Da un recente studio
europeo effettuato su 5333 pazienti affetti da FA, si evidenzia che la
terapia farmacologica con farmaci antiaritmici è nettamente al primo
posto in termini percentuali e ben al di sopra come pazienti trattati
sia all’ablazione che al pacing.
Fino ad oggi l’Amiodarone si collocava fin’ora al primo posto dei
farmaci utili, e veniva considerato il baluardo del controllo del ritmo
per prevenire quindi le recidive di questa frequente aritmia.
Inconvenienti. L’amiodarone però presenta alcuni inconvenienti noti da
tempo quali l’induzione di disfunzioni tiroidee e in percentuali minori
di elevazione degli enzimi epatici, i depositi corneali, la
fotosensibilità della pelle che espone a fastidiose ustioni specie in
coloro che sono di pelle chiara.
Oggi sta per arrivare un nuovo farmaco. Negli ultimi anni è stato
formulato e già valutato nell’uomo un nuovo farmaco, il Dronedarone, che
è un derivato dall’Amiodarone senza avere nella sua formulazione la
molecola di iodio e quindi senza contenere i potenziali negativi effetti
collaterali legati alla molecola dell’Amiodarone.
Il Dronedarone è stato già testato in diversi studi (Andromeda,
Euridis-Adonis) su tantissimi pazienti, per valutare la possibilità di
prevenire la FA.
Il nuovo farmaco si è mostrato sicuro, cioè senza severi effetti
collaterali e proaritmici ed efficace rispetto al gruppo di controllo
nel prevenire la FA a distanza e quindi nel mantenere il ritmo.
Si è esclusa inoltre la possibile influenza negativa sulle forme di
aritmia ventricolare (chiamate torsioni di punta) che invece hanno
impedito, per la loro pericolosità, l’uscita in commercio di altre
molecole che avevano in precedenza ottenuto molti dati sperimentali
favorevoli.
Anche nella cura dello scompenso cardiaco, in questi anni è stata
continua la ricerca per sostituire i farmaci anticoagulanti (dicumarolici),
che necessitano di continui controlli quali il controllo assiduo di un
esame del sangue (tempo di trombina).
La ricerca si è concentrata su degli antitrombinici derivati dal
melagatran, farmaci che siano in grado di contenere e curare lo
scompenso cardiaco senza produrre spiacevoli effetti collaterali, senza
i continui controlli e che abbiano il vantaggio di basarsi su una dose
unica che dipende solo dal peso corporeo.
E’ risultato chiaro anche che curando lo scompenso cardiaco, si riduce
notevolmente la fibrillazione atriale, anche se, nella storia dei
pazienti affetti da entrambe le patologie, spesso nasce prima la FA
dello scompenso.