E’ stata presentata oggi
a Roma, la quarta edizione della “Giornata Mondiale della Psoriasi”, la
campagna di informazione su questa patologia della pelle che nel mondo
colpisce 130 milioni di persone, di cui 2,5 milioni solo in Italia.
La campagna informativa, che tradizionalmente cade il 29 di ottobre,
quest’anno in Italia verrà celebrata domenica 28 ottobre e l’A.DI.PSO.
(Associazione per la Difesa degli Psoriasici) ha organizzato una
capillare attività di informazione sul territorio che prevede la
presenza di gazebo in oltre 30 città: dermatologi e volontari
dell’associazione A.DI.PSO. saranno a disposizione dei cittadini per
fornire informazioni e distribuire materiale divulgativo su psoriasi e
artrite psoriasica, offrendo l’opportunità di conoscere meglio la
patologia e le diverse opportunità terapeutiche.
L’edizione 2007 intende approfondire il tema “Migliorare l’assistenza al
paziente” e ha l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni, affinché
venga offerta ai malati l’opportunità di usufruire delle cure più
adeguate all’interno dei centri PSOCARE, specializzati nel trattamento
della psoriasi, con una possibilità di accesso alle terapie che sia
uniforme e costante su tutto il territorio nazionale.
Oggi, infatti, la possibilità per un paziente di accedere alle cure più
innovative è diversa a seconda della regione in cui risiede. E anche
coloro che iniziano a usufruire di queste terapie, possono trovarsi
improvvisamente privati della possibilità di proseguire la cura per
mancanza di fondi ed essere così esposti al rischio di recidiva della
malattia.
“Non offrire a tutti i cittadini italiani la stessa opportunità di
usufruire delle terapie migliori è anticostituzionale – ha affermato
Mara Maccarone, Presidente A.DI.PSO. – e interrompere una cura efficace
ad una persona che si sta curando da mesi può essere devastante, anche
sul piano psicologico. Inoltre, la disparità nella disponibilità delle
terapie comporta un maggior costo per il Servizio Sanitario Nazionale,
perché un malato può ricevere le cure in una regione dove sono
disponibili ma poi la regione di residenza del paziente deve rimborsarne
il costo, con il risultato di far lievitare la spesa della terapia del
30%. E infine – ha concluso Mara Maccarone – i malati che non possono
ricevere le terapie chiedono e ottengono la pensione di invalidità, con
un ulteriore aumento della spesa pubblica.”
Un grave problema è costituito anche dalle disposizioni previste per i
malati di artrite psoriasica, che rappresentano ben il 30% di coloro che
sono affetti da psoriasi e che non possono essere curati presso i centri
specializzati PSOCARE perché il SSN considera la loro patologia di
competenza del reumatologo.
PSOCARE è un programma di ricerca nato nel 2005 nel nostro Paese con
l’obiettivo di migliorare l’assistenza alle persone che soffrono di
psoriasi. Attraverso questo progetto si intende valutare i risultati a
lungo termine delle cure disponibili oggi in Italia; tramite
l’istituzione di una rete di 146 centri dermatologici universitari e
ospedalieri specializzati nella cura della psoriasi, vengono censite le
attività assistenziali e viene effettuata una sorveglianza
epidemiologica dei trattamenti sistemici, ossia di tutti i trattamenti
non topici.
Tale progetto è uno strumento molto utile, anche se ancora poco
conosciuto sia dal paziente, sia dai medici di famiglia. Una lacuna che
andrebbe colmata al più presto, in virtù dell’importante ruolo di
consulenza che i medici di base svolgono nel nostro sistema sanitario.
L’elenco dei suddetti centri è disponibile su
www.psocare.it
La psoriasi è una malattia della pelle cronica e invalidante, inserita
dal 2004 nel calendario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che
si manifesta attraverso la comparsa di chiazze rossastre delimitate ai
bordi e ricoperte da squame che possono persistere a lungo. La sua
origine è da ricercare in una disfunzione del sistema immunitario, che
provoca una crescita troppo rapida delle cellule dell’epidermide, le
quali si accumulano in superficie provocando la desquamazione della
pelle.
L'impatto della psoriasi sulla qualità della vita dei pazienti è molto
forte: recenti studi condotti in USA hanno dimostrato come nei malati di
psoriasi il tasso di mortalità sia superiore a quello registrato nella
media della popolazione. Sono molte, infatti, le patologie associate a
questa malattia della pelle, quali depressione, ipertensione, infarto
miocardico, obesità e diabete.
Molte di queste malattie hanno origine dallo stesso stato infiammatorio
che provoca la psoriasi e alcuni casi sono favoriti da uno stile di vita
non corretto, come l’abuso di alcool o di fumo, adottato dai malati come
conseguenza del forte impatto emotivo che la malattia provoca su di
loro.
“La psoriasi ha un andamento cronico e recidivante – ha affermato il
Professor Sergio Chimenti, Direttore della Clinica Dermatologica
dell’Università Tor Vergata di Roma -, ma attualmente, grazie anche alle
nuove terapie biologiche, è possibile tenere la malattia sotto controllo
a lungo termine e con minori effetti collaterali, rispetto alle terapie
tradizionali ed evitare così il ripresentarsi dei sintomi per periodi di
tempo piuttosto lunghi.
Studi clinici hanno dimostrato proprio come queste nuove terapie siano
efficaci e ben tollerate nel lungo termine.”
Per conoscere le piazze della Giornata Mondiale della Psoriasi e
ricevere maggiori informazioni è possibile consultare il sito:
www.adipso.org o chiamare il numero verde 800 - 031 – 566.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Senato della Repubblica,
della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
del Ministero della Salute, del Ministero delle Politiche della
Famiglia, della Regione Lazio, della Provincia di Roma, del Comune di
Roma, dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Promozione della Salute
del Comune di Roma e della Croce Rossa Italiana.
