Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

Creme solari? 9 italiani su 10 le usano male


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Gli italiani non sanno proteggersi dal sole. Sono ancora tanti, circa 20 milioni, quelli che non utilizzano mai prodotti protettivi quando si espongono ai raggi solari e almeno 11 milioni li utilizzano solo nei primissimi giorni di esposizione. Ma anche quando le creme solari non mancano nelle sacche da spiaggia e negli zaini da montagna, oltre 9 connazionali su 10 le usano così male da vanificarne l’effetto, fino a renderle ‘pericolose’. Al mare o in alta quota, infatti, i vacanzieri, convinti di essere ben protetti, si espongono troppo ai raggi solari. E si sbaglia anche nell’applicare le creme ai bambini, ripetendo i comuni ‘passi falsi’: prodotto usato con troppa parsimonia, applicato poche volte nel corso della giornata, scelto a caso e mal conservato. Lo ricordano i dermatologi alla presentazione del 3° Congresso Unificato di dermatologia, organizzato a Roma.

Come usare correttamente i solari - Il primo errore, dunque, è la quantità “sempre troppo poca”, come spiega il professor Torello Lotti, Ordinario di Dermatologia e Direttore dell'Unità operativa Complessa Dermatologica, Dipartimento di Scienze Dermatologiche, Università degli Studi di Firenze. ”Per ottenere la protezione che viene promessa sull’etichetta della crema solare - spiega Lotti - bisogna applicare 2 mg di crema per cm quadrato di pelle. Questo vuol dire che lo spessore del prodotto deve essere sostanzioso e visibile. Ma si tratta di una modalità che nessuno utilizza, nemmeno in situazioni di fortissima esposizione, come accade, ad esempio in “barca“. Gli italiani, invece, mettono mediamente sulla pelle tra 0,5 e 1 mg di crema per cm quadrato. ‘’Uno studio recente su 148 pazienti - precisa Lotti - ha dimostrato che la media effettiva di applicazione è di 0,39 mg per cm quadrato. Siamo davvero lontani dalla quantità ottimale”.

l secondo errore è quello di mettere la crema solo quando si prende la tintarella. E invece ‘’il 70% delle radiazioni solari - ricorda Lotti - arriva sulla nostra pelle proprio quando siamo all’ombra.’’. La protezione quindi deve essere usata sempre.

L’errore numero tre è quello di”’non riapplicare lo schermo solare ogni due ore - continua l’esperto - per contrastare i processi di fotodegradazione dei materiali e la rimozione del prodotto legata alla sudorazione e alle condizioni ambientali. Bisogna ricordare, infatti, di riapplicare la crema non soltanto dopo il bagno ma a scadenze regolari “.

Quarto errore la cattiva conservazione. I prodotti solari, una volta aperti, hanno una durata variabile dai 9 ai 12 mesi. Se però non vengono tappati e restano esposti all’aria a lungo il tempo si riduce ancora di più, e bisogna tenerne conto. Vietato utilizzare le creme dell’anno precedente che perdono tutto il loro potere “schermante”. ‘’Le vecchie creme possono essere usate come idratanti per le mani - consiglia il dermatologo - ma sono assolutamente inutili come protettivi”.

Quinto errore l’acquisto casuale dei prodotti, uno sbaglio fatto quasi dalla totalità dei consumatori. “ Per una scelta oculata - dice Lotti - è necessario il consiglio del dermatologo. Le creme solari possono essere a base di sostanze totalmente diverse tra di loro. Ci sono schermi solari chimici, fisici o associati tra loro. Meglio farsi consigliare il prodotto adeguato dal medico specialista, in base alle caratteristiche specifiche e allo stato di salute della pelle”.

Ultimo consiglio: proteggere bene i bambini. “La protezione per loro - avverte Lotti - deve essere sempre ottimale. L’80% dei tumori della pelle, infatti, è legata proprio a scottature solari prese da piccoli. La pelle ha una memoria del danno. E le conseguenze si pagano anche dopo 30 o 40 anni”.

 






  

 


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