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Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali Creme solari sotto accusa negli USA clicMedicina - redazione@clicmedicina.it Creme solari a rischio? Secondo uno studio statunitense le particelle di titanio dalle dimensioni di 30 milionesimi di millimetro acquisterebbero nuove proprietà rispetto alle particelle più grandi dello stesso materiale e diventerebbero per questo pericolose per le cellule nervose.
La ricerca, resa nota sul sito della rivista 'Nature', è stata condotta da Bellina Veronesi, dell'Agenzia statunitense per la protezione ambientale. Gli effetti delle nanoparticelle sono stati osservati per il momento soltanto su colture di cellule nervose di topo e di conseguenza il lavoro è stato accolto con molta prudenza dal mondo scientifico, che giudica necessari ulteriori approfondimenti per giungere a conclusioni certe. Secondo l'esperto di tossicità da nanoparticelle, Gunter Oberdorster dell'università di Rochester, è troppo presto per concludere che questa scoperta segnali un pericolo reale per la salute. "Sono risultati apprezzabili - ha detto - ma occorre molta prudenza prima di estrapolarli a organismi viventi".
Oltre che nelle creme solari, l'ossido di titanio è contenuto in prodotti di largo consumo, come alcuni dentifrici e alcuni cosmetici, ed è da tempo utilizzato in prodotti di questo tipo poichè considerato sicuro per la salute. Per molto tempo è stato utilizzato sotto forma di polvere molto sottile in molte creme solari per la sua capacità di assorbire la radiazione ultravioletta.
Ma adesso si preferisce
utilizzare nanoparticelle di titanio perchè queste, al contrario della
polvere, non lasciano sulla pelle la patina bianca caratteristica delle
vecchie creme solari. Il sospetto dei ricercatori è però che su scala
molto piccola le proprietà di un materiale possono cambiare, al punto
che le nanoparticelle possono inoltre muoversi in modo diverso
nell'organismo e perfino riuscire a superare la barriera ematoencefalica
ed entrare nel cervello. Molti ritengono perciò che le nanoparticelle
debbano essere analizzate come se ci si trovasse di fronte a composti
chimici completamente
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