Per la sanità la Sicilia
spende circa sette miliardi e mezzo di euro, cioè il 54 per cento
dell'intera spesa regionale: una cifra enorme che rivela i caratteri di
una gestione quasi fuori controllo. E' il parere espresso con toni
severi dal vice procuratore generale Giovanni Coppola nella sua
requisitoria. In rapporto con il numero dei residenti, ha sottolineato
Coppola, "si arriva all'incredibile conclusione che a ciascun siciliano,
neonati compresi, l'assistenza sanitaria costa 1.514 euro all'anno". Per
una famiglia normale di quattro persone si impegnano dunque oltre
seimila euro.
Perché si spende tanto? Dalla requisitoria emerge che le risorse vengono
impiegate in primo luogo per pagare 51.347 dipendenti delle Asl (36 mila
e 167 del ruolo sanitario, 9.150 del ruolo tecnico, 107 del ruolo
professionale e 5.923 del ruolo amministrativo). E da questo conto sono
esclusi i dipendenti dei Policlinici universitari. Ma vanno aggiunti
3.009 autisti per 270 ambulanze (undici per ambulanza), gestiti dalla
Croce Rossa ma pagati dalla Regione. E perciò va calcolata una spesa
ulteriore di 68 milioni per il personale e di cinque milioni circa per
il parco mezzi.
La lievitazione abnorme dei costi è stata ricondotta in linea generale
dal vice procuratore generale a quello che ha definito il "proliferare
di convenzionamenti esterni. Interessano laboratori, case di cura ed
emodialisi e hanno raggiunto la cifra di 1.536, ossia trenta per ogni
centomila abitanti (sono appena sei in Lomardia). In questo modo la
spesa è arrivata a 124 milioni di euro a cui si aggiungono "spese non
sempre giustificate per consulenti esterni ed esperti": sono 212 e
costano quattro milioni e 300 mila euro. E sempre in tema di sanità va
considerata anche l'enorme spesa farmaceutica: un miliardo e 300
milioni, che costituisce il 17,6 per cento dell'intero fondo sanitario.
La Regione siciliana, inoltre, ha un numero elevato di dipendenti. Alla
fine del 2006 i dipendenti erano 14.245 dei quali ben 2.150 sono
dirigenti (otto di prima fascia, 119 di seconda e 2.023 di terza). Ma,
come se non bastasse, la Regione si è fatta carico di molti altri
"esterni". Il numero più alto - 4.715 - è quello che comprende
istruttori, collaboratori e operatori. Poi ci sono altre 1.775 unità che
vengono utilizzate in vari ambiti, dalla catalogazione alla protezione
civile, alla Resais, una società che gestisce il personale di enti e
aziende in esubero. E infine vanno considerati quattro dirigenti
generali e 42 dirigenti. In tal modo il personale dipendente, interno ed
esterno, della Regione sfiora la cifra record di 20 mila unità. La
Regione diventa così il principale e più ambito datore di lavoro della
Sicilia.
In più, sottolinea sempre la Corte, tra le regioni del Mezzogiorno
comprese nell'obiettivo 1 la Sicilia è quella che ha una maggiore
dotazione di fondi europei ma è anche quella che spende di meno. Il Por
(piano operativo regionale) 2000-2006 ha ottenuto quasi 8 milioni e 460
mila euro per iniziative di sviluppo economico. Ma, osserva il relatore
Ignazio Faso, lo stato della spesa presenta "una forte criticità per ciò
che attiene la percentuale degli impegni e dei pagamenti".
Fonte: www.lasicilia.it