Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

 del 01/10/2007

Istituto Mario Negri: Nuova ricerca contro il fumo


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Nell’ultimo numero della prestigiosa rivista americana Archives of Internal Medicine è stato pubblicato lo studio “A double-blind, placebo-controlled, randomized trial of bupropion for smoking cessation in primary care”.
Questo studio, coordinato all’Istituto Mario Negri da Roldano Fossati, ha valutato l’utilità del bupropione, un farmaco annoverato tra gli antidepressivi, nell’aiutare i soggetti che intendono smettere di fumare.

La novità di questo studio sta nel fatto che l’efficacia di questo farmaco è stata sperimentata da Medici di Medicina Generale (MMG), gli operatori sanitari privilegiati nella gestione di interventi di prevenzione.

Il bupropione, infatti, era stato valutato e ha ottenuto l’autorizzazione per l’immissione in commercio, grazie a studi condotti in ambito accademico che utilizzavano programmi molto intensi e difficili da “esportare” in modo capillare. Lo studio, completamente condotto dall’Istituto Mario Negri, ha mostrato che i risultati registrati in altri studi (cioè un incremento quasi doppio dell’astinenza continuativa dal fumo misurata a distanza di un anno, rispetto a quella ottenuta con una sostanza-placebo) possono essere ottenuti dai MMG utilizzando lo stesso farmaco ma con uno schema di intervento semplificato.

In questo studio, il 25% dei fumatori che avevano assunto bupropione non aveva più fumato una sigaretta a un anno dall’inizio della terapia rispetto al 14% dei fumatori che non avevano assunto il farmaco.

Questo risultato conferma l’utilità del bupropione nella cessazione del fumo di sigaretta e sottolinea la capacità dei MMG Italiani di gestire studi clinici e fondamentali interventi di prevenzione sanitaria.

L’Istituto Mario Negri da tempo ha focalizzato la sua attenzione sulla medicina di base come luogo ideale per lo studio delle strategie di prevenzione. Attualmente l’Istituto sta coordinando uno altro studio, molto ampio, per la valutazione di un farmaco nella riduzione del rischio cardio-vascolare. Si rammenta che fino al 2001 l’Italia era il solo Paese europeo nel quale la ricerca clinica nella Medicina di Base era proibita. Lo studio recentemente pubblicato rappresenta la prima sperimentazione approvata e conclusa dopo la pubblicazione ufficiale della normativa pertinente e sottolinea le potenzialità scientifiche della Medicina di Base, così a lungo trascurate.


 






  

 


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