Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

del 27/06/2007

 

Modello clinico semeiotico-biofisico di prevenzione primaria del cancro del seno


Dott. Sergio Stagnaro, MD dottsergio@semeioticabiofisica.it

“Il momento più alto raggiunto dall’umanità è che noi non sentiamo più il bisogno di avere sempre paura delle bestie feroci, dei barbari, degli dei e dei nostri sogni”
(Nietzsche, Aurora, frammento 5)


In una mia Lettera Aperta, indirizzata all’allora Ministro della Salute, Prof. Gerolamo Sirchia, rimasta senza risposta, ormai in rete in numerosi siti, incluso www.semeioticabiofisica.it  (Chiedere a Google.com) illustravo il modello semeiotico-biofisico di prevenzione primaria del cancro del seno, sia nelle donne sia negli uomini. La prevenzione primaria “clinica” da me suggerita, attuata personalmente da oltre 5 anni in individui razionalmente selezionati, rivelatasi utile ovviamente anche in tutti i tumori maligni, solidi e liquidi, è caratterizzata dalla facile e rapida applicazione su vastissima scala, dal risparmio di danaro pubblico e privato, dall’eliminazione completa di ore lavorative perdute inutilmente e, fatto da non sottovalutare mai, dalla eliminazione di stati ansiosi ingiustificati, vissuti oggigiorno da molti individui e loro familiari, che ignorano di essere privi di Terreno Oncologico e/o di “reale rischio” di tumore, nel caso specifico, nella mammella.


La Semeiotica Biofisica e le sue pratiche applicazioni sono purtroppo ignorate, particolarmente dagli oncologi italiani, il cui atteggiamento è sorprendentemente contrario a quanto raccomandano le stesse Competenti Autorità Europee (V. Avanti).


In realtà, lo screening del cancro non coincide affatto con la prevenzione primaria del tumore maligno: tutti i SSN, in Italia e nel mondo, hanno condotto e conducono con spese notevoli “limitati, incompleti” e quindi poco efficaci screening per il cancro della mammella, ma mai una vera campagna di prevenzione primaria sulla popolazione intera, maschile e femminile, nei casi di positività del Terreno Oncologico e dello specifico Reale Rischio mammario, tenendo in considerazione che anche il sesso maschile può essere colpito dal cancro del seno.
In realtà, per poter realizzare con successo una prevenzione primaria di un tumore tra i più diffusi e causa di elevata mortalità e sofferenza, i medici e le competenti autorità sanitarie, devono conoscere la costituzione oncologica, cioè il Terreno Oncologico, ed il Reale Rischio Oncologico (1, 2) fondamentale nella Single Patient Based Medicine, come raccomandano le Competent Authorities nella “Planning for the EU Public Health Portal”, nel sito Europe Health Care Alliance, a questa URL:

http://europa.eu.int/comm/health/ph_information/docume

nts/ev_20030710_co01_en.pdf.
La mia lunga esperienza clinica di 51 aa. mi permette di affermare che la prevenzione primaria del cancro del seno deve inevitabilmente essere preceduta dalla razionale selezione di “tutti” gli individui, di entrambi i sessi, colpiti dal Terreno Oncologico “e” dal Reale Rischio Oncologico in un quadrante mammario (o più), facilmente riconoscibili e passibili di quantificazione con la Semeiotica Biofisica. Infatti, l’assenza del Reale Rischio Oncologico nella mammella, in un soggetto magari portatore di Terreno Oncologico, esclude al di là di ogni dubbio la possibilità d’insorgenza del cancro del seno (1, 2).


Da sempre condivido completamente il pensiero di uno dei pochi veri clinici del secolo scorso: “E’ difficile rimuovere metodi perfettamente organizzati, dalla lunga tradizione, sostenuti da nomi anche illustri, basati su un corredo dottrinario elegante ma errato; forte sotto l’aspetto politico, economico, organizzativo, finanziario, pseudosociale. Osiamo affrontare l’immane problema, più che nella convinzione di riuscire e risolvere, per non sentirci in colpa verso noi stessi”. (Luigi Di Bella: “Cancro: siamo sulla strada giusta?”. Edizioni Travel Factory Srl – Roma, 2001)


L’attuazione di questa originale prevenzione primaria del cancro del seno, sicuramente non dispendiosa ed interessante “tutti” i cittadini a rischio reale oncologico, richiede l’attiva partecipazione dei Medici di Medicina Generale, il cui ruolo pertanto è di primaria importanza.
Le tappe di questa prevenzione possono essere, in linea generale, stabilite come segue, in attesa ovviamente del contributo definitivo delle autorità specializzate in questo tipo di operazioni riguardanti la salute, e dei comitati etici (alla eventuale prevedibile obiezione riguardante la “discriminazione” dei cittadini positivi per il Terreno Oncologico, io, ex-portatore di costituzione oncologica, pongo la domanda: Che senso ha spendere ingenti somme di denaro in ricerche sul codice genetico e sulle mutazioni del “solo” DNA nucleare, nell’oblio di quelle del mit-DNA, in un limitato numero di individui, alla luce di siffatta sospetta emarginazione?).


Ecco di seguito, in concreto, come realizzare la prevenzione primaria del cancro del seno:
1) In una città, Provincia o Regione, devono innanzitutto essere selezionati gli individui con Terreno Oncologico “e” con Reale Rischio Oncologico mammario, rapidamente e facilmente quantificati, fornendo loro un apposito documento contenente i dati semeiotico-biofisici da utilizzare nei successivi controlli. Questi individui, resi completamente consapevoli dei significati, delle cause e dei fini della prevenzione, sono arruolati nella campagna di prevenzione primaria organizzata e diretta tramite le locali ASLs;
2) Tutti i soggetti razionalmente arruolati nella prevenzione sono quindi sottoposti alle misure preventive sia dietetiche, intendendo la dieta in senso etimologico, sia terapeutiche, somministrate in dosi personalizzate. Nella prevenzione da me condotta è utilizzata sempre la Melatonina-Coniugata – compresse da 2 mgr – generalmente alla dose di due cpr al momento di coricarsi, eventualmente associata a cicli di applicazioni personalizzate di NIR-LED (near infra red, light emitting diode) ottenendo ottimi risultati.
3) Il primo controllo “clinico” da parte del curante è consigliabile che sia eseguito entro la terza settimana di terapia al fine di accertare la “scomparsa” della citopatologia mitocondriale alla base della costituzione oncologica, e, in successione, del Terreno Oncologico ed infine del Reale Rischio Oncologico.
4) Praticamente scomparsi gli eventi biologico-molecolari e microcircolatori iniziali, cioè raggiunta una ottimale ossigenazione tessutale, continuerà il monitoraggio terapeutico, attuato ogni mese per tre mesi successivi, e poi in caso di successo ogni sei mesi, registrando naturalmente l’incidenza di tumore al seno nella popolazione trattata e non.
5) Dopo 5 o più anni, potrà essere accertata l’efficacia della prevenzione primaria così instaurata, i cui benefici (riduzione significativa dell’incidenza del cancro del seno) chiaramente vanno tenuti sotto rigido controllo a partire dal suo inizio.

Prima di concludere desidero ricordare ai Lettori che “il momento più alto raggiunto dall’umanità è che noi non sentiamo più il bisogno di avere sempre paura delle bestie feroci, dei barbari, degli dei e dei nostri sogni”(Nietzsche, Aurora, frammento 5).
Personalmente sono certo che l’uomo, grazie alle potenzialità a sua disposizione nella lotta al tumore maligno, se lo vuole con tutte le sue forze, è ancora in tempo per non procedere oltre nei pericolosi “Holzwege” su cui è incamminato, e ritornare con decisione al sentiero, luminoso e ricco di speranza, in direzione della Sofia greco-giudaica-aramaica, l’altro nome dell’Amore.
“Quanto manca alla vetta?” . “Non ci pensare e cammina”.


Certamente, una volta raggiunta la vetta, non saremo ancora in grado di vedere da lassù la Verità-Amore, secondo l’ammonizione dell’Ecclesiaste. Tuttavia, è altrettanto umanamente sicuro, che “Sisifo” si sentirà in armonia con la propria coscienza, voce dell’Eterno, con i suoi simili, con l’Universo intero e sarà finalmente “felice”.


 






  

 


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