La gestione dell’emergenza
Il dermatologo è chiamato ad offrire risposte tempestive non solo ai
quadri gravi, alle situazioni di reale emergenza, come ad esempio le
ustioni o le gravi reazioni a farmaci, ma anche ad una molteplicità di
lesioni cutanee che pur non minacciando in modo serio lo stato di salute
complessiva della persona e pur non richiedendo interventi terapeutici
complessi, hanno comunque necessità di trovare una pronta assistenza. La
presenza del dermatologo in un’area d’emergenza è utilissima per
inquadrare il tipo di manifestazione se è primitiva o se è l’espressione
clinica di una patologia di carattere sistemico, per classificare bene
la manifestazione e la sua evoluzione, infine dare un contributo
all’intervento per ridurre gli esiti della manifestazione dove
possibile.
Vi sono poi le “urgenze percepite”, quelle condizioni in cui la persona,
magari preoccupata o sofferente, è naturalmente portata a richiedere un
intervento urgente, anche se in realtà un intervento dilazionato non
comporterebbe alcun reale nocumento o peggioramento della condizione di
base.
Il medico di Pronto Soccorso, per la natura stessa della sua prestazione
assistenziale ha sviluppato negli anni criteri ben definiti (i famosi
codici) per selezionare le richieste di intervento sulla base della loro
reale gravità. L’urgenza dermatologica “percepita”, con una forte
componente soggettiva da parte del paziente, può essere gestita anche
attraverso ambulatori dedicati nell’ambito di strutture dermatologiche.
Ad esempio presso l’Istituto Dermatologico San Gallicano si è attivata
da tempo una struttura di triage dermatologico, con personale formato a
valutare il carattere di “urgenza” e attribuire un codice per procedere
ad una visita immediata o programmata.
“Sotto il profilo organizzativo, - precisa Fabio Arcangeli, Direttore
U.O. di Dermatologia Ospedale "Maurizio Bufalini", Cesena - al fine di
razionalizzare l’intervento assistenziale, è necessario individuare
criteri meglio definiti, come avviene nella medicina di pronto soccorso,
per selezionare le malattie cutanee che richiedono un intervento urgente
ed anche, più in generale, per attribuire valori più consoni alle
diverse patologie, affinché chi è affetto da lesioni neoplastiche per
esempio possa trovare percorsi prioritari rispetto a chi, pur
sofferente, è afflitto da problematiche dermatologiche minori.”
Si stima che il medico di famiglia quotidianamente sia impegnato per il
30% della sua attività in consulenze per manifestazioni dermatologiche.
Del resto la cute è l’organo più vasto dell’essere umano e svolge
funzioni non solo protettive e di termoregolazione del corpo ma è anche
investita di enormi significati sociali.
“Sono circa 7000 le richieste annue – ci dice Mario Aricò direttore
della Clinica Dermatologica dell’Università di Palermo - di consulenza
dermatologica urgente da parte dell’area di emergenza del nostro
ospedale. Ovviamente non tutte rivestono carattere di urgenza
strettamente clinica. Ci troviamo però spesso di fronte a manifestazioni
che possiamo definire rare e cioè nell’ordine di 2-3 l’anno per ogni
tipologia, ma ricordiamoci che tante patologie rare ne fanno una
frequente.”.
Le principali urgenze in dermatologia sono rappresentate dalle ustioni,
da alcune importanti reazioni a farmaci come la Necrolisi Epidermica
Tossica, da infezioni che minacciano la vita quali la fascite
necrotizzante dovuta a diversi tipi di microrgamismi tra i quali lo
Streptococco di gruppo A o G e alcuni Clostridi e la cosiddetta Sindrome
delle 4 S Staphylococcal Scalded Skin Syndrome, dovuta a tossine
prodotte da alcuni ceppi di Stafilococco Aureo nel bambino, che dà
importanti reazioni allergiche, specie a medicamenti, e che possono
presentarsi con orticaria-angioedema associato a sintomi di anafilassi.
Di minore importanza sono alcune reazioni tossiche da contatto con
animali marini che tuttavia richiedono spesso un intervento tempestivo.
Ustioni
I pazienti ustionati che afferiscono ai Pronto Soccorso Italiani sono
circa 120.000 ogni anno, di questi circa 10.000 necessitano di
assistenza ospedaliera, 2.000 sono assistiti presso Centri Grandi
Ustionati con una mortalità del 10-15%. Le ustioni da uso improprio di
alcool denaturato rappresentano il 20-30 % di tutte le ustioni,
andrebbero corretti i comportamenti a rischio regolata la distribuzione
del prodotto.
L’esatto profilo epidemiologico delle ustioni non è noto né facilmente
definibile, per l'elevato numero delle ustioni cosiddette "minori" che
vengono curate autonomamente in famiglia. Si ritiene tuttavia che l’età
maggiormente colpita sia quella compresa fra 1 e 4 anni e che oltre il
90 % degli incidenti avvenga in ambiente domestico. I bambini più
piccoli si ustionano più spesso con liquidi surriscaldati, soprattutto
per imperizia degli adulti, che in età superiore ai 10 anni risultino
discretamente frequenti anche le ustioni da fiamma, prime fra tutte
quelle secondarie all’uso improprio dell’alcool denaturato. Le ustioni
"maggiori" rappresentano fortunatamente una minima parte di tutte le
ustioni. Si stima che ogni anno in Italia siano oltre 5000 i pazienti di
età inferiore a 15 anni ricoverati per ustioni in ambiente ospedaliero.
La tempestiva valutazione della gravità dell'ustione rappresenta un
momento di fondamentale importanza per pianificare un adeguato approccio
terapeutico e un corretto inquadramento prognostico. Tale valutazione si
basa principalmente su un accurato esame della profondità delle ustioni,
della loro estensione e delle sedi anatomiche colpite.
Il processo riparativo dei focolai di ustione talvolta conduce alla
formazione di cicatrici patologiche, ipertrofiche, cheloidee o retraenti.
Tutto ciò che accelera i tempi di riparazione previene anche la
cicatrizzazione patologica.
Nel periodo estivo si assiste poi all’emergenza di ustioni relative
all’uso incongruo di prodotti fotosensibilzzanti, come l’uso di
bergamotto, mallo di noce e altre combinazioni varie che amplificano gli
effetti dannosi del sole, con gravi conseguenze per la pelle.
Reazioni avverse ai farmaci
La cute rappresenta il bersaglio più frequente delle reazioni avverse a
farmaci; nelle segnalazioni di reazioni avverse a farmaci presenti nella
banca dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la cute è
interessata in circa il 20 % dei casi.
Nei data base di alcune regioni italiane le reazioni cutanee
rappresentano circa il 30 % di tutte le reazioni avverse a farmaci,
mentre le reazioni severe sono volta circa il 17 % di tutte le reazioni
cutanee.
La reazioni avverse da farmaci, che coinvolgono sia la cute che le
mucose, rappresentano un problema di sanità pubblica in continua
evoluzione per frequenza e potenziale gravità, poiché nessuna molecola
utilizzata a scopo terapeutico produce solamente gli effetti benefici
preventivati e spesso si verificano reazioni avverse più o meno inattese
costituendo una problematica di vaste dimensioni.
Pur non esistendo dati epidemiologici attendibili sulla loro incidenza,
queste sono osservabili nel 5-10% dei soggetti in trattamento
farmacologico, risultando più comuni nei giovani adulti che fanno un
largo consumo di farmaci antinfiammatori non steroidei e per la maggiore
reattività immunitaria in quest’epoca della vita; nei pazienti
ricoverati rispetto a quelli ambulatoriali e nelle donne. Le classi di
farmaci che più frequentemente sono responsabili di reazioni avverse
sono, in ordine decrescente: antimicrobici generali per via sistemica
(penicilline, cefalosporine, fluorchinolonici, ecc.), gli
antinfiammatori non steroidei ed i mezzi di contrasto.
Nel 2% circa dei casi le reazioni avverse della cute e delle mucose
hanno decorso grave, intendendo per grave “una reazione avversa ad esito
letale, o una reazione avversa che minaccia la sopravvivenza, o che crea
invalidità, incapacità o che provoca o prolunga il ricovero in
ospedale”.
Le manifestazioni cliniche più frequenti sono caratterizzate da
orticaria/angioedema, eruzioni esantematiche, eritema fisso e
fotodermatiti; tra le meno comuni troviamo l’eritema polimorfo, la
sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica o sindrome
di Lyell, le eruzioni eczematiformi.
La Necrolisi Epidermica Tossica che è una delle più gravi e rare
reazioni cutanee a farmaci non di tipo allergico che compare anche dopo
settimane di assunzione, la sua incidenza varia dallo 0.4 all’1.2 ogni
milione di abitanti all’anno, ma l’orticaria-angioedema da farmaco,
reazione più spesso di tipo allergico che si presenta dopo minuti o ore
dall’assunzione, talora grave, rappresenta una delle cause di più
frequente consultazione urgente. Interessa persone adulte, soprattutto
di media età e di età avanzata. Inizia con febbre e malessere generale,
con un’eruzione eritematosa cutanea che si estende rapidamente ad oltre
il 30 % della superficie corporea e che realizza in breve, a causa dello
scollamento diffuso dello strato più superficiale della pelle, un quadro
del tutto simile a quello di un’ustione. Per questo è indispensabile
provvedere prontamente ad un’assistenza di terapia intensiva,
preferibilmente presso un centro grandi ustionati. Contemporaneamente
alle lesioni cutanee compaiono erosioni dolenti anche al cavo orale,
agli occhi e alle mucose genitali. A volte sono interessate anche le
mucose interne dello stomaco, dell’intestino e delle vie respiratorie.
I farmaci maggiormente responsabili sono alcuni antibiotici della
famiglia dei sulfamidici e delle penicilline, gli anticonvulsivanti e
gli antinfiammatori non cortisonici (i cosiddetti FANS).
La sopravvivenza di questi pazienti è legata al precoce riconoscimento
della malattia, alla immediata sospensione dei farmaci in uso
(soprattutto di quelli che più frequentemente ne sono responsabili) e ad
un’adeguata assistenza volta a prevenire le possibili infezioni e lo
shock.
Altre urgenze in dermatologia
Altre urgenze sono la fascite necrotizzante, una malattia rara e la
Sindrome delle 4 S, che è abbastanza comune in bambini e neonati. Nel 98
% dei casi interessa bambini di età inferiore ai 6 anni.