Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

 del 27/09/2007

Pubblicità con donna anoressica: “Immagini shock, un pugno allo stomaco da fermarmi il respiro”


Renata Perretti

Renata Perretti

Clicmedicina riporta l’intervento di Renata Perretti, ex anoressica e autrice del libro “A Testa in Giù” edito da Giraldi Editore Bologna.
Io non ho mai raggiunto i 31 chili di Isabelle, mi sono fermata a 40 che, su 1 metro e 70 centimetri di altezza, non erano comunque abbastanza. Per qualche strana ragione, a me tuttora sconosciuta, da anoressica a quel punto mi ammalai di bulimia e, anche se il male non era minore, il mio peso per un po’ si assestò per poi cominciare lentamente a salire.


Guardare le foto di Isabelle Caro è stato come ricevere un pugno profondo, diretto allo stomaco, così forte da levarmi il respiro. Ha significato precipitare per un attimo indietro nel tempo, in un baratro scuro a me ben noto; rivivere vecchie le angosce, provare le solite paure. In pochi secondi ho rivisto il buio della mia malattia, sono scivolata in fondo a una voragine che si chiudeva velocemente sopra di me oscurando la luce, sempre più piccola, fino a diventare un puntino, la luce della mia vita, riconquistata dopo lunghi anni con tanta fatica. Per fortuna è durato solo pochi secondi, forse un po’ di più, ma sono tuttora turbata.


Chissà quante altre ragazze che come me hanno sofferto di disordini alimentari, o che ancora oggi ne soffrono, hanno provato la stessa pena, lo stesso dolore acuto a guardare quelle ossa appuntite spingere contro la pelle tesa, quasi a volerla bucare, quegli occhi sporgenti, quelle labbra sottili socchiuse in un ghigno.
Tutto questo dolore, per cosa?


Secondo il signor Toscani vanno affrontati gli argomenti tabù, vanno mostrate le immagini che la società non vuole vedere o finge di non conoscere, ma con che diritto io mi domando? Come può sapere un fotografo come trasmettere messaggi tanto forti alla gente per sensibilizzarla? Ha mai pensato al dolore che le sue campagne possono provocare alle persone direttamente colpite o alle loro famiglie? E cosa dire dello shock che le sue foto potrebbero causare ai più piccoli, che si trovano di fronte ai suoi cartelloni a interpretare da soli quello che vedono?
Non dimentichiamoci poi dell’effetto negativo che potrebbero avere sulle persone affette da anoressia: e se questa campagna sortisse su di esse l’effetto opposto? Si criticano tanto i blog dedicati a questo proposito!


Infine, perché bisogna scioccare a tutti i costi? I media oggi non fanno che impressionarci, scuoterci, turbarci con immagini, notizie, scoop, alla ricerca di un’audience più vasta, fino a varcare ogni limite di decenza e buon gusto.


E nel frattempo si fa pubblicità a Nolita, il fashion brand del gruppo Flash & Partners; pubblicità che per tutti i commenti e polemiche che ha suscitato è già risultata un successo, senza pensare che a Milano continuano a sfilare sulle passerelle donne filiformi, che ogni anno in Italia i nuovi casi di anoressia e di bulimia nervosa sono più di 8000 e che la ragazza neo-eletta Miss Italia è la più magra fra le contendenti; senza pensare a chi, quando questo parlare di anoressia e bulimia verrà messo da parte, continuerà a soffrire, a lottare contro la malattia o a morire.

• La Francia boccia Oliviero Toscani
La Francia ha bocciato Oliviero Toscani: la foto "attenta alla dignità umana" e può "scioccare il pubblico, in particolare quello più sensibile". L'ufficio francese di controllo della pubblicità (Bureau de vérification de la publicité) ha dato dunque parere negativo per l'uso pubblicitario dell'immagine della ragazza anoressica: insomma, a differenza dell’Italia, il corpo nudo e scheletrico di una giovane attrice malata di anoressia, non apparirà su cartelloni e quotidiani d'oltralpe.
 






  

 


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