i fattori di rischio principali, in primis la dislipidemia (World Heart
Report 2002);
* 30 mg/dl è la riduzione del colesterolo LDL che riduce del 30% il
rischio cardiovascolare (Circulation2004)
Alla luce di queste evidenze, le Linee Guida Internazionali hanno
aggiornato i livelli ottimali di colesterolo in funzione del profilo del
rischio di ciascuno di noi (colesterolo, pressione arteriosa, peso e
giro vita, comportamenti a rischio come per esempio il fumo, etc),
proprio perché i numeri sono sempre più importanti per salvaguardare la
salute del cuore.
I risultati dell’indagine GfK-Eurisko confermano, inoltre, che il
rischio cardiovascolare fa paura ma questo non risulta essere una
motivazione sufficiente per cambiare le proprie abitudini alimentari e
non.
La maggior parte degli italiani (il 42%) è, infatti, preoccupato di
essere a rischio cardiovascolare ma il 38% degli intervistati non fa
nulla per prevenire o curare il colesterolo alto, il 53% non segue una
dieta e, tra gli intervistati che vorrebbero seguire un’alimentazione
controllata, il 34% non ci riesce.
“Le buone abitudini e la cultura della prevenzione degli italiani non
sono ancora diffuse e seguite con regolarità. E nel caso in cui dieta,
corrette abitudini alimentari e attività fisica non siano sufficienti, è
necessario ricorrere ad una terapia ipocolesterolemizzante con una
statina– ricorda il Prof Margonato – Inoltre, gli italiani, troppo
spesso, non solo non sono consapevoli di quanto sia importante
raggiungere e mantenere livelli lipidici ottimali, ma non seguono
neanche la terapia che viene loro prescritta dal medico curante”
Quando la terapia è di natura cronica, come nel caso di quella con
statine, si registra, infatti, un’aderenza del paziente troppo spesso
insoddisfacente (van Dulman S et al. BMC Health Services Research
2007;7:55): il 39% degli intervistati, confermano i risultati, si
dimentica di prendere il farmaco prescritto dal proprio medico.
Considerando il problema dell’aderenza alla terapia è fondamentale
ricorrere ad un’opzione terapeutica efficace fin da subito, già a bassi
dosaggi.
“Le statine non sono tutte uguali – continua il Professore - e quando
per centrare il target dei livelli raccomandati, è richiesta una
diminuzione del colesterolo “cattivo” superiore al 40%, è necessario
scegliere da subito una statina efficace, come rosuvastina, che consente
di far raggiungere il target a 9 pazienti su 10” (Bullano MF et al; Am J
Health Syst Pharm 2007;64:276)
E’ importante tenere sotto controllo il colesterolo, salvaguardando i
numeri del cuore si possono infatti vivere al meglio le emozioni, i
progetti e la qualità di vita di tutti i giorni.
“Non dobbiamo infatti dimenticare altri numeri perché la malattia
cardiovascolare colpisce ogni anno oltre 100.000 uomini e 130.000 donne
in Italia. Più di 130.000 persone subiscono un infarto miocardico acuto
e oltre 90.000 sono colpiti da ictus cerebrale. Tutte patologie con un
denominatore comune: l'accumulo di colesterolo nel sangue e sulla parete
interna delle arterie” – conclude il Prof. Margonato.
I numeri leggono la salute del corpo e del cuore; ognuno di noi deve
averne cura conoscendo i propri valori di colesterolo, seguendo stili di
vita corretti, aderendo alla terapia prescritta dal medico.
Tenere sotto controllo i numeri del colesterolo è possibile per
costruire giorno dopo giorno
la salute cardiovascolare: l’89% dei pazienti in terapia con
rosuvastatina raggiunge il target con un effetto protettivo contro il
rischio cardiovascolare e di patologie cardio- e cerebro-vascolari (Bullano
MF et al; Am J Health Syst Pharm 2007;64:276).
Bibliografia
HPS collaborative Group. The Lancet 2002
World Heart Report 2002
Circulation 2004
Van Dulman S et al. BMC Health Services Research 2007;7:55
Bullano MF et al; Am J Health Syst Pharm 2007;64:276