Elisabetta
Feliciana, medico ginecologo e membro del Comitato Etico del SISMER di
Bologna pur essendo d’accordo nelle pratiche di PMA mediante
ovodonazione ed embriodonazione, attualmente non ammesse in Italia a
causa della legge 40/2004, è praticamente contraria quando la donazione
stessa non è anonima, specie se avviene utilizzando patrimonio genetico
parentale. Dello stesso parere sono la ginecologa Valeria Farfalli,
anche lei del SISMER, Eugenio Caroli Casavola, Responsabile dell’Unità
operativa di Ginecologie ed Ostetricia della Cassa di Cura Salus di
Brindisi, Antonio Palagiano, Responsabile del Centro PMA della Seconda
Università degli Studi di Napoli, nonchè l’embriologa Francesca
Sammartano ed i ginecologi Adolfo Allegra e Aldo Volpes del Centro
Andros di Palermo. L’Embriologo Helmy Selman dell’Università di Perugia,
uno dei primi in Italia a praticare la tecnica di vitrificazione sia
sugli ovociti che sugli embrioni e con risultati eccellenti, è d’accordo
sull’utilizzo di questa procedura nei casi di criopreservazione omologa
preventiva dei gameti femminili e degli embrioni, essendo personalmente
eticamente contrario a tutte le forme di PMA eterologa. Dello stesso
parere di Selman, ma nel rispetto della libertà individuale dei
pazienti, è il ginecologo Francesco Coppola, responsabile del C.I.R.
(Centro Insufficienze Riproduttive) dell’Università di Parma.
Rosanna Ciriminna, embriologa del Centro Ambra di Palermo, sostiene
l’atto propositivo della madre nei confronti della propria figlia
affetta dalla Sindrome di Turner, in altro modo impossibilitata a
procreare,
Personalmente ritengo che la salute sessuale e riproduttiva è un diritto
del cittadino, così come vuole la nostra costituzione.
L’approvazione della legge 40 nel febbraio 2004 da parte di parlamentari
opportunisti e disinformati, grazie anche ad una opposizione senza
nerbo, ha generato sin dall’inizio aspre critiche di un buon numero di
persone, di addetti ai lavori, di coppie infertili, di associazioni di
pazienti, di scienziati come Umberto Veronesi e Rita Levi Montalcini e
di illustri giuristi come Pietro Rescigno, Enrico Quadri, Alfonso
Celotto , Luigi Balestra e Gilda Ferrando.
Questa legge in Italia ha generato numerosi problemi, non solo per quel
che riguarda la gestione medico-biologica dei pazienti, ma anche e
soprattutto di carattere economico e sociale.
Basti pensare che se esistono problematiche di coppia non risolvibili in
Italia ai sensi della legge 40 (E non per incapacità scientifica dei
Centri!) ci si deve rivolgere all’estero, spendere tutti i propri
risparmi o i soldi ottenuti mediante mutui dalle banche, con conseguenti
deficit della nostra economia nazionale ed esporto di capitale.
La legge 40 è inoltre caratterizzata non solo da imprecisioni dal punto
di vista medico - sociale, ma anche da paradossi etici, quale per
esempio il divieto di ricorrere alla diagnosi pre-impianto nel
pre-embrione, salvo poi far ricorso all’aborto del feto.
Tutto ciò ha favorito il fenomeno italiano del “Turismo Procreativo”,
oggi, a distanza di 3 anni, sempre più radicato, specialmente per i casi
in cui si rende necessaria la tecnica dell’ovodonazioe e della
embriodonazione. Dopo solo un anno dalla approvazione della legge oltre
3.600 coppie hanno varcato i confini nazionali, ora si pensa che esse
siano più che quadruplicate.
Il mio parere etico sul caso canadese è sicuramente positivo per quanto
riguarda il tipo di tecnica utilizzata, vale a dire la vitrificazione
ovocitaria che risulta essere un superamento del congelamento lento. Non
sono assolutamente d’accordo sull’utilizzo di patrimonio genetico
parentale e condivido l’anonimato del donatore o/e della donatrice.
Se in Italia non fossero stati messi in giro da alcuni colleghi affetti
da protagonismo e dai mass media tante storielle di “debordamenti
procreativi” con mamme nonne, sorelle mamme e padri fratelli forse ora
anche noi avremmo avuto una legge migliore e meno restrittiva.
Lione, 04.07.2007
Prof. Lamberto Coppola
Andrologo e Ginecologo
Centri Associati di Fisiopatologia e Criobiologia Riproduttiva
TECNOMED di Nardò (Lecce), Casa di Cura SALUS di Brindisi e Casa di Cura
FABIA MATER di Roma
http://www.centrotecnomed.it
coppola@centrotecnomed.it