Nell’ultimo decennio sono stati pubblicati numerosi studi riguardanti
l’azione di agenti chimici, contenuti nell’ambiente ed in alcuni
alimenti, che si comportano come estrogeni endogeni sulle cellule
bersaglio (mammella, utero, endometrio, salpingi, ovaie nella donna,
testicoli e prostata nell’uomo, ecc). Tali sostanze, chiamate
xenoestrogeni*, ampiamente rappresentate nei pesticidi e in altri vari
prodotti industriali, includono diossine che si accumulano nel tessuto
adiposo degli animali e dell’uomo ed impiegano centinaia di anni per
essere rese biologicamente inattive.
La sovraesposizione a tali sostanze potrebbe spiegare il progressivo
aumento di malattie ormono-correlate, che rivestono oggi un ruolo molto
più importante rispetto al passato. Le malattie ormono-correlate sono
rappresentate da tumori tipicamente femminili (tumore della mammella e
tumore dell’endometrio) che sono altamente sensibili ai livelli di
estrogeni. Tra le malattie ormono-correlate possiamo inoltre includere
l’endometriosi: numerosi studi hanno infatti dimostrato il ruolo degli
estrogeni nella crescita del tessuto endometriale eutopico ed ectopico.
Oggi il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente tra
le donne. L'incidenza annuale è aumentata del 55% tra il 1950 e il 1991,
raggiungendo i 110 casi ogni 100.000 donne nel periodo 1987-1991.
Negli ultimi decenni si è inoltre osservato un aumento del numero di
casi ed un abbassamento dell’età di incidenza per il carcinoma dell’endometrio.
Nell’ultimo ventennio il carcinoma dell’endometrio è diventato la
neoplasia pelvica piú frequente nella donna. Secondo uno studio
epidemiologico pubblicato da Parazzini e collaboratori nel 1991, si
stima che ogni anno in Italia si verifichino circa 5.000 nuovi casi di
carcinoma dell’endometrio, corrispondenti a circa il 15% di tutte le
neoplasie. Pur essendo una malattia tipica della postmenopausa, il 25%
dei casi si verifica nelle donne in età premenopausale, e il 2% in donne
con meno di 40 anni.
Anche l’incidenza di endometriosi risulta in aumento. Secondo le
statistiche di Guo e Wang, pubblicate nel 2006, l’endometriosi oggi è
diventata una delle malattie invalidanti e socialmente rilevanti che
colpiscono la donna di età compresa fra 20 e 40 anni, interessando il
15% delle donne in età fertile e il 50% donne delle infertili in tutto
il mondo industrializzato. L’eziopatogenesi dell’endometriosi è ancora
oggi oscura ma si ritiene che un ruolo importante sia giocato dagli
xenostrogeni. In animali da esperimento infatti la somministrazione di
xenoestrogeni determina l’insorgenza di endometriosi. E’ difficile
tuttavia raggiungere risultati definitivi nell’uomo e spesso gli
interessi scientifici sono puntati soprattutto sull’azione mutagena
delle tossine, ovvero sul loro ruolo nell’insorgenza dei tumori.
Inoltre, gli xenoestrogeni colpiscono anche gli uomini e forse questo
può in parte spiegare l’aumento dell’infertilità maschile.
Un “fil rouge” ormonale di potenziamento estrogenico lega quindi
endometriosi, carcinoma della mammella, carcinoma dell’endometrio ed
infertilità maschile.
Mentre la ricerca scientifica si sta impegnando a chiarire l’influenza
degli xenoestrogeni sull’equilibrio ormonale, la ricerca in campo
industriale dovrà essere rivolta al tentativo di eliminazione di tali
sostanze dall’alimentazione e dall’ambiente.
*Xenoestrogeni
Gli xenoestrogeni si trovano nelle seguenti sostanze:
- DDT: il percorso del DDT parte dagli Stati Uniti che lo inviano nei
paesi del terzo mondo i quali lo usano nelle coltivazioni vegetali. La
produzione agricola di questi paesi viene inviata nei supermercati dei
paesi occidentali
- Nonylphenolo:contenuto nei detersivi industriali, insetticidi, e
prodotti di cura personali
- Bisphenolo: ceduto dalle bottiglie di plastica, dalle bottiglie di
polycarbonato e dai contenitori di plastica. E’ inoltre presente nei
cibi inscatolati
- Alkylphenolo: prodotto di degradazione di detersivi
- Carne di Manzo, Pollo e Maiale: gli xenoestrogeni vengono usati
normalmente per ingrassare gli animali e farli crescere rapidamente,
oltre per determinare in loro una ritenzione idrica ed aumentarne il
peso.
- Paraben Metile: in Lozioni e Gel cosmetici. Quando somministrato
oralmente il paraben metile viene inattivato ma la sua somministrazione
per via transcutanea comporta una stimolazione simil-estrogenica sull’endometrio
- Atrazina: diserbante
- Benzophenone-3, homosalate 4-metile-benzylidene,
octyl-methoxycinnamate ed octyl-dimetile-PABA: presenti nei protettori
solari, rossetti e cosmetica facciale