Presentati oggi al
Planetario di Milano i primi risultati del progetto di ricerca Waterfall,
promosso dall’azienda italiana SIFI, leader nell’oftamologia, l’Istituto
Nazionale di Astrofisica (INAF) e il laboratorio per le Superfici
Molecolari e Nanotecnologie dell’Università di Catania (LAMSUN) per
l’applicazione di tecnologie astrofisiche in oftalmologia.
Il progetto finanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca, ha
comportato un investimento complessivo di 13 milioni di euro e porterà
nei prossimi anni alla definizione di nuovi strumenti diagnostici e
nuovi materiali per la correzione della cataratta, comprese nuove lenti
in grado di rilasciare medicazioni per prevenire infezioni e rendere
ottimale e personalizzata la soluzione chirurgica della cataratta.
Partito nel 2006, il progetto Waterfall ha già portato dei primi
risultati: l’apertura di un nuovo stabilimento di produzione altamente
tecnologico per la produzione di una lente intraoculare di nuova
generazione, chiamata con il nome di una stella, MIRA.
I ricercatori dell’azienda Sifi e degli istituti di ricerca partner
hanno applicato alla produzione delle lenti le stesse tecnologie
utilizzate in astrofisica per l’osservazione delle stelle. Ciò implica
maggiore qualità della visione, maggiore sicurezza ed efficacia per i
pazienti affetti da cataratta.
E’ stato dimostrato che il modo di guardare dell’occhio e quello di
guardare le stelle sono molto simili: l’elaborazione dell’immagine che
avviene nell’occhio è analoga al meccanismo e alle modifiche messe in
atto in astrofisica dalle lenti dei telescopi che correggono le
distorsioni causate dai diversi strati dell’atmosfera - cosiddette
aberrazioni - per osservare in modo nitido e preciso le stelle.
La cataratta è la principale causa di cecità, trattabile, in Italia e
nel mondo. Ogni anno in Italia circa 500mila persone vengono sottoposte
ad intervento chirurgico per risolverla.
Allo stato attuale non esiste un trattamento medico o farmacologico
valido per prevenire o evitare la formazione della cataratta, che può
quindi essere rimossa solo con un intervento chirurgico con si rimuove
il cristallino degenerato e lo si sostituisce con una lentina
artificiale.