Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

del 28/06/2007

 

Allarme dei medici per il caldo in questi giorni


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Termometro impazzito. Un rischio in più e un luogo comune in meno. Almeno per gli anziani. “Rappresenta un rischio – dice il professore Giovanni Mathieu, presidente della FADOI, Federazione Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti - il passaggio repentino dal caldo torrido alla temperatura più mite di questi giorni e di nuovo al caldo torrido come annunciano le previsioni. Un rischio perché nelle persone anziane i meccanismi di regolazione dell’organismo funzionano in modo non corretto, come nel giovane, a partire da quello della termoregolazione. In pratica l’anziano ha più difficoltà ad adattarsi ai mutamenti climatici repentini: questo vale per il caldo ma anche per il freddo”.

 

Che fare? Il professore Giovanni Mathieu dà alcuni consigli: “Approfittare della diminuzione, anche se temporanea, del caldo per uscire di casa a fare una passeggiata, non c’è bisogno di andare nel bosco, basta anche raggiungere il vicino giornalaio. Stare chiusi in casa tutto il giorno è un accorgimento corretto solamente nelle ore più calde altrimenti si sfiora la ‘depressione da arresti domiciliari’. Bisogna bere molta acqua, è un consiglio ben noto ma l’acqua da sola non basta. Il sudore si porta via i sali minerali quindi bisogna mangiare tanta frutta e tanta verdura che contengono sali di potassio e di magnesio. E’opportuno mettere un poco di sale da cucina in più nelle pietanze, senza abbondare per via della pressione”.


“Cade un luogo comune - aggiunge Mathieu al vertice degli Internisti che sono i primi medici in questi giorni a rendersi conto in corsia dei danni del caldo – quello che vuole che le persone grasse siano più danneggiate dal caldo rispetto a quelle magre. E’ esattamente l’opposto. Il tessuto adiposo, infatti, compie un’azione di coibentazione e cioè protegge dal calore. L’alta temperatura, come è noto, può provocare una disidratazione se non si beve a sufficienza e se non si assumono sali minerali. Nelle persone magre, meno protette dal caldo, è più alto il rischio di un danno ai reni, questo per una ridotta perfusione che può danneggiare i reni stessi. E’ anche più alta la probabilità di un accumulo di farmaci nel sangue e negli organi specie negli anziani che assumono più medicine dei giovani”.

 






  

 


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