Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

La dermatologia geriatrica


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Le condizioni di salute sono discrete, il 45% dei soggetti afferma di sentirsi in buona salute, ma con l’allungamento della vita e con la particolare attenzione rivolta alla qualità della stessa, aumentano le richieste di consulenze in Dermatologia geriatrica, una branca che sta diventando molto importante. Le patologie dermatologiche frequenti dell'anziano sono le dermatiti infiammatorie come gli eczemi, la xerosi o cute secca, il prurito, le infezioni batteriche e micotiche, le ulcere vascolari e le lesioni proliferative come le cheratosi e i tumori cutanei.
Le allergie, con un incidenza dell’8,7%, risultano tra le malattie più diffuse dopo l’artrosi o l’artrite (18,3%) e l’ipertensione che interessa il 14,2%.
La casistica del servizio di Dermatologia Allergologica IFO - San Gallicano segnala che l’incidenza della dermatite allergica da contatto nelle persone anziane è del 18%, mentre quelle delle malattie allergiche da inalanti e da alimenti è rispettivamente del 5% e dello 0.4%.
Le dermatiti pruriginose hanno un elevata frequenza nella terza età e possono essere provocate da farmaci, anche se spesso erroneamente attribuite solo alla secchezza cutanea tipica della cute dell’anziano. L’assunzione di varie tipologie di farmaci caratterizza in modo significativo la fascia di età dai 65 anni in su, questo può dare origine a reazione avversa a farmaci e interazione tra farmaci.

“La pelle - spiega il Prof. Paolo Lisi, docente di dermatologia clinica all’Università di Perugia e presidente del congresso insieme al Dott. Mauro Picardo – è proprio il bersaglio preferenziale delle reazioni avverse a farmaci, è l’organo più colpito in particolare nei giovani adulti, nei bambini e negli anziani. Si ritiene che il 5-10% della popolazione che assume farmaci può avere una reazione avversa che può portare al ricovero. Tale patologia rientra nell’area allergologica, solo nel 10% dei casi, mentre esiste un altro settore di reazioni che rientra nella manifestazione da interazioni da farmaci, che rappresentano la causa principale di ricovero, e arrivano a determinare il 2,8 %, dei ricoveri annuali indipendentemente dall’età dei pazienti. Mancano dati attendibili, ma riguardano gli anziani in una percentuale molto elevata, verosimilmente oscillante tra il 70 e l'80% dei casi.”

Per interazioni da farmaci si intendono quegli effetti indesiderati che insorgono in corso di somministrazione di due o più farmaci con differenti meccanismi d’azione, che però se somministrati singolarmente non sono in grado di dare reazioni. “L’effetto indesiderato – continua il Prof. Paolo Lisi - nasce quindi dalla combinazione di due effetti farmacologici diversi che per ora si studiano in vitro, , mentre gli studi in vivo riguardano spesso i pazienti che sono in trattamento polifarmacologico. E questo complica ulteriormente il discorso.”
Le tre classi farmacologiche più spesso coinvolte nelle interazioni tra farmaci di interesse dermatologico sono gli antifungini azoici, gli antibiotici macrolidi e gli inibitori della serotonina.
Le manifestazioni cutanee più frequenti sono la sindrome orticaria/angioedema e le eruzioni esantematiche maculo-papulose, ma a volte si possono realizzare quadri ben più gravi quali la DRESS (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms) o sindrome da ipersensibilità, la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica, che possono avere esito letale.

“Sulla cute, - aggiunge la Dott. Ada Amante, Responsabile di Dermatopatologia dell’ Istituto Dermatologico San Gallicano - IRCCS, Roma - più che su ogni altro organo, possiamo “leggere” i segni lasciati dal tempo. Se si considerano l’associazione del concetto di “bello” a quello di “giovane”, l’importanza dell’aspetto estetico nella società, nonché la tendenza all’emarginazione dell’anziano, si comprende quanto possa essere importante, per l’individuo, “esorcizzare” l’invecchiamento sottoponendosi spesso ad ogni tipo di trattamento.

Possiamo distinguere, in modo schematico, due tipi di invecchiamento: l’intrinseco o chronoaging, e l’estrinseco o photoaging, questi due complessi processi si sviluppano contemporaneamente potenziandosi nelle aree foto-esposte.
L’invecchiamento cutaneo si considera intrinseco, perché legato a fattori cronologici, genetici, razziali, metabolici, ormonali e porta ad un assottigliamento del derma che diventa meno vascolarizzato. Si parla invece di invecchiamento estrinseco, quando si fa riferimento al photoaging: la cute fotoesposta presenta ispessimenti, è spesso caratterizzata da secchezza, macchie irregolari, rughe sottili e solchi e sono più frequenti neoplasie, come lesioni precancerose e cancerose di natura cheratinocitaria dovute proprio all’esposizione solare.
Le comuni chiazze scure tipiche di “una certa età” quindi rappresentano normali processi degenerativi raramente pericolosi per la salute, che comunque possono essere trattati a fini estetici.

“Alcune considerazioni particolari,- prosegue la Dott. Ada Amantea – vanno fatte sulle lesioni melanocitarie benigne, i nevi comuni che sono pressoché assenti negli anziani :“si nasce senza nevi, si muore senza nevi”. Nel nostro Istituto, da anni, è in corso uno studio sulle modalità di regressione dei nevi dell’età adulta, dovute probabilmente al fenomeno dell’apoptosi (morte cellulare programmata) piuttosto che a fenomeni immunologici come avviene nei soggetti giovani.”

Grazie all’uso di apparecchiature non invasive, è possibile oggi avere indicazioni precise sulle condizioni di funzionamento della cute nelle varie età e compiere ricerche accurate nel campo della prevenzione, sia con farmaci generali e locali, sia con preparazioni formulate con concetti moderni al confine con i cosmetici: i cosmeceutici.
Infine per il ringiovanimento cutaneo: oltre alle ben consolidate forme di peeling dermatologici, ai fillers ed alla tossina botulinica, si può far ricorso ad apparecchiature che aumentano, in maniera del tutto indolore, la penetrazione di sostanze attive, come nel caso delle onde elastiche a bassa frequenza.
Per tutti gli anziani è comunque importante la prevenzione: la detersione per limitare i problemi infettivi, l'attività fisica per limitare i problemi vascolari e l'applicazione di creme emollienti per la cute secca.

 






  

 


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