L’aumento della diffusione della bici in attività sportive ed
escursionistiche della domenica sta facendo aumentare gli infortuni e
gli incidenti.
È quanto risulta da uno studio presentato in occasione del XXIV
Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (Ancona 7-10
novembre 2007).
“Un colpo forte può provocare nell’uomo la rottura dell’arteria
cavernosa con conseguente invasione di sangue nel corpo cavernoso”
spiega il Prof. Aldo Franco De Rose della Clinica Urologia di Genova
diretta dal Prof. Giorgio Carmignani.
Tutto questo si traduce in un’erezione prolungata e non dolorosa (priapismo
ad alto flusso) che può durare anche per diversi giorni.
In genere gli uomini si rivolgono allo specialista dopo qualche tempo,
sperando che il fenomeno regredisca spontaneamente. Ma non si tratta di
un problema da sottovalutare. “A differenza del priapismo a basso
flusso nel quale l’erezione è molto dolorosa e dove bisogna intervenire
tempestivamente rivolgendosi ad un pronto soccorso, per questo tipo di
priapismo si può attendere ma è bene comunque essere tempestivi”
sottolinea De Rose.
Inoltre, i microtraumi provocati dal sellino possono ripercuotersi sul
nervo pudendo o sull’arteria cavernosa provocando temporanei, (anche
della durate di settimane) deficit erettivi come accade a ciclisti
professionisti dopo lunghe gare.
Dei tre casi analizzati, i primi analizzati a livello mondiale, due
riguardavano soggetti adulti con trauma conseguente ad un violento colpo
del pene sul tubo della bicicletta situato tra il sellino ed il
manubrio. Il terso caso è stato osservato in un bambino di 12 anni per
un urto violento della porzione fissa dei corpi cavernosi sul manubrio.
In due casi il priapismo è insorto dopo due giorni, durante la notte; in
uno dopo qualche ora.
“L’osservazione di questi tre casi di priapismo ad alto flusso spinge
a riconsiderare il problema della sicurezza della bicicletta –
conclude De Rose – Già da tempo, infatti, sono noti disturbi come
uretriti, prostatiti, ematuria, torsione testicolare e insensibilità al
pene da parte di ciclisti, e da qualche tempo la bicicletta viene
considerato addirittura come fattore do rischio per il deficit erettivo”.