Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

 del 09/10/2007

 

Patologie psichiatriche: si puo’ arrivare prima?


Raffaella Longo - redazione@clicmedicina.it

Quale sarebbe il destino degli ammalati psichiatrici se si potesse intervenire prima, all’insorgenza cioè dei primi sintomi di una psicosi? E’ questo l’interrogativo a cui hanno cercato di dare una risposta il prof Andrea Balbi, direttore del dipartimento di salute mentale dell’ASL Roma D e il prof. Pietro Bria, direttore dell’Istituto di Psichiatria dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Presidente dell’Ass. Dialogos nel corso di un convegno sulle psicosi, tenutosi in questi giorni a Roma.

Ebbene, proprio partendo da questo quesito, che in verità riassume un dubbio espresso già da Harry Sullivan, illustre psichiatra statunitense del secolo scorso, che un gruppo di psichiatri anglosassoni, hanno approfondito l’osservazione della sintomatologia psicotica, su ragazzi aventi sintomi aspecifici ansioso depressivi che da soli non bastano a diagnosticare una psicosi ma che potrebbero preannunciarla. Il successivo sopraggiungere di altri sintomi come la sospettosità, l’insonnia, la difficoltà di elaborare emozioni e di mantenere relazioni sociali e di comportamenti quali l’uso di cannabinoidi segnalano progressivamente l’arrivo dell’esordio psicotico, che provoca nel soggetto una diminuzione di autostima, di progettualità e quindi di speranza nel futuro, gettandolo così nell’isolamento da un mondo in cui non riesce ad inserirsi. Così nell’arco di 2 anni o poco più è evidente l’esordio psicotico che non è percepito come disagio intrapsichico, poiché egli manifesta un’incapacità relazionale con l’esterno rifiutando così una psicoterapia ritenuta immotivata. Quindi, forse esistono campanelli d’allarme che preannunciano anche le patologie psichiatriche come la psicosi, tenendo conto inoltre di una serie di fattori di rischio come la familiarità, i traumi prenatali, traumi al momento della nascita e un attaccamento disorganizzato che predispongono il paziente all’insorgenza di determinate patologie. Bisogna quindi smettere di considerare lo specialista psichiatra come il “medico dei matti” e consultarlo invece proprio all’esordio della malattia, con il manifestarsi dei primi sintomi. Solo così i risultati potranno essere migliori, più duraturi, riducendo significativamente le ricadute.

 






  

 


Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati