Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

del 12/09/2007

 

Fibrillazione atriale e scompenso cardiaco: il brutto e il cattivo. Una pessima coppia per la nostra salute


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Il Brutto e il Cattivo. E’ un’accoppiata micidiale. Fibrillazione Atriale e Scompenso Cardiaco, spesso viaggiano insieme, ma ormai sono sempre meno un’incognita per la nostra salute.
I protagonisti della 7^ edizione del Congresso Internazionale Atrial Fibrillation, la Fibrillazione Atriale e lo Scompenso Cardiaco sono oggetto di studio e verifica da parte di una nutrita compagine di cardiologi nazionali ed internazionali che si ritrovano, ogni due anni, come ospiti e relatori del congresso organizzato e presieduto dal prof. Alessandro Capucci, direttore della Divisione di Cardiologia dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza.

La FA è brutta perché costringe ad una qualità di vita il più delle volte ridotta a parità di età, e lo scompenso cardiaco è cattivo in quanto tende ad evolvere nel tempo fino alla possibilità di portare ad un esito sfavorevole.

I dati. La realtà è allarmante. La FA può raggiungere più del 5-7% della popolazione al di sopra dei 65 anni di età con il 35% di correlazione con l’ipertensione arteriosa. Nei casi di scompenso cardiaco più avanzato la FA è presente fino al 50% dei pazienti ed è considerata un fattore prognostico nettamente sfavorevole sia per quanto riguarda l’aggravamento dello scompenso cardiaco che per la mortalità.

I costi. Enormi per trattare la FA se consideriamo che è l’aritmia a più alto tasso di ricoveri in ospedale per anno, con una durata media che varia dai 5 ai 7-9 giorni a seconda che avvengano in Cardiologia o in reparti medici non specialistici (dove la degenza è in media più lunga). Ingenti sono i costi sia per la FA che per lo scompenso, relati alla instaurazione della terapia ipocoagulante che serve a prevenire i possibili e temuti episodi tromboembolici.

La terapia ipocoagulante richiede ambulatori attrezzati e programmati all’uopo che garantiscano controlli di esami del sangue seriati atti a mantenere il valore ottimale di un esame del sangue (attività protrombinica), valore che deve stare all’interno di un determinato range per garantire efficacia e prevenire maggiori possibilità di emorragia.

La stretta correlazione fra il Brutto ad il Cattivo è sottolineata anche dall’esistenza di casi di scompenso cardiaco che si manifesta con dispnea, incremento ponderale per eccesso di deposito di acqua nei tessuti e stanchezza, sintomi scatenati direttamente da una FA ad elevata frequenza ventricolare.

Il riconoscimento di questi casi (spesso persone di età non anziana, senza cardiopatie in atto) può portare alla decisione di riportare immediatamente il ritmo sinusale con una cardioversione elettrica ciò che si accompagna, il più delle volte, ad una completa risoluzione del quadro clinico. La ripresa del ritmo regolare si accompagna rapidamente alla scomparsa dei sintomi con l’eliminazione dell’acqua in eccesso e il ripristino anche anatomico delle dimensioni del cuore, che si era allargato, ai livelli normali.

Da queste precedenti osservazioni si nota pertanto la stretta correlazione fra queste due importanti patologie che tanto impegnano gli sforzi sanitari e che a buon diritto possono essere chiamati “ugly and nasty”.


 






  

 


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