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Renata
Perretti |
Clicmedicina
riporta l’intervento di Renata Perretti, ex anoressica e autrice del
libro “A Testa in Giù” edito da Giraldi Editore Bologna.
Io non ho mai raggiunto i 31 chili di Isabelle, mi sono fermata a 40
che, su 1 metro e 70 centimetri di altezza, non erano comunque
abbastanza. Per qualche strana ragione, a me tuttora sconosciuta, da
anoressica a quel punto mi ammalai di bulimia e, anche se il male non
era minore, il mio peso per un po’ si assestò per poi cominciare
lentamente a salire.
Guardare le foto di Isabelle Caro è stato come ricevere un pugno
profondo, diretto allo stomaco, così forte da levarmi il respiro. Ha
significato precipitare per un attimo indietro nel tempo, in un baratro
scuro a me ben noto; rivivere vecchie le angosce, provare le solite
paure. In pochi secondi ho rivisto il buio della mia malattia, sono
scivolata in fondo a una voragine che si chiudeva velocemente sopra di
me oscurando la luce, sempre più piccola, fino a diventare un puntino,
la luce della mia vita, riconquistata dopo lunghi anni con tanta fatica.
Per fortuna è durato solo pochi secondi, forse un po’ di più, ma sono
tuttora turbata.
Chissà quante altre ragazze che come me hanno sofferto di disordini
alimentari, o che ancora oggi ne soffrono, hanno provato la stessa pena,
lo stesso dolore acuto a guardare quelle ossa appuntite spingere contro
la pelle tesa, quasi a volerla bucare, quegli occhi sporgenti, quelle
labbra sottili socchiuse in un ghigno.
Tutto questo dolore, per cosa?
Secondo il signor Toscani vanno affrontati gli argomenti tabù, vanno
mostrate le immagini che la società non vuole vedere o finge di non
conoscere, ma con che diritto io mi domando? Come può sapere un
fotografo come trasmettere messaggi tanto forti alla gente per
sensibilizzarla? Ha mai pensato al dolore che le sue campagne possono
provocare alle persone direttamente colpite o alle loro famiglie? E cosa
dire dello shock che le sue foto potrebbero causare ai più piccoli, che
si trovano di fronte ai suoi cartelloni a interpretare da soli quello
che vedono?
Non dimentichiamoci poi dell’effetto negativo che potrebbero avere sulle
persone affette da anoressia: e se questa campagna sortisse su di esse
l’effetto opposto? Si criticano tanto i blog dedicati a questo
proposito!
Infine, perché bisogna scioccare a tutti i costi? I media oggi non fanno
che impressionarci, scuoterci, turbarci con immagini, notizie, scoop,
alla ricerca di un’audience più vasta, fino a varcare ogni limite di
decenza e buon gusto.
E nel frattempo si fa pubblicità a Nolita, il fashion brand del gruppo
Flash & Partners; pubblicità che per tutti i commenti e polemiche che ha
suscitato è già risultata un successo, senza pensare che a Milano
continuano a sfilare sulle passerelle donne filiformi, che ogni anno in
Italia i nuovi casi di anoressia e di bulimia nervosa sono più di 8000 e
che la ragazza neo-eletta Miss Italia è la più magra fra le contendenti;
senza pensare a chi, quando questo parlare di anoressia e bulimia verrà
messo da parte, continuerà a soffrire, a lottare contro la malattia o a
morire.
• La Francia boccia Oliviero Toscani
La Francia ha bocciato Oliviero Toscani: la foto "attenta alla dignità
umana" e può "scioccare il pubblico, in particolare quello più
sensibile". L'ufficio francese di controllo della pubblicità (Bureau de
vérification de la publicité) ha dato dunque parere negativo per l'uso
pubblicitario dell'immagine della ragazza anoressica: insomma, a
differenza dell’Italia, il corpo nudo e scheletrico di una giovane
attrice malata di anoressia, non apparirà su cartelloni e quotidiani
d'oltralpe.