Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

del 06/07/2007

 

Mauro Marinelli vince il premio Linceo per la fisica 2007: con il Suscettometro


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

E' stata sperimentata al Galliera l'invenzione dello scienziato che rivoluziona l'approccio terapeutico
nei pazienti thalassemici

Questa mattina nel corso dell'Adunanza Solenne di chiusura dell'anno accademico dei Lincei, verrà conferito a Mauro Marinelli – Professore del Dipartimento di Fisica dell'Università di Genova – il prestigioso Premio Linceo 2007 per la Fisica.

Le motivazioni che hanno indotto la Commissione dell'Accademia dei Lincei ad assegnare a Marinelli l'ambito premio sono relative alla ideazione, progettazione e costruzione del “suscettometro”, innovativo strumento per l'individuazione non invasiva dell'accumulo di ferro nel fegato nei pazienti affetti da thalassemia, sperimentato presso l'Ospedale Galliera di Genova. Un sostanziale apprezzamento quello della giuria sia per l'ingegnosità della concezione sia per importanza sociale della realizzazione.

Il progetto e la costruzione dell'apparecchio sono avvenuti nel laboratorio della Sezione di Genova dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare operante presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova, mentre la sperimentazione dello stesso è stata eseguita presso il Centro della Microcitemia dell'Ospedale Galliera di Genova, diretto dal dott. Gianluca Forni, che ha messo a disposizione per l'importante ricerca il supporto scientifico medico e la casistica per la validazione della macchina. Il Galliera rappresenta in questo settore un punto di riferimento non solo nazionale e si occupa attivamente di perfezionare strategie di prevenzione, di diagnosi e di terapia nei soggetti affetti da thalassemia, la più diffusa malattia genetica che colpisce ogni anno nel mondo 45.000 bambini.

La thalassemia causa una grave forma di anemia che fino a qualche decennio fa non consentiva di sopravvivere oltre i 10 anni. Negli ultimi tempi, grazie al deciso miglioramento delle cure, l’attesa e la qualità della vita dei pazienti thalassemici è notevolmente cambiata fino a farla divenire una malattia a prognosi aperta. Un gran numero di pazienti thalassemici che avevano un donatore consanguineo è poi potuto arrivare alla guarigione definitiva grazie al trapianto di midollo. Per gli altri la cura, che garantisce una qualità di vita quasi normale, consiste nella trasfusione periodica di sangue e nella somministrazione di farmaci che prevengono i danni delle trasfusioni, tra questi l'accumulo di ferro nel fegato. L'invenzione di Marinelli permette di effettuare il monitoraggio dell'efficacia delle terapie finalizzate alla progressiva riduzione di ferro nel fegato senza la necessità di biopsie.

Recentemente lo strumento ha avuto la convalida dell'Autorità Sanitaria anche per uso pediatrico. I pregevoli risultati del Prof. Marinelli hanno dato l'occasione per oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche sulle più qualificate riviste internazionali.

 






  

 


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