“Il momento più alto raggiunto dall’umanità è che noi non sentiamo
più il bisogno di avere sempre paura delle bestie feroci, dei barbari,
degli dei e dei nostri sogni”
(Nietzsche, Aurora, frammento 5)
In
una mia Lettera Aperta, indirizzata all’allora Ministro della Salute,
Prof. Gerolamo Sirchia, rimasta senza risposta, ormai in rete in
numerosi siti, incluso www.semeioticabiofisica.it (Chiedere a Google.com)
illustravo il modello semeiotico-biofisico di prevenzione primaria del
cancro del seno, sia nelle donne sia negli uomini. La prevenzione
primaria “clinica” da me suggerita, attuata personalmente da oltre 5
anni in individui razionalmente selezionati, rivelatasi utile ovviamente
anche in tutti i tumori maligni, solidi e liquidi, è caratterizzata
dalla facile e rapida applicazione su vastissima scala, dal risparmio di
danaro pubblico e privato, dall’eliminazione completa di ore lavorative
perdute inutilmente e, fatto da non sottovalutare mai, dalla
eliminazione di stati ansiosi ingiustificati, vissuti oggigiorno da
molti individui e loro familiari, che ignorano di essere privi di
Terreno Oncologico e/o di “reale rischio” di tumore, nel caso specifico,
nella mammella.
La Semeiotica Biofisica e le sue pratiche applicazioni sono purtroppo
ignorate, particolarmente dagli oncologi italiani, il cui atteggiamento
è sorprendentemente contrario a quanto raccomandano le stesse Competenti
Autorità Europee (V. Avanti).
In realtà, lo screening del cancro non coincide affatto con la
prevenzione primaria del tumore maligno: tutti i SSN, in Italia e nel
mondo, hanno condotto e conducono con spese notevoli “limitati,
incompleti” e quindi poco efficaci screening per il cancro della
mammella, ma mai una vera campagna di prevenzione primaria sulla
popolazione intera, maschile e femminile, nei casi di positività del
Terreno Oncologico e dello specifico Reale Rischio mammario, tenendo in
considerazione che anche il sesso maschile può essere colpito dal cancro
del seno.
In realtà, per poter realizzare con successo una prevenzione primaria di
un tumore tra i più diffusi e causa di elevata mortalità e sofferenza, i
medici e le competenti autorità sanitarie, devono conoscere la
costituzione oncologica, cioè il Terreno Oncologico, ed il Reale Rischio
Oncologico (1, 2) fondamentale nella Single Patient Based Medicine, come
raccomandano le Competent Authorities nella “Planning for the EU Public
Health Portal”, nel sito Europe Health Care Alliance, a questa URL:
http://europa.eu.int/comm/health/ph_information/docume
nts/ev_20030710_co01_en.pdf.
La mia lunga esperienza clinica di 51 aa. mi permette di affermare che
la prevenzione primaria del cancro del seno deve inevitabilmente essere
preceduta dalla razionale selezione di “tutti” gli individui, di
entrambi i sessi, colpiti dal Terreno Oncologico “e” dal Reale Rischio
Oncologico in un quadrante mammario (o più), facilmente riconoscibili e
passibili di quantificazione con la Semeiotica Biofisica. Infatti,
l’assenza del Reale Rischio Oncologico nella mammella, in un soggetto
magari portatore di Terreno Oncologico, esclude al di là di ogni dubbio
la possibilità d’insorgenza del cancro del seno (1, 2).
Da sempre condivido completamente il pensiero di uno dei pochi veri
clinici del secolo scorso: “E’ difficile rimuovere metodi perfettamente
organizzati, dalla lunga tradizione, sostenuti da nomi anche illustri,
basati su un corredo dottrinario elegante ma errato; forte sotto
l’aspetto politico, economico, organizzativo, finanziario, pseudosociale.
Osiamo affrontare l’immane problema, più che nella convinzione di
riuscire e risolvere, per non sentirci in colpa verso noi stessi”.
(Luigi Di Bella: “Cancro: siamo sulla strada giusta?”. Edizioni Travel
Factory Srl – Roma, 2001)
L’attuazione di questa originale prevenzione primaria del cancro del
seno, sicuramente non dispendiosa ed interessante “tutti” i cittadini a
rischio reale oncologico, richiede l’attiva partecipazione dei Medici di
Medicina Generale, il cui ruolo pertanto è di primaria importanza.
Le tappe di questa prevenzione possono essere, in linea generale,
stabilite come segue, in attesa ovviamente del contributo definitivo
delle autorità specializzate in questo tipo di operazioni riguardanti la
salute, e dei comitati etici (alla eventuale prevedibile obiezione
riguardante la “discriminazione” dei cittadini positivi per il Terreno
Oncologico, io, ex-portatore di costituzione oncologica, pongo la
domanda: Che senso ha spendere ingenti somme di denaro in ricerche sul
codice genetico e sulle mutazioni del “solo” DNA nucleare, nell’oblio di
quelle del mit-DNA, in un limitato numero di individui, alla luce di
siffatta sospetta emarginazione?).
Ecco di seguito, in concreto, come realizzare la prevenzione primaria
del cancro del seno:
1) In una città, Provincia o Regione, devono innanzitutto essere
selezionati gli individui con Terreno Oncologico “e” con Reale Rischio
Oncologico mammario, rapidamente e facilmente quantificati, fornendo
loro un apposito documento contenente i dati semeiotico-biofisici da
utilizzare nei successivi controlli. Questi individui, resi
completamente consapevoli dei significati, delle cause e dei fini della
prevenzione, sono arruolati nella campagna di prevenzione primaria
organizzata e diretta tramite le locali ASLs;
2) Tutti i soggetti razionalmente arruolati nella prevenzione sono
quindi sottoposti alle misure preventive sia dietetiche, intendendo la
dieta in senso etimologico, sia terapeutiche, somministrate in dosi
personalizzate. Nella prevenzione da me condotta è utilizzata sempre la
Melatonina-Coniugata – compresse da 2 mgr – generalmente alla dose di
due cpr al momento di coricarsi, eventualmente associata a cicli di
applicazioni personalizzate di NIR-LED (near infra red, light emitting
diode) ottenendo ottimi risultati.
3) Il primo controllo “clinico” da parte del curante è consigliabile che
sia eseguito entro la terza settimana di terapia al fine di accertare la
“scomparsa” della citopatologia mitocondriale alla base della
costituzione oncologica, e, in successione, del Terreno Oncologico ed
infine del Reale Rischio Oncologico.
4) Praticamente scomparsi gli eventi biologico-molecolari e
microcircolatori iniziali, cioè raggiunta una ottimale ossigenazione
tessutale, continuerà il monitoraggio terapeutico, attuato ogni mese per
tre mesi successivi, e poi in caso di successo ogni sei mesi,
registrando naturalmente l’incidenza di tumore al seno nella popolazione
trattata e non.
5) Dopo 5 o più anni, potrà essere accertata l’efficacia della
prevenzione primaria così instaurata, i cui benefici (riduzione
significativa dell’incidenza del cancro del seno) chiaramente vanno
tenuti sotto rigido controllo a partire dal suo inizio.
Prima di concludere desidero ricordare ai Lettori che “il momento più
alto raggiunto dall’umanità è che noi non sentiamo più il bisogno di
avere sempre paura delle bestie feroci, dei barbari, degli dei e dei
nostri sogni”(Nietzsche, Aurora, frammento 5).
Personalmente sono certo che l’uomo, grazie alle potenzialità a sua
disposizione nella lotta al tumore maligno, se lo vuole con tutte le sue
forze, è ancora in tempo per non procedere oltre nei pericolosi
“Holzwege” su cui è incamminato, e ritornare con decisione al sentiero,
luminoso e ricco di speranza, in direzione della Sofia
greco-giudaica-aramaica, l’altro nome dell’Amore.
“Quanto manca alla vetta?” . “Non ci pensare e cammina”.
Certamente, una volta raggiunta la vetta, non saremo ancora in grado di
vedere da lassù la Verità-Amore, secondo l’ammonizione dell’Ecclesiaste.
Tuttavia, è altrettanto umanamente sicuro, che “Sisifo” si sentirà in
armonia con la propria coscienza, voce dell’Eterno, con i suoi simili,
con l’Universo intero e sarà finalmente “felice”.