L'attenta analisi di fatti e avvenimenti rivela che, in un gran numero di casi,
assassini, terroristi e guerrafondai hanno una sola cosa in comune: hanno
ricevuto trattamenti psichiatrici o sono stati indottrinati con metodi di
controllo psicologico o psichiatrico. Il caso di Hitler è esemplare, ma non
unico, aveva ricevuto sedute d’ipnosi ed era stato portato a credere la Germania
avesse bisogno di lui per una resurrezione generale; assumeva regolarmente
Ekodal e Pervitin, due potenti psicofarmaci. Anche Slobovan Milosovic aveva
ricevuto trattamenti mentali, dallo stesso Radovan Karadzic, prima della pulizia
etnica.
Razzismo e violenza sono state favorite, potenziate e amplificate dalla
diffusione di droghe psicotrope e concetti fuorvianti. Wundt credeva che l'uomo
fosse un animale, mentre Pavlov pensava di poterlo controllare secondo le leggi
di stimolo-risposta, alla stregua dei cani che addestrava con scariche
elettriche.
Questa ideologia è alla base delle tecniche di lavaggio del cervello dell'ex
URSS e della Cina, ed è vicina alla visione distopica di un'umanità
psicoprogrammata e orwelliana, drogata dagli psicofarmaci e dalla televisione,
ed è vicina anche al sanguinario delirio dei kamikaze che si fanno saltare in
aria. Persone “fabbricate”, come vedremo in seguito.
Da sempre, controllo politico e militare hanno un utile alleato nella
psichiatria. Nell'ex Unione Sovietica i dissidenti erano etichettati e internati
con la forza. Questo è ancora oggi il modus operandi di molti regimi
dittatoriali, e questo è il caso di Wang Wanxing in Cina, un attivista dei
diritti umani rinchiuso per 13 anni in un istituto psichiatrico, senza che
soffrisse di alcuna malattia mentale.
L’uomo deve essere punito, controllato o addestrato e l’orrore di tutto questo è
che non si tratta di concetti confinati a torri d’avorio, giunge a noi
attraverso i libri di scuola, la televisione, il lavoro; parte dall'alto e ci
influenza, arriva ai consigli d'amministrazione, alle università più
prestigiose. Forse pochi hanno sentito parlare dell'Istituto Tavistock di
Londra, fondato nel 1920 e diretto a suo tempo da un generale di brigata, un
certo John Rawlings. Psichiatra anche lui. Una faccenda che ha
dell’inverosimile, perché... cosa ci fanno gli ufficiali delle forze britanniche
in un istituto di ricerca psichiatrica? Un binomio di certo inconsueto, per
un'organizzazione che tra i suoi clienti annovera il governo britannico,
università prestigiose e multinazionali. (tavinstitute.org), e che collabora con
servizi segreti come l’OSS (attualmente CIA). Gli stessi artefici della pulizia
etnica nei Balcani, di cui parlavo poc’anzi, Jovan Rascovich e Radovan Karadviz,
sono stati addestrati con le tecniche di Tavistock. In questo istituto sono
state sviluppate tecniche di lavaggio del cervello e si fa largo uso di droghe.
Kurt Lewin, ex-direttore del Tavistock, fondò la Clinica di Psicologia di
Harvard, che diede forte impulso alla campagna per orientare i cittadini
americani all'entrata in guerra degli Stati Uniti, nel corso della Seconda
Guerra Mondiale. Il libro "Controllo della mente, controllo del mondo" di Jim
Keith è una fedele esposizione del pensiero Lewiniano: "creando un caos
controllato, la popolazione può essere portata al punto da volersi sottomettere
spontaneamente ad un controllo maggiore". Queste righe furono scritte anni prima
dell'11 settembre, ma sembrano predire con accurata precisione quello che è
accaduto subito dopo. Nell'ottobre del 2001, infatti, venne firmato il Patriotic
Act e ora lo scudo spaziale di Regan sta diventando realtà.
La guerra psicologica rientra tra gli obiettivi del Tavistock, tant'è che venne
fondato proprio per studiare gli effetti della Prima Guerra Mondiale sui
soldati. Il Generale Rees, arruolato al Tavistock, nonché fondatore della
Federazione Mondiale Della Salute Mentale, la considerava un utile strumento per
il controllo sociale, da attuarsi con speciali "truppe" psichiatriche. Forse
quelle stesse "truppe" che troviamo nella striscia di Gaza, al "Gaza Community
Mental Health Program" (GCMHP), creato proprio dal Tavistock. Il centro dovrebbe
occuparsi delle persone traumatizzate nell'Intifada dai militari israeliani, in
particolare a seguito delle torture. Ma secondo Brewda, un giornalista
americano, il vero scopo è di selezionare i migliori candidati per operazioni
terroristiche. Un lavoro da "talent scout" che "devono valutare i giovani
potenziali terroristi in base ai loro fattori di rischio di violenza", così
descrive l’operazione Jerrold Post, fondatore del Bollettino di Politica
Psicologica Internazionale, una rivista americana.
Studi di "profiling psicologica" del nemico, riutilizzati per scopi militari e
di guerra psicologica, sono pure quelli della Società per l'Igiene Mentale a
Gerusalemme e dell'Istituto di Igiene Mentale nella città di Al Cairo, e
prendono sempre origine dal Tavistock.
L'impiego di simili tecniche per scopi militari ha sempre favorito
l’instaurazione di sistemi totalitari ed ha dato impulso a programmi
terroristici. L'ex Unione Sovietica tra il 1968 e il 1975 addestrò 2500
terroristi e guerriglieri presso gli istituti Lenin e Patrice Lumumba; all'epoca
della Guerra Fredda i guardiani dei Gulag erano spesso psichiatri.
Nella Seconda Guerra Mondiale i piloti kamikaze giapponesi che attaccarono le
navi alleate suicidandosi erano sotto l'effetto di anfetamine. Mentre in Medio
Oriente abbiamo la prima escalation di bomber suicidi nel 1980, con l’uso di
stimolanti. Oggi il fenomeno si è ulteriormente esteso, e non dimentichiamo che
Ayman Al-Zawahiri, il braccio destro di Bin Laden, membro di spicco di Al Qaeda,
è uno psichiatra. Ali A. Mohamed, invece, il militare che nel ’98 addestrò i
terroristi di Bin Laden, facendo saltare in aria l’ambasciata americana in
Africa, ha una laurea in psicologia, conseguita all'Università di Alessandria.
Impossibile negare che la psichiatria sia connessa alle più traumatiche vicende
dell'ultimo secolo. Non dimentichiamo che le idee razziali spesso traggono
origine da qui, e l’eugenetica era già argomento di discussione in ambito
psichiatrico ben prima dell’avvento del nazismo. Senza Rudin forse la Seconda
Guerra Mondiale si sarebbe risolta in altro modo e sarebbe iniziata con
presupposti diversi, e senza Thoedore Morrel forse Hitler non sarebbe stato il
mostro che noi tutti conosciamo. Ma questa è un'altra storia.