È questa un’iniziativa del Gruppo Italiano di Studio per la diagnosi
delle malattie del Metabolismo osseo (GISMO) nell’ambito del progetto
nazionale: “Ospedale aperto. L’osteoporosi: come riconoscerla, come
prevenirla”, per avvicinare la popolazione alla conoscenza di questa
condizione patologica, promuovendone la prevenzione e la cura.
Dopo il successo della scorsa edizione, GISMO punta, infatti, a
coinvolgere ancora più da vicino il territorio della penisola, per
facilitare ai cittadini lTaccesso alle strutture e la possibilità di
diagnosi.
Giovedì 25 ottobre prossimo altre due strutture ospedaliere di Bari,
dalle ore 9.00 alle ore 13.00, saranno coinvolte nell’iniziativa:
l’Ambulatorio di Riabilitazione e Terapia dell’Osteoporosi— Ospedale
S.Paolo e l’Ambulatorio di Medicina Fisica e Riabilitazione-ASL Bari Dss
2.
La prenotazione è effettuabile telefonando al numero dedicato
393.8399626 oppure, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00, ai
numeri 080.5843522 (per i test all’Ospedale S.Paolo) o al numero
080.5844006 (per i test all’ ASLDSS2).
L’osteoporosi è una condizione che può avere conseguenze anche molto
gravi. Meglio non perdere tempo e agire prima che il problema si
manifesti: dopo, potrebbe essere troppo tardi.
“Il problema più rilevante legato all’osteoporosi è rappresentato dalle
fratture, specialmente di femore. In Italia ogni anno si registrano
circa 80.000 fratture di femore’, una frattura dalle conseguenze
gravissime. Il 40% circa non riesce infatti a camminare da sola a un
anno dalla frattura2— avverte il Prof. Giovanni Lapadula, Direttore
dell’U.O. di Reumatologia dell’Università di Bari. “Si tratta di
fratture molto gravi, che, quando si verificano in persone anziane,
causano in validità permanente in circa la metà dei casi”.
Purtroppo però, spesso, dell’osteoporosi non ci rendiamo conto fino a
quando non si verifica una frattura.
“Per questa ragione — precisa il Prof. Lapadula - quando si ha una certa
età alla fine del periodo fertile, anche in assenza di dolori o altri
disturbi, è meglio sottoporsi a una visita di controllo e ad un esame
assolutamente non invasivo, come la densitometria ossea a ultrasuoni o
l’analisi dei corpi vertebrali.
Diagnost MaI&ttie Metabolismo Osseo
Ecco perchè è così importante l’iniziativa degli Ospedali Aperti:
avvicinare le persone a rischio alle strutture sanitarie in grado di
effettuare una diagnosi precoce è la prima e più efficace risposta che
possiamo dare a questo grave problema”.
Dunque, prevenire il rischio di fratture di femore è non solo possibile,
ma anche necessario.
Infatti, per questo la ricerca scientifica è molto attiva proprio sui
farmaci per combattere l’osteoporosi.
“I risultati dello studio REAL (RisEdronate, Alendrona te)3, condotto su
oltre 33.000 donne trattate per la prima volta con una dose alla
settimana di risedronato o di alendronato in un contesto clinico reale e
pubblicato su Osteoporosis International — spiega il Dott. Vito
Grattagliano, dell’U.O. di Reumatologia dellTUniversità - hanno
evidenziato la superiore efficacia di una molecola sulle fratture di
femore. Mettendo a confronto risedronato e alendronato, lo studio ha
dimostrato che risedronato, assunto una volta a settimana, dimezza
addirittura il rischio di subire una frattura di femore rispetto ad
alendronato, assunto una volta al mese. E l’efficacia di risedronato si
instaura già a sei mesi dall’inizio della cura, con un’incidenza di
fratture di femore minore del 46% rispetto a chi assume alendronatoT1.
Riflettori puntati dunque su Bari con gli Ospedali aperti realizzati per
iniziativa del GISMO, per combattere le temute conseguenze
dell’osteoporosi con l’arma più efficace: la diagnosi precoce.