“Come Comitato scientifico dell’Associazione Unitask (Pazienti con
Sindrome di Klinefelter - XXY - e familiari), riteniamo che il titolo
del film di Lucia Puenzo, “XXY, Uomini, Donne o tutti e due?”, che sarà
nelle nostre sale dal 22 giugno, costituisca una grave distorsione della
realtà clinica della Sindrome di Klinefelter (KS) ponendo una relazione
di causa ed effetto tra le due condizioni assolutamente inesistente sul
piano biologico e pericolossissima sul piano psicologico per i pazienti
ed i loro familiari, ma soprattutto per gli adolescenti e le mamme in
gravidanza con diagnosi prenatale di feto XXY.
Ma per capire bene questa critica gli autori dell’articolo, giustamente,
puntualizzato le caratteristiche della sindrome di Klinefelter e
dell’Ermafroditismo”
La Sindrome di Klinefelter è stata descritta per la prima
volta nel 1942 come un disordine endocrino caratterizzato da testicoli
piccoli e di consistenza aumentata, ginecomastia, ipogonadismo ed
elevate concentrazioni di FSH. Quasi 20 anni dopo, nel 1959 è stata
identificata l’anomalia cromosomica alla base della patologia. Si tratta
di un’aneuploidia cromosomica (alterazione del numero dei cromosomi) con
fenotipo maschile, dovuta ad una non-disgiunzione cromosomica con una
incidenza alla nascita di circa 1:500 maschi.
Risulta essere la forma più comune di ipogonadismo maschile e di
aneuploidia cromosomica. Nell’80% dei casi la condizione clinica è
dovuta ad un cariotipo 47,XXY, mentre il restante 20% ad aneuploidie
superiori o a mosaicismi (48,XXXY, 48,XXYY, 46,XY/47,XXY). Probabilmente
la vera frequenza dei mosaicismi è sottostimata in quanto potrebbe
essere presente solo nel testicolo mentre i linfociti presentano un
cariotipo normale.
Il fenotipo di questi pazienti è estremamente variabile, ma spesso
talmente normale che il 64% non viene diagnosticato, solo il 10% ha una
diagnosi prenatale ed 26% viene individuato per condizioni di
ipogonadismo durante l’infanzia o infertilità nell’età adulta.
E’ stato dimostrato che nella gonade fetale umana XXY, si trova un
normale corredo di cellule germinali primordiali, di cellule di Sertoli,
che producono l’ormone antimülleriano (AMH) responsabile dell’inibizione
dello sviluppo dei dotti di Müller che costituiscono l’abbozzo delle
strutture genitali femminili, e le cellule di Leydig che producono
regolarmente il testosterone (T) responsabile, insieme al
diidrotetstosterone (DHT), dello sviluppo dei dotti di Wolff che
costituiscono l’abbozzo dei genitali maschili.
I tubuli seminiferi e le cellule di Sertoli persistono almeno fino alla
pubertà, le cellule germinali vanno incontro ad un diffuso processo
apoptotico (morte programmata della cellula), risultandone la
distruzione del tubulo e la conseguente ialinizzazione.
Parallele sono le alterazioni endocrine: l’aumento delle gonadotropine e
della risposta di queste al GnRH test; riduzione del testosterone e
dell’inibina B con ridotta risposta del testicolo allo stimolo con hCG.
Molti autori hanno comunque osservato, in una percentuale di circa il
50% di adolescenti e giovani adulti con KS, livelli di testosterone nel
range di normalità.
In adolescenza e dopo la pubertà la Sindrome di Klinefelter è
caratterizzata dalla presenza di testicoli piccoli e di consistenza
aumentata ed eventualmente segni di ipoandrogenismo.
Dopo i 25 anni circa il 70% dei pazienti sperimenta una riduzione della
libido con disfunzione erettile di vario grado. La barba sembra
comparire in circa 1/5 dei pazienti. Osteoporosi e riduzione della forza
muscolare sono la conseguenza del deficit androgenico. Le vene varicose,
la patologia tromboembolica è abbastanza comune, colpisce circa 1/3 dei
pazienti e sarebbe causata da una ridotta fibrinolisi conseguente al
deficit androgenico. Sono stati descritti con frequenza anche obesità,
ridotta tolleranza al glucosio e franco diabete.
Oltre a ciò in circa il 35% dei casi è possibile rilevare una
ginecomastia (sviluppo della ghiandola mammaria in soggetti maschi) di
grado variabile.
Molti pazienti vengono identificati fra quelli azoospermici che si
presentano per infertilità.
Lo spermiogramma dei pazienti con KS è quasi costantemente azoospermico
e molto rari sono i casi di paternità spontanea.
Gli aspetti cognitivi non riflettono una generale riduzione delle
abilità intellettuali, ma deficit in settori intellettivi molto
specifici come il linguaggio ed alcune funzioni esecutive
(pianificazione, tempo di risposta, risoluzione di alcuni problemi). I
primi studi sulla KS sembravano evidenziare un aumentata incidenza di
disturbi psichiatrici, ritardo mentale e comportamenti criminali, ma
tali dati non sono stati confermati dalla letteratura più recente.
Condizione clinica completamente diversa è l’ermafroditismo
(dal greco: hermaphróditos, nome del figlio di Mercurio [Hermheês] e
Venere [Aphroditēs] che ottenne di fondersi nel corpo della ninfa
Salace) di cui si parla nel film della Puenzo, che si caratterizza per
la presenza nello stesso individuo di tessuto gonadico maschile e
femminile: ovaio da un lato e testicolo dall’altro, oppure coesistenza
nella stessa struttura gonadico sia di tessuto testicolare che ovario (ovotestis).
In questi casi si determina, in epoca fetale un’importante alterazione
degli ormoni AMH, T e DHT che non permettono il corretto sviluppo degli
organi genitali. Pertanto, l’individuo geneticamente maschio (XY),
presenta un fenotipo di tipo femminile.
Perché siamo contro
Queste brevi considerazioni permettono di chiarire la completa
incongruenza di quanto proposto nel titolo del film, tanto più grave e
lesivo della dignità e della caratterizzazione del paziente con Sindrome
di Klinefelter, in quanto la regista, nelle interviste riportate si
riferisce ad una documentazione di carattere medico-scientifico per la
quale afferma che “…L'intersessualità (nome con cui si conosce la
sindrome di Klinefelter) è una presunta anomalia genetica per cui i geni
maschili (XY) e quelli femminili (XX) si combinano dando luogo alla
formazione contemporanea di organi sessuali esterni dei due sessi nella
stessa persona ...”.
Prof. Antonio F. Radicioni (Consulente endocrinologo ed andrologo
Comitato scientifico Unitask)
e-mail: antonio.radicioni@uniroma1.it
Dott.ssa. Marina Baldi (Genetista - Presidente Comitato scientifico
Unitask)
e-mail:
marinabaldi@consultoriogenetica.it
Prof. Antonio F. Radicioni,
Dott.ssa. Marina Baldi
Prof. Lamberto Coppola
(Fisiopatologo della Riproduzione Umana . Comitato scientifico Unitask)
- e-mail:
coppola@centrotecnomed.it
Prof. Luigi Tarani
(Pediatra. Comitato scientifico Unitask)