Una rara patologia ereditaria progressiva, multisistemica dovuta a un
deficit metabolico: stiamo parlando della Malattia di Pompe - anche
conosciuta con il nome di Glicogenosi di Tipo II - che colpisce 1
individuo su 40.000 e conduce a una progressiva regressione funzionale
della muscolatura, con particolare compromissione di quella scheletrica
e del comparto respiratorio, con conseguenze invalidanti e, talvolta,
fatali se non diagnosticata in tempo e trattata correttamente.
Da circa un anno è disponibile nel nostro Paese una terapia specifica
che sostituisce l’enzima mancante e che, se somministrata precocemente,
è in grado di modificare il decorso naturale della malattia e di
rallentarne la progressione.
Di Malattia di Pompe, inquadramento diagnostico, monitoraggio clinico e
approccio terapeutico si parlerà il prossimo 21 novembre a Pavia presso
l’IRCCS “Fondazione C. Mondino”.
La Tavola Rotonda organizzata dall’Istituto Neurologico Casimiro Mondino
in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Neurologiche
dell’Università di Pavia e con il coordinamento del Professor Arrigo
Moglia e della Dottoressa Tiziana Mongini, rappresenta, in Italia, il
primo appuntamento multidisciplinare su questa rara malattia e fornirà a
neurologi, pediatri, pneumologi e altri specialisti una risposta sulla
gestione del paziente, dalla diagnosi al monitoraggio post terapia.
“Per chi si occupa di malattie neuromuscolari, la disponibilità di un
farmaco facilmente utilizzabile in grado di cambiare realmente il
decorso di una malattia geneticamente determinata così invalidante
rappresenta una novità assoluta e entusiasmante – ha dichiarato la
Dottoressa Tiziana Mongini, uno dei coordinatori della Tavola Rotonda e
Presidente dell’Associazione Italiana Miologia, da anni punto di
riferimento per pazienti e famiglie colpiti da Malattie Neuromuscolari -
Possiamo finalmente offrire ai nostri assistiti una possibilità
concreta, che deve comunque essere sempre associata a una presa in
carico completa della persona. Il lavoro di squadra degli specialisti
che si occupano di questa rara patologia è fondamentale per la
condivisione delle esperienze, per affrontare i problemi non ancora
completamente risolti e dare fiducia ai pazienti che affrontano questo
nuovo percorso. In Italia il gruppo di lavoro ha iniziato a operare di
fatto da quasi due anni; questo incontro rappresenta un’importante
occasione per dare risalto ai risultati fino ad ora ottenuti, e
soprattutto per sensibilizzare l’attenzione delle istituzioni sanitarie
pubbliche su quanto sia importante il loro ruolo a fianco dei medici e
dei pazienti nella gestione di patologie e terapie così complesse”.
"La possibilità terapeutica finalmente introdotta ha sicuramente
rivoluzionato l'approccio a questa malattia bloccandone l'evoluzione nei
casi più gravi (follow-up ad 1 anno) e apportando consistenti
miglioramenti nei casi meno compromessi – ha aggiunto il Professor
Arrigo Moglia, Direttore del dipartimento di Scienze Neurologiche
dell’Università di Pavia - Gli elevati costi della terapia enzimatica
hanno però sollevato problematiche non indifferenti nelle varie ASL di
appartenenza dei pazienti (non in quella di Pavia, molto collaborativa
da questo punto di vista). Questo punto sarà sicuramente risolvibile con
un mirato intervento delle Società Scientifiche che dovranno stabilire
tempi, modi e linee guida di approccio alla terapia "
Promosso da Genzyme, azienda biotecnologica da più di 25 anni impegnata
nello studio, nel trattamento e nella diffusione di una più approfondita
conoscenza delle malattie rare, l’incontro rappresenta un’opportunità
unica di condivisione delle conoscenze ed esperienze cliniche acquisite
su questa patologia purtroppo ancora a molti sconosciuta.