Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

Una nuova cura nelle disfunzioni urinarie, fecali e sessuali: la neuromodulazione


Emanuela Mistrangelo 

Le disfunzioni del basso tratto urinario, le alterazioni della defecazione nonché i disturbi femminili della sfera sessuale possono oggi avvalersi di una nuova metodica terapeutica di stimolazione delle radici sacrali conosciuta come “neuromodulazione” sacrale.
La neuromodulazione sacrale è una nuova metodica di elettrostimolazione continua della radice sacrale S3 presso la fuoriuscita dal suo forame, mediante l’impianto chirurgico di un sistema controllabile dall’esterno per via telemetria.


L’attuale procedura prevede due tempi: un primo tempo durante il quale si esegue un test di stimolazione mediante puntura percutanea di uno o entrambe le radici sacrali S3. Questo tempo è previsto per valutare l’effettiva risposta neurogena dei nervi sacrali e viene definito PNE (Percutaneous Nerve Evaluation). Viene così impiantato provvisoriamente un elettrodo, connesso con uno stimolatore esterno, che verrà lasciato in sede per un periodo che può variare da 7 a 10 giorni. Il primo tempo rappresenta la fase più importante della procedura e, solo se correttamente eseguito, può fornire indicazioni precise per l’impianto definitivo. Durante questo primo tempo, in anestesia locale il chirurgo cerca la sede dei forami sacrali S2-S4 e, sotto guida fluoroscopica o sotto guida TC , esegue il centraggio.


In caso di risposta positiva al test, al paziente viene proposto il secondo tempo della procedura che prevede, tramite un piccolo atto chirurgico, l’impianto definitivo dell’elettrodo in S3 alimentato da un piccolo pace-maker che viene posizionato in una tasca sottocutanea sovraglutea o addominale.
Per il momento, le indicazioni alla neuromodulazione sacrale sono rappresentate da:
- disfunzioni del basso tratto urinario: incontinenza da urgenza, ritenzione urinaria di origine non ostruttiva, sindrome urgenza/frequenza, vescica iperattiva, cistiti interstiziali refrattarie a terapia medica
- disfunzioni defecatorie: incontinenza fecale, defecazione ostruita
- dolore pelvico cronico
- disturbi sessuali nella donne: vaginismo
Molti sono gli studi fino ad oggi pubblicati su ciascuna di queste indicazioni anche se, purtroppo, non vi è univocità di risultati. Il campo di maggiore interesse è stato finora quello dell’incontinenza urinaria da urgenza, della sindrome urgenza/frequenza e della vescica iperattiva, disturbi che spesso non hanno una risposta ottimale con la terapia medica. Molti pazienti affetti da disfunzioni del basso tratto urinario, resistenti alla riabilitazione perineale, alla terapia medica e chirurgica classica, hanno trovato giovamento in questa nuova metodica.


In conclusione, la neuromodulazione sacrale da una parte, in casi selezionati, rappresenta una nuova possibilità terapeutica che aggiunge una speranza di guarigione a chi ha già provato molte altre cure senza successo, dall’altra potrebbe forse rappresentare la terapia di primo livello per alcuni disturbi specifici, in quanto mini-invasiva e ben tollerata e potrebbe, in questo senso, evitare a molti pazienti terapie farmacologiche di lunga durata.

 






  

 


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