La Biologia sino ad ora
ha concentrato la sua attenzione sugli aspetti strutturali e chimici,
che però non spiegano tutto riguardo al funzionamento dell’organismo:
umano in particolare.
Le reazioni chimiche/biochimiche avvengono in sequenza, ordinate secondo
spazio e tempo, con incontri di molecole selezionate in grado di
trovarsi l’una con l’altra in un tempo molto breve e senza alcun errore.
Questo fenomeno ha luogo secondo specifici codici di riconoscimento
reciproco e richiede una distanza molto ravvicinata poiché le reazioni
chimiche hanno un corto raggio di azione, circa il diametro di un paio
di molecole [sugli 0,000000001 millimetri]: i partner necessari agli
scambi informativi di una certa molecola all’interno di un dato codice
biochimico potrebbero non essere a stretto contatto con essa nel momento
dell’incontro/collegamento necessario.
Si deve pertanto identificare uno specifico agente fisico capace di
coprire ‘in rete’/web vaste regioni dell’organismo e di riconoscere al
loro interno molecole specifiche, permettendo alle molecole stesse,
partendo da distanze dell’ordine delle decine di Angrstrom (centimilionesimo
di centimetro), di giungere a colpo sicuro nel punto giusto al momento
giusto per l’incontro di tipo chimico.
Nell’ambito della fisica quantistica l’unico candidato per questo ruolo
è il campo elettromagnetico, che è in grado di interagire con le
molecole, di operare a grandi distanze e di muoversi alla velocità della
luce.
L’esistenza di codici di riconoscimento tra le molecole implica perciò
l’esistenza di un livello elettromagnetico della materia vivente che
dialoga con il livello chimico assicurando l’ordine nel traffico
molecolare.
E’ l’acqua che costituisce l’ambiente ideale per veicolare le onde
elettromagnetiche: le molecole di acqua, molto piccole, possono
costituire oltre il 98 per cento delle particelle vibranti in una
cellula e sono tutte dipoli elettrici permanenti in continua
oscillazione.
E’ dunque questa componente onnipervasiva dell’organismo biologico che
fornisce alla materia vivente la distribuzione spaziale e temporale dei
campi elettromagnetici necessari a pilotare i processi biochimici e a
permettere il riconoscimento tra molecole tramite codici di frequenza
elettromagnetica.
La materia vivente appare dunque il risultato di una azione reciproca da
parte di un livello chimico e di un livello elettromagnetico: le
molecole [biologiche, biochimiche, farmacologiche...] non si muovono
certo caoticamente, ma procedono seguendo tracciati coerenti sotto
l’influenza di campi elettromagnetici, secondo un codice di
riconoscimento e reciproco richiamo basato su frequenze coincidenti,
cioè sulla biorisonanza, mediata dall’acqua.
(da appunti del Prof. Piergiorgio SPAGGIARI, docente ‘La Sapienza’,
Direttore Generale AO Lodi)