Genova Anno V - n°30 - 20.09.2007 Pagine Nazionali

Nuove linee guida per l’aborto


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it 

Dopo quasi trent'anni dall'entrata in vigore della legge 194 (1978) 'Norme per la tutela della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg)', un gruppo di esperti nominati dal Ministro la scorsa primavera sta elaborando le nuove linee guida tecnico-scientifiche che non modificheranno le norme, ma che saranno solo un riferimento per i protocolli applicati dagli ospedali. Tra gli obiettivi trovare risorse per riqualificare i consultori che sono il cuore della 194 per l'aspetto della prevenzione che la legge sancisce con forza. Ecco gli aspetti principali contenuti nella legge italiana.
- A chi è rivolta: qualsiasi donna può richiedere personalmente l'Ivg entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari oppure quando siano state accertate gravi anomalie del feto che potrebbero danneggiare la salute psicofisica della donna.
- Dove: L'intervento può essere effettuato presso le strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale e le strutture private convenzionate e autorizzate dalle Regioni.
- Minorenni: per le minorenni, è necessario l'assenso da parte di chi esercita la potestà o la tutela. Se questi entro i primi 90 giorni è difficilmente consultabile o si rifiuta di dare l'assenso, è possibile ricorrere al giudice tutelare. Nel caso in cui la donna sia stata interdetta per infermità di mente, la richiesta di intervento deve essere fatta anche dal suo tutore o dal marito, che non sia legalmente separato.
- Paletti: E' indicato esplicitamente nel testo che l'Ivg non è un mezzo per il controllo delle nascite.
- Medici: il medico che esegue l'intervento è tenuto a fornire alla donna tutte le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite, oltre che sui procedimenti abortivi.
- Regioni: promuovono l'aggiornamento del personale sanitario sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sull'uso delle tecniche più moderne e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza. Ma anche corsi e incontri di approfondimento sulle tematiche dell'educazione sessuale, della contraccezione, della gravidanza, rivolti anche al pubblico.
- Relazione: ogni anno il Ministro della salute presenta al Parlamento una relazione sul fenomeno dell'Ivg in Italia.
- Consultori: i consultori familiari (istituiti dalla legge 405 del 1975) hanno un ruolo fondamentale nell'assistenza alle donne che decidono di ricorrere all'Ivg. Anche il Progetto obiettivo materno infantile (Pomi), adottato nel 2000, assegna un ruolo strategico centrale ai consultori nella promozione e tutela della salute della donna e dell'età evolutiva. Tra i loro compiti informare la donna su: i propri diritti e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali offerti; le norme che tutelano le gestanti nel luogo di lavoro; attuare direttamente, o proporre agli enti locali competenti, interventi speciali di assistenza quando la gravidanza o la maternità creino problemi che non possano essere risolti dai normali servizi territoriali; contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna a interrompere la gravidanza (Merqurio Editore)

I dati sull'IVG
L'attuazione della legge 194 del 1978 viene costantemente monitorata. Il sistema di sorveglianza dell’andamento del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza è stato progettato e viene gestito dall’ISS, dal Ministero della Salute e dalle Regioni, in collaborazione con l’ISTAT.
Grazie a tale sistema non solo è stato possibile predisporre le relazioni annuali che il Ministro della salute presenta al Parlamento, come prescritto dalla legge, ma sono state stimolate numerose indagini e ricerche, con le quali è stato possibile formulare e verificare ipotesi scientifiche sull’evoluzione del fenomeno.
Il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza ha subito, grazie alla legge 194, una importante riduzione, soprattutto se si scorporano dai dati le IVG effettuate da cittadine straniere (fenomeno sempre più emergente a partire dal 1995). La riduzione osservata conferma che il ricorso all’aborto non è una scelta di elezione ma un’ultima ratio.
In particolare si calcola che dal 1982 in Italia il numero delle interruzioni di gravidanza è sceso del 45%. Tendenza confermata anche dal dato relativo allo scorso anno, in cui si e' registrato un calo del 6,2%.

 

Fonte: www.ministerosalute.it


Lettera del Ministro Livia Turco al Direttore di Repubblica

Caro direttore,
la legge 194, che nel 1978 ha reso legittimo per le donne italiane il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza, non ha bisogno di alcun "tagliando". Essa si dimostra infatti ancora oggi di estrema efficacia e mantiene inalterata la sua validità. Anche per rispondere alle più recenti sollecitazioni di natura sia etica che scientifica.
E allora a cosa dovrebbe servire, mi chiede anche Miram Mafai, l'atto di indirizzo da me annunciato anche per una migliore applicazione della legge?

La necessità di formulare indirizzi per gli operatori sanitari in materia di assistenza neonatale per i nati molto pretermine e in generale sulla gravidanza e il parto, è avvertita da tempo dalla stessa comunità scientifica che, in alcuni casi, si è già mossa, indicando ad esempio i limiti temporali a partire dai quali si ha certezza sostanziale sulla capacità di vita autonoma del feto.
Sappiamo bene che nel '78 tale periodo si collocava non prima delle 24/25 settimane di gestazione, mentre oggi i progressi della neonatologia lo indicano attorno alla ventiduesima settimana.
Questo indicatore è molto importante perché la 194 prevede un limite invalicabile all'aborto quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto.

In questo caso esso resta infatti possibile solo in condizioni di grave pericolo per la "vita" della donna, a conferma ulteriore che non siamo in alcun caso di fronte a una legge eugenetica.
E non si può parlare di eugenetica neanche nel caso di un aborto conseguente a una diagnosi di anomalia o malformazione del nascituro. La 194 non prevede infatti l'aborto per malformazione del feto ma solo quando tali malformazioni determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Anche in questo caso la 194 si conferma una legge di chiari e saldi principi. Incentrati, da un lato, sul diritto all’autodeterminazione della donna, sulla sua capacità di "accoglienza" della maternità e sulla salvaguardia del feto dal momento in cui presenta possibilità di vita autonoma. Dall'altro, su una serie di valutazioni medico-scientifiche finalizzate a far sì che tali diritti, capacità e garanzie possano essere sempre esercitati al meglio.

Chi ha voluto e chi ha combattuto per questa legge e che oggi giustamente ne rivendica e ne difende la validità, non deve quindi temere di confrontarsi con il progresso della scienza.
Perché se è vero che esso consente diagnosi sempre più anticipatorie sulla salute del nascituro (anche se con ancora molti margini di errore e variabilità), rende possibile parti in età gestionali estremamente pretermine, contribuisce a diminuire le sofferenze, è anche vero che ci pone dinanzi a scelte e dilemmi di natura profonda che non possiamo non considerare. A partire dal rifiuto della ricerca di una ideale perfezione nel nascituro che può condurci verso scenari da incubo selettivo della specie che non possiamo accettare. Noi donne per prime. Proprio in quanto portatrici di valori alti a difesa della vita e dell'amore e del rispetto della persona e della sua capacità di scelta, che sono gli stessi valori che hanno ispirato le lotte per la legalizzazione dell'aborto.

A chi oggi grida contro questa legge, invece, è sempre bene ricordare che prima della sua approvazione almeno trecentomila donne italiane si sottoponevano ogni anno a interventi rischiosi e clandestini per interrompere una gravidanza non desiderata.
E che, solo grazie a questa legge, gli aborti si sono oggi dimezzati e continuano a calare anno dopo anno. A dimostrazione della validità della 194, sia per il contenimento del ricorso all'Ivg, sia per la non assimilazione dell'aborto a metodo contraccettivo e sia per la crescita della cultura della maternità come momento di grande responsabilità della donna.

E' diventato sempre più evidente nel corso degli anni che l’autodeterminazione da parte della donna non si traduce in libero arbitrio o in una manifestazione di egoismo o in relativismo etico. Al contrario il diritto alla "scelta" ha portato alla maturazione di una maggiore responsabilità verso la procreazione. E dunque verso la vita umana. Per tutti questi motivi io difendo "senza se e senza ma" la legge 194. Ma per gli stessi motivi non ho paura del confronto e della verifica sulla sua applicazione anche chiedendo aiuto alla comunità scientifica, per meglio indirizzare gli operatori e per meglio garantire le donne nella loro scelta su come portare o non portare avanti una maternità.
Questo a partire dalla necessità di individuare il momento in cui sussistono le condizioni per una effettiva possibilità di vita autonoma del feto. Per dare indicazioni uniformi ai neonatologi sul tipo di assistenza da garantire al neonato molto pretermine e per evitare forme di accanimento terapeutico. E per garantire l’appropriatezza nelle diagnosi prenatali. Non si tratta quindi di porre "nuovi" limiti temporali all'aborto terapeutico, come teme Miriam Mafai, perché resta assolutamente valido quel limite già indicato dalla 194 all'articolo 7, dove è previsto che quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto l'Ivg sia praticata solo in caso di pericolo per la vita della donna. Si tratta semmai di chiedere alla comunità scientifica di indicare il periodo di gestazione oltre il quale sussistono tali possibilità, in base alle evidenze scaturite dal continuo aggiornamento delle conoscenze scientifiche.
Questa è la via. E penso sia quella giusta per rispondere a chi, al contrario, pensa di usare il progresso della scienza come alibi per intaccare responsabilità e autonomia delle donne nella decisione più importante della loro vita.

 

Fonte: www.ministerosalute.it 

 






  

 


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