La morte improvvisa
giovanile è responsabile del 7,5 percento dei decessi non accidentali
non violenti nella fascia d'età compresa fra 12 e 35 anni . Generalmente
la morte sopraggiunge come primo ed unico sintomo della cardiopatia di
base. E’ quanto si sostiene in una pubblicazione del J Intern Med e
condotto in Islanda. In Italia attualmente sono in corso di applicazione
programmi di screening delle patologie cardiovascolari tramite ECG in
tutti i giovani atleti.
Si definisce morte improvvisa la “morte che sopraggiunge inaspettata,
che avviene entro un’ora dall’inizio della sintomatologia acuta, in
soggetti in pieno benessere o in soggetti il cui stato di malattia
cronica non faceva prevedere un esito così repentino”. Si stima che ogni
anno in Italia muoiano improvvisamente circa 70.000 persone.
La morte improvvisa può verificarsi senza segni premonitori ed essere la
prima manifestazione di una malattia cardiaca (quasi sempre di tipo
ischemico silente), fino ad allora misconosciuta. Ovviamente può anche
colpire pazienti con malattia cardiaca nota, specialmente nel corso
delle prime due ore dopo un infarto miocardico. Circa l’80% dei pazienti
deceduti per morte improvvisa presentano una coronaropatia
aterosclerotica, cioè una malattia delle coronarie.Le cardiomiopatie
rappresentano in percentuale la seconda causa più importante. Tra le
valvulopatie vanno menzionate la stenosi aortica ed il prolasso
valvolare mitralico.
Tra le anomalie elettrofisiologiche primitive in apparente assenza di
cardiopatie strutturali vanno ricordate le sindromi del QT lungo
congenite ed acquisite, la sindrome di Wolff-Parkinson-White, le forme
di tachicardia ventricolare idiopatica, la fibrillazione ventricolare
idiopatica, la sindrome di Brugada, il blocco atrioventricolare
congenito, le patologie degenerative del sistema di conduzione elettrica
cardiaco quali la malattia di Lev-Lenegre.