Questa lettera è stata inviata alla nostra redazione da un medico
dell'Associazione Italiana Psichiatri, ed è pubblicata anche sul sito
www.aipsimed.org
"Oggi sono andato a trovare mio figlio ricoverato ieri in TSO presso l'SPDC
dell'Ospedale S. Gennaro di Napoli; non è la prima volta purtroppo, nonostante
la regolare assunzione di terapia (Risperdal in filale da 37,5 mg) mio figlio ha
avuto una crisi violenta mentre era da solo in casa distruggendo tutto ciò che
aveva a portata di mano tormentato com'è continuatamente dalle voci che
devastano la sua mente.
Come le altre volte lui era tranquillo, come lo era, tranquillo e impaurito,
quando ieri si è nascosto in attesa del TSO.
L'ultimo ricovero all'SPDC del S. Gennaro è avvenuto circa due anni fa; allora
c'erano 16 posti letto, adesso sono 8 posti perchè intanto alcuni infermieri
sono andati in pensione e chiaramente la soluzione più facile che la nostra
Sanità Pubblica ha trovato è quella di dimezzare il servizio per i più deboli!
Mio figlio è sereno, direi ormai rassegnato a questa sua pseudo vita fatta di
medicine e ricoveri senza mai avere la possibilità di intravedere uno spiraglio.
Io credo che le sue crisi sono anche delle forme di ribellione a questa
maledetta non-vita che lo costringe all'età di 27 anni e ormai da 9-10 anni a
non essere più padrone di se stesso; ormai lui è schiavo di quella parte oscura
della sua mente che ha prevalso sulla parte reale e vera che è ancora dentro di
lui e che non riesce più a emergere se non con quelle violente forme di
ribellione che lo portano inevitabilmente indietro in un tunnel senza via di
scampo.
Perchè i farmaci non riescono ad aiutarlo a riemergere?
Li ha provati tutti, come una cavia sulla quale si testano farmaci e dosaggi
senza mai sapere in anticipo quale sarà il risultato.
I nostri figli , i nostri familiari sono semplicemente dei corpi, dei cervelli
sui quali provare e riprovare farmaci che più o meno si equivalgono perlomeno
negli scarsi risultati.
Perchè la ricerca sulla malattia mentale è quasi inesistente? in tanti anni i
passi avanti sono stati minimi, tutta la ricerca è nelle mani delle case
farmaceutiche che chiaramente hanno interessi miliardari a vendere gli attuali
farmaci costosissimi e che cambiano ogni anno solo di quel poco che basta per
venderne altri, propagandati come miracolosi ma che in effetti non migliorano
più di tanto quelli che erano i risultati del vecchio e ancora usatissimo haldol
o serenase.
Perchè non si fa ricerca pubblica? a cosa servono tante strutture universitarie,
tanti convegni, tanti congressi, tante spese di rappresentanza, cosa fa lo Stato
in concreto per i nostri figli impossibilitati a vivere?
A proposito, a mio figlio è stata rifiutata l'indennità di accompagnamento
nonostante dichiarato invalido al 100% e con stato grave di handicap ai sensi
della L. 104 perchè impossibilitato a svolgere le normali attività quotidiane
che svolgono i suoi pari età; ho fatto ricorso al tribunale e il perito nominato
dal giudice ha confermato il diniego dell'indennità di accompagno perchè il
trattamento farmacologico che assume lo tiene sufficientemente
compensato: infatti mio figlio è al 5° TSO! Sono certo che se a questo perito
nominato dal giudice io avessi fatto un "regalo" di qualche migliaio di euro la
sua relazione sarebbe stata molto diversa.....
Ti ringrazio caro perito....mio figlio è in grado di vivere con 250 euro al mese
della pensione di invalidità (che non gli bastano nemmeno per comprarsi un
pachetto di sigarette e qualche caffè al giorno)nonostante sia invalido al 100%
e non ha nessuna possibilità di vivere del proprio lavoro?
Vorrei qualche consiglio e qualche esperienza diretta di Comunità terapeutiche e
riabilitative che siano veramente tali con persone professionali e seriamente
motivate.
Saluti a tutti da parte mia e di mio figlio.
Grazie"