Le condizioni di salute sono discrete, il 45% dei soggetti afferma di
sentirsi in buona salute, ma con l’allungamento della vita e con la
particolare attenzione rivolta alla qualità della stessa, aumentano le
richieste di consulenze in Dermatologia geriatrica, una branca che sta
diventando molto importante. Le patologie dermatologiche frequenti
dell'anziano sono le dermatiti infiammatorie come gli eczemi, la xerosi
o cute secca, il prurito, le infezioni batteriche e micotiche, le ulcere
vascolari e le lesioni proliferative come le cheratosi e i tumori
cutanei.
Le allergie, con un incidenza dell’8,7%, risultano tra le malattie più
diffuse dopo l’artrosi o l’artrite (18,3%) e l’ipertensione che
interessa il 14,2%.
La casistica del servizio di Dermatologia Allergologica IFO - San
Gallicano segnala che l’incidenza della dermatite allergica da contatto
nelle persone anziane è del 18%, mentre quelle delle malattie allergiche
da inalanti e da alimenti è rispettivamente del 5% e dello 0.4%.
Le dermatiti pruriginose hanno un elevata frequenza nella terza età e
possono essere provocate da farmaci, anche se spesso erroneamente
attribuite solo alla secchezza cutanea tipica della cute dell’anziano.
L’assunzione di varie tipologie di farmaci caratterizza in modo
significativo la fascia di età dai 65 anni in su, questo può dare
origine a reazione avversa a farmaci e interazione tra farmaci.
“La pelle - spiega il Prof. Paolo Lisi, docente di dermatologia clinica
all’Università di Perugia e presidente del congresso insieme al Dott.
Mauro Picardo – è proprio il bersaglio preferenziale delle reazioni
avverse a farmaci, è l’organo più colpito in particolare nei giovani
adulti, nei bambini e negli anziani. Si ritiene che il 5-10% della
popolazione che assume farmaci può avere una reazione avversa che può
portare al ricovero. Tale patologia rientra nell’area allergologica,
solo nel 10% dei casi, mentre esiste un altro settore di reazioni che
rientra nella manifestazione da interazioni da farmaci, che
rappresentano la causa principale di ricovero, e arrivano a determinare
il 2,8 %, dei ricoveri annuali indipendentemente dall’età dei pazienti.
Mancano dati attendibili, ma riguardano gli anziani in una percentuale
molto elevata, verosimilmente oscillante tra il 70 e l'80% dei casi.”
Per interazioni da farmaci si intendono quegli effetti indesiderati che
insorgono in corso di somministrazione di due o più farmaci con
differenti meccanismi d’azione, che però se somministrati singolarmente
non sono in grado di dare reazioni. “L’effetto indesiderato – continua
il Prof. Paolo Lisi - nasce quindi dalla combinazione di due effetti
farmacologici diversi che per ora si studiano in vitro, , mentre gli
studi in vivo riguardano spesso i pazienti che sono in trattamento
polifarmacologico. E questo complica ulteriormente il discorso.”
Le tre classi farmacologiche più spesso coinvolte nelle interazioni tra
farmaci di interesse dermatologico sono gli antifungini azoici, gli
antibiotici macrolidi e gli inibitori della serotonina.
Le manifestazioni cutanee più frequenti sono la sindrome orticaria/angioedema
e le eruzioni esantematiche maculo-papulose, ma a volte si possono
realizzare quadri ben più gravi quali la DRESS (Drug Rash with
Eosinophilia and Systemic Symptoms) o sindrome da ipersensibilità, la
sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica, che
possono avere esito letale.
“Sulla cute, - aggiunge la Dott. Ada Amante, Responsabile di
Dermatopatologia dell’ Istituto Dermatologico San Gallicano - IRCCS,
Roma - più che su ogni altro organo, possiamo “leggere” i segni lasciati
dal tempo. Se si considerano l’associazione del concetto di “bello” a
quello di “giovane”, l’importanza dell’aspetto estetico nella società,
nonché la tendenza all’emarginazione dell’anziano, si comprende quanto
possa essere importante, per l’individuo, “esorcizzare” l’invecchiamento
sottoponendosi spesso ad ogni tipo di trattamento.
Possiamo distinguere, in modo schematico, due tipi di invecchiamento:
l’intrinseco o chronoaging, e l’estrinseco o photoaging, questi due
complessi processi si sviluppano contemporaneamente potenziandosi nelle
aree foto-esposte.
L’invecchiamento cutaneo si considera intrinseco, perché legato a
fattori cronologici, genetici, razziali, metabolici, ormonali e porta ad
un assottigliamento del derma che diventa meno vascolarizzato. Si parla
invece di invecchiamento estrinseco, quando si fa riferimento al
photoaging: la cute fotoesposta presenta ispessimenti, è spesso
caratterizzata da secchezza, macchie irregolari, rughe sottili e solchi
e sono più frequenti neoplasie, come lesioni precancerose e cancerose di
natura cheratinocitaria dovute proprio all’esposizione solare.
Le comuni chiazze scure tipiche di “una certa età” quindi rappresentano
normali processi degenerativi raramente pericolosi per la salute, che
comunque possono essere trattati a fini estetici.
“Alcune considerazioni particolari,- prosegue la Dott. Ada Amantea –
vanno fatte sulle lesioni melanocitarie benigne, i nevi comuni che sono
pressoché assenti negli anziani :“si nasce senza nevi, si muore senza
nevi”. Nel nostro Istituto, da anni, è in corso uno studio sulle
modalità di regressione dei nevi dell’età adulta, dovute probabilmente
al fenomeno dell’apoptosi (morte cellulare programmata) piuttosto che a
fenomeni immunologici come avviene nei soggetti giovani.”
Grazie all’uso di apparecchiature non invasive, è possibile oggi avere
indicazioni precise sulle condizioni di funzionamento della cute nelle
varie età e compiere ricerche accurate nel campo della prevenzione, sia
con farmaci generali e locali, sia con preparazioni formulate con
concetti moderni al confine con i cosmetici: i cosmeceutici.
Infine per il ringiovanimento cutaneo: oltre alle ben consolidate forme
di peeling dermatologici, ai fillers ed alla tossina botulinica, si può
far ricorso ad apparecchiature che aumentano, in maniera del tutto
indolore, la penetrazione di sostanze attive, come nel caso delle onde
elastiche a bassa frequenza.
Per tutti gli anziani è comunque importante la prevenzione: la
detersione per limitare i problemi infettivi, l'attività fisica per
limitare i problemi vascolari e l'applicazione di creme emollienti per
la cute secca.