Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

 del 24/09/2007

Un anestesista rianimatore su due favorevole all’eutanasia se ci sarà una legge


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Un commento sulla vicenda del giovane in coma a varese
Un anestesista rianimatore su due praticherebbe l’eutanasia se la legge lo consentisse. Quasi all’unanimità, nove su dieci sono per il sì al testamento biologico, mentre sette su dieci respingono le raccomandazioni del Vaticano di non interrompere mai l’alimentazione, l’idratazione e la ventilazione artificiale ad un malato critico terminale. Infine, quattro anestesisti rianimatori su dieci dicono che nella loro attività professionale hanno ricevuto da congiunti stretti di malati in condizioni estreme la richiesta di “staccare la spina”. Questo è il risultato di un sondaggio che ha coinvolto un campione di trecentocinquanta anestesisti rianimatori al Congresso della SIARED-AAROI in corso a Napoli alla Stazione Marittima. Si tratta di circa un terzo degli specialisti presenti.

“Sono consapevole – dice Vincenzo Carpino, Presidente dell’Associazione Anestesisti Rianima-tori Ospedalieri Italiani, AAROI – che i risultati del sondaggio faranno certamente discutere perché si tratta di affermazioni di specialisti che tutti i giorni sono in frontiera, al capezzale del malato critico e che hanno potuto esprimere il loro punto di vista in pieno anonimato. Sono risultati che vanno spiegati”.
“Per quanto riguarda il primo quesito – aggiunge Carpino – e cioè se il medico intervistato fosse favorevole o no a staccare la spina in presenza di una legge, la risposta è in linea con quanto l’AAROI da tempo sta sostenendo, e cioè che il Parlamento prenda finalmente in carico il problema e legiferi. In un senso o nell’altro e cioè per il sì o per il no all’eutanasia, per togliere al medico la responsabilità morale. Un anestesista rianimatore su due praticherebbe l’eutanasia, se autorizzato dalla legge: è un dato che dimostra, nonostante molte affermazioni contrarie che il medico è dalla parte del malato. Per quanto riguarda la domanda sul testamento biologico, il sì è netto, nove su die-ci chiedono al Parlamento, che ancora una volta viene chiamato in causa, di varare una legge. Que-sto nella consapevolezza che nel nostro Paese, nonostante le polemiche, anche accese, i dibattiti ed il coinvolgimento dell’opinione pubblica c’è il silenzio legislativo che, alla luce del risultato del sondaggio, va colmato. Il testamento biologico dovrebbe prevedere la norma che consente al paziente di poter cambiare il testamento in qualunque momento. Inoltre, una norma dovrebbe prevedere l’assistenza del medico di famiglia per certificare che chi fa il testamento è nel pieno delle sue facoltà mentali. Gli anestesisti rianimatori in Italia fra pubblici e privati, ospedalieri ed universitari, sono circa dodicimila”.

Vincenzo Carpino afferma che la maggioranza, anche se ristretta, degli anestesisti rianimatori è contraria al recepimento della recente raccomandazione del Vaticano di non interrompere mai l’alimentazione, l’idratazione e la ventilazione artificiale ad un malato critico terminale. Questo vuol dire che forse questa raccomandazione andrebbe rivisitata, anche perché la maggioranza degli anestesisti rianimatori non l’accetta, alla luce del sondaggio.
Quattro anestesisti su dieci hanno dichiarato che una o più volte congiunti di malati in condizioni estreme hanno chiesto di staccare la spina. “E’ un dato inquietante – commenta Carpino – e che smentisce quanti sostengono che tutti i familiari stretti dei malati vogliono che al loro caro non venga staccata la spina”.

Al Congresso in corso a Napoli, i lavori si concludono sabato, si è parlato anche del caso del giovane di Varese che è rimasto vittima di un incidente stradale in Svizzera, si trova in coma pro-fondo in una clinica lombarda. Per questo paziente la moglie ha chiesto il trasferimento in Svizzera. Si oppongono i genitori perché temono che possa essere applicata la legislazione elvetica che prevede l’eutanasia. Un magistrato ha chiesto il parere a tre medici i quali hanno detto che devono continuare tutte le terapie idonee al paziente. La presa di posizione dei tre medici trova concordi gli anestesisti rianimatori riuniti a Napoli. “Sono d’accordo – dice Vincenzo Carpino – con quanto han-no comunicato al magistrato i tre colleghi. Se la struttura è idonea e le cure sono appropriate si deve continuare a dare tutta l’assistenza. D’altra parte non c’è stata alcuna richiesta da parte dei parenti stretti di staccare la spina. Ce lo impone il nostro codice di comportamento e ce lo impone la legge”.

 






  

 


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