Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

del 18/06/2007

 

Pazienti klinefelter contrari e critici verso il film di Lucia Puenzo: “XXY. Uomini, Donne o tutti e due?”


Prof. Antonio F. Radicioni, Dott.ssa. Marina Baldi

“Come Comitato scientifico dell’Associazione Unitask (Pazienti con Sindrome di Klinefelter - XXY - e familiari), riteniamo che il titolo del film di Lucia Puenzo, “XXY, Uomini, Donne o tutti e due?”, che sarà nelle nostre sale dal 22 giugno, costituisca una grave distorsione della realtà clinica della Sindrome di Klinefelter (KS) ponendo una relazione di causa ed effetto tra le due condizioni assolutamente inesistente sul piano biologico e pericolossissima sul piano psicologico per i pazienti ed i loro familiari, ma soprattutto per gli adolescenti e le mamme in gravidanza con diagnosi prenatale di feto XXY.
Ma per capire bene questa critica gli autori dell’articolo, giustamente, puntualizzato le caratteristiche della sindrome di Klinefelter e dell’Ermafroditismo”

La Sindrome di Klinefelter è stata descritta per la prima volta nel 1942 come un disordine endocrino caratterizzato da testicoli piccoli e di consistenza aumentata, ginecomastia, ipogonadismo ed elevate concentrazioni di FSH. Quasi 20 anni dopo, nel 1959 è stata identificata l’anomalia cromosomica alla base della patologia. Si tratta di un’aneuploidia cromosomica (alterazione del numero dei cromosomi) con fenotipo maschile, dovuta ad una non-disgiunzione cromosomica con una incidenza alla nascita di circa 1:500 maschi.
Risulta essere la forma più comune di ipogonadismo maschile e di aneuploidia cromosomica. Nell’80% dei casi la condizione clinica è dovuta ad un cariotipo 47,XXY, mentre il restante 20% ad aneuploidie superiori o a mosaicismi (48,XXXY, 48,XXYY, 46,XY/47,XXY). Probabilmente la vera frequenza dei mosaicismi è sottostimata in quanto potrebbe essere presente solo nel testicolo mentre i linfociti presentano un cariotipo normale.

Il fenotipo di questi pazienti è estremamente variabile, ma spesso talmente normale che il 64% non viene diagnosticato, solo il 10% ha una diagnosi prenatale ed 26% viene individuato per condizioni di ipogonadismo durante l’infanzia o infertilità nell’età adulta.

E’ stato dimostrato che nella gonade fetale umana XXY, si trova un normale corredo di cellule germinali primordiali, di cellule di Sertoli, che producono l’ormone antimülleriano (AMH) responsabile dell’inibizione dello sviluppo dei dotti di Müller che costituiscono l’abbozzo delle strutture genitali femminili, e le cellule di Leydig che producono regolarmente il testosterone (T) responsabile, insieme al diidrotetstosterone (DHT), dello sviluppo dei dotti di Wolff che costituiscono l’abbozzo dei genitali maschili.
I tubuli seminiferi e le cellule di Sertoli persistono almeno fino alla pubertà, le cellule germinali vanno incontro ad un diffuso processo apoptotico (morte programmata della cellula), risultandone la distruzione del tubulo e la conseguente ialinizzazione.

Parallele sono le alterazioni endocrine: l’aumento delle gonadotropine e della risposta di queste al GnRH test; riduzione del testosterone e dell’inibina B con ridotta risposta del testicolo allo stimolo con hCG. Molti autori hanno comunque osservato, in una percentuale di circa il 50% di adolescenti e giovani adulti con KS, livelli di testosterone nel range di normalità.

In adolescenza e dopo la pubertà la Sindrome di Klinefelter è caratterizzata dalla presenza di testicoli piccoli e di consistenza aumentata ed eventualmente segni di ipoandrogenismo.
Dopo i 25 anni circa il 70% dei pazienti sperimenta una riduzione della libido con disfunzione erettile di vario grado. La barba sembra comparire in circa 1/5 dei pazienti. Osteoporosi e riduzione della forza muscolare sono la conseguenza del deficit androgenico. Le vene varicose, la patologia tromboembolica è abbastanza comune, colpisce circa 1/3 dei pazienti e sarebbe causata da una ridotta fibrinolisi conseguente al deficit androgenico. Sono stati descritti con frequenza anche obesità, ridotta tolleranza al glucosio e franco diabete.

Oltre a ciò in circa il 35% dei casi è possibile rilevare una ginecomastia (sviluppo della ghiandola mammaria in soggetti maschi) di grado variabile.
Molti pazienti vengono identificati fra quelli azoospermici che si presentano per infertilità.
Lo spermiogramma dei pazienti con KS è quasi costantemente azoospermico e molto rari sono i casi di paternità spontanea.

Gli aspetti cognitivi non riflettono una generale riduzione delle abilità intellettuali, ma deficit in settori intellettivi molto specifici come il linguaggio ed alcune funzioni esecutive (pianificazione, tempo di risposta, risoluzione di alcuni problemi). I primi studi sulla KS sembravano evidenziare un aumentata incidenza di disturbi psichiatrici, ritardo mentale e comportamenti criminali, ma tali dati non sono stati confermati dalla letteratura più recente.

Condizione clinica completamente diversa è l’ermafroditismo (dal greco: hermaphróditos, nome del figlio di Mercurio [Hermheês] e Venere [Aphroditēs] che ottenne di fondersi nel corpo della ninfa Salace) di cui si parla nel film della Puenzo, che si caratterizza per la presenza nello stesso individuo di tessuto gonadico maschile e femminile: ovaio da un lato e testicolo dall’altro, oppure coesistenza nella stessa struttura gonadico sia di tessuto testicolare che ovario (ovotestis). In questi casi si determina, in epoca fetale un’importante alterazione degli ormoni AMH, T e DHT che non permettono il corretto sviluppo degli organi genitali. Pertanto, l’individuo geneticamente maschio (XY), presenta un fenotipo di tipo femminile.

Perché siamo contro
Queste brevi considerazioni permettono di chiarire la completa incongruenza di quanto proposto nel titolo del film, tanto più grave e lesivo della dignità e della caratterizzazione del paziente con Sindrome di Klinefelter, in quanto la regista, nelle interviste riportate si riferisce ad una documentazione di carattere medico-scientifico per la quale afferma che “…L'intersessualità (nome con cui si conosce la sindrome di Klinefelter) è una presunta anomalia genetica per cui i geni maschili (XY) e quelli femminili (XX) si combinano dando luogo alla formazione contemporanea di organi sessuali esterni dei due sessi nella stessa persona ...”.


Prof. Antonio F. Radicioni (Consulente endocrinologo ed andrologo Comitato scientifico Unitask)
e-mail: antonio.radicioni@uniroma1.it

Dott.ssa. Marina Baldi (Genetista - Presidente Comitato scientifico Unitask)
e-mail: marinabaldi@consultoriogenetica.it

 

Prof. Antonio F. Radicioni,
 

Dott.ssa. Marina Baldi

 

Prof. Lamberto Coppola

(Fisiopatologo della Riproduzione Umana . Comitato scientifico Unitask) - e-mail: coppola@centrotecnomed.it
 

Prof. Luigi Tarani

(Pediatra. Comitato scientifico Unitask)
 


 






  

 


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