Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

 del 29/10/2007

 

Allarme cocaina per le ragazzine 14enni


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Droga, l’ultimo allarme rosso: le ragazzine, quelle fra i 14 e i 16 anni, alcune vanno ancora alle medie, hanno scoperto la cocaina. Una trasgressione in più, la più grave, dopo alcool, marijuana e psicofarmaci sottratti dall’armadietto di casa prescritti a mamma e papà. Non basta. Hanno saputo dai compagni di scuola che l’alcool fa durare di più l’effetto della droga e si sono adeguate.

 

Sono ragazzine che fanno parte di famiglie normali, integrate. E’ un fenomeno questo in aumento ed è trasversale. Si conferma che le donne si avvicinano alla cocaina molto prima dei maschi che usano questa droga dopo la maggiore età anni. Per quanto riguarda l’età della prima assunzione delle droghe: il limite rimane ancora intorno ai 13-14 anni. Il limite è più basso, invece, per quanto riguarda l’alcool. Ma non è l’unica notizia preoccupante che danno gli operatori dei Servizi per le dipendenze riuniti nella FeDerSerD a congresso a Sorrento dove studiano una strategia di responsabilizzazione che coinvolge chi si droga, chi cura il drogato, chi fa le leggi e il cittadino ancora troppo passivo spettatore. L’altro allarme è che un giovane su tre assume droghe: dalla marijuana, all’eroina, alla cocaina. E uno su due confessa che è spesso avvicinato da gente che gli offre la droga.


Al vertice della FeDerSerD si delinea un nuovo problema che coinvolge tutta la popolazione terrorizzata dalla mancanza di sicurezza. Un drogato su tre oggi in Italia ha problemi psichici: dalla paranoia all’ossessività, all’aggressività. E’ il suo cervello a farne le spese. Il drogato diventa responsabile di atti di violenza, in casa e per strada, addirittura di omicidi. E questa violenza si scatena anche quando non si è alla ricerca di droga. Una violenza gratuita. Dal Congresso della FeDerSerD che si apre oggi per concludersi mercoledì, un preciso atto di accusa: “Siamo davanti ad una clamorosa insufficienza delle politiche contro la droga- dice Alfio Lucchini presidente della FeDerSerD- sia a livello di Governo che delle Regioni e delle altre Istituzioni. Vengono ignorati e talvolta emarginati gli operatori dei Sert che ogni giorno, quasi ogni ora, monitorizzano sul campo, il “calore” sempre più acceso della situazione. La FeDerSerD propone una strategia di responsabilizzazione che coinvolge tutte le forze e che deve agire al più presto”.


C’è un altro atto di accusa, quello di Pietro Fausto D’Egidio, segretario della FeDerSerD: “Tutti i Governi che si sono succeduti fino ad ora, si sono sempre dimostrati d’accordo nell’aumentare- attualmente sono 6- gli anni di carcere che un condannato può evitare se si presenta in tribunale con la patente di ‘soggetto dedito agli stupefacenti’. E con questa etichetta spesso non vanno in carcere trafficanti e delinquenti responsabili di reati comuni”. Il Congresso non si limita a lanciare allarmi, a formulare atti d’accusa e a studiare strategie ma affronta con noti esperti italiani e stranieri le ultime problematiche terapeutiche. Nei prossimi giorni si parlerà di alcool e di tutte le altre dipendenze. Molto atteso il dibattito sull’alcool. I primi dati si rivelano preoccupanti. Protagonisti purtroppo, ancora una volta, i giovani.
 

 






  

 


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