Nell’infanzia primitivamente desiderosa di capire già di testa propria
le cose del mondo, può capitare di identificare nell’Acqua una
realtà/irrealtà smagante, pericolosamente aperta all’Irrazionale, come
un inequivocabile segno divino.
Succede acquisendo che l’Acqua bolle proprio a 100 gradi e gela proprio
a 0 gradi e 1 litro d’acqua pesa proprio 1 kilo: dietro a ciò deve
esserci senza dubbio una Coordinatrice Mente Superiore...
Poi crescendo si scopre che la Mente Coordinatrice è frutto di
accordi/convenzioni assolutamente umani.
D’un’Umanità democraticamente fatta d’acqua: sia perché la maggior parte
(70 per cento) del ‘noi’ è acqua, sia perché la maggioranza delle nostre
Civiltà si sono aggregate sui fiumi.
Ma già ben prima dell’Umanità il Pianeta Terra s’è conformato/plasmato
sulla comparsa/evoluzione fisiochimico-biologica dell’acqua.
Partiamo proprio da principio: da un acquazzone, il primo a bagnare la
Terra, durato – si valuta – 500.000.000 d’anni.
Perché potesse scatenarsi questa ‘pioggia madre-di-tutte-le-piogge & di
tutte le acque’ fu necessario – si può con una certa plausibilità
ritenere – che, presa consistenza circa una dozzina di miliardi di anni
fa la Galassia/Via Lattea in cui ci troviamo, e presa forma la Terra con
tutto il sistema planetario solare dopo altri 4 miliardi di anni, ne
dovettero passare ancora un paio affinché, dunque 6 miliardi di anni fa,
la superficie del Pianeta fosse giunta ad un livello di raffreddamento
sufficiente da permettere un primo consolidamento e l’inizio della
formazione d’una crosta abbastanza duratura: le rocce più antiche sinora
identificate (zirconi australiani) dimostrano un’età sui 4,2 miliardi di
anni.
I primi a costituirsi furono composti già stabili alle alte temperature,
quali siliciuri, idruri e carburi dall’unione di vari metalli con
silicio, idrogeno e carbonio. Poi fu la volta degli ossidi, metalli più
ossigeno, sicché di quest’ultimo all’occasione non ne restò di libero
nell’atmosfera [saranno, ben più tardi, i primi microrganismi a
reimmettercelo] a mentre azoto, zolfo e fosforo si aggregavano in
nitruri, solfuri e fosfuri.
A questo punto esisteva un’Atmosfera di azoto e idrogeno residui, più i
gas rari elio, neon, cripto, xeno ed argo, che non danno luogo a
combinazioni.
Niente acqua.
L’ACQUA in Terra
Perché l’acqua comparisse fu necessario che le condizioni
fisico-chimiche primeve dell’ambiente terrestre divenissero via via, nel
corso del miliardo d’anni successivo, tali da permettere all’idrogeno
(mai, come qui, è giustificata l’etimologia di tale vocabolo), di
reagire con gli ossidi ferrici, sviluppando vapor d’acqua appunto, che a
sua volta reagendo con carburi, nitruri, solfuri, fosfuri, realizzò
idrocarburi, ammoniaca, idrogeno solforato e fosforato dando corso, con
l’aggiunta di componenti già esistenti, a un tipo di atmosfera analogo a
quella presente su Giove e Saturno.
L’entrata in scena dell’acqua ebbe, nella predisposizione delle basi per
la Vita, tre effetti principali: a) già sotto la forma dispersa di
vapore, oltre a dare un preciso colpo d’acceleratore al processo di
raffreddamento del Globo, b) a contatto dei siliciuri, fosfuri etc.
l’acqua li trasformò, ossidandoli, negli acidi corrispondenti,
permettendo cosi la messa in opera dei sali silicati, solfati, fosfati
mentre dal suo incontro con gli idrocarburi trasse origine la prima
anidride carbonica.
(C) Infine quel primo vapor d’acqua poté cominciare a condensarsi in
cielo e in Terra: piogge e pozze da cui l’acqua rievaporava, assorbiva
ammoniaca atmosferica, riprecipitava sulle neonate estensioni
continentali erodendole, formando le prime rocce sedimentarie e
degradandole sciogliendone i sali dei metalloidi alogeni – bromo, iodio,
fluoro, soprattutto cloro – coi metalli alcalini “volatili” ed
alcalino-terrosi – sodio, potassio, magnesio, calcio – che entrarono
giusto allora così a far consistentemente parte dell’acqua marina, delle
masse oceaniche che si andavano appunto addensando, e dove
l’evaporazione li lasciava.
Per almeno mezzo miliardo d’anni piovve come ininterrottamente: un
temporale epocale, i cui fulmini fecero pure una loro parte nel fornire
energia per le continue sintesi biochimiche d’avvio della Vita.
All’inizio dell’acquazzone primordiale la Terra era un mondo senza vita
e inospitale, quand’esso si placò, verso il 3.700.000.000 a.Ch.
pullulava di organismi già simili a attuali cianobatteri/alghe azzurre,
‘partoriti’ e cullati nell’acqua, pur essa ‘neonata’ localmente da
500.000.000 di anni. ‘Localmente’ perché 1 goccia su 10 (10 per cento)
la dobbiamo calcolare, nei miliardi di anni, pure arrivata
nell’atmosfera terrestre sotto forma di ghiaccio sospintovi da comete e
meteoriti.
GENTE D’ACQUA
Quel mix primitivo d’acqua & sali è arrivato per-li-rivoli fino a noi &
in noi: “L’Uomo il mare ce l’ha nel sangue”, quando per metafora, ma
sempre per composizione chimica del plasma, che mostra un dosaggio di
sali analogo a quello degli oceani primordiali sul declinare dell’Era
Paleozoica, almeno 350.000.000 di anni prima della realizzazione degli
Ominidi.
Biologicamente siamo dei grappoli di gocce d’acqua & sali, delle non
sempre affiatate cooperative di miliardi di miliardi di miliardi di
miliardi di cellule, che hanno conferito i poteri decisionali
all’ammasso elitario di quelle cerebrali.
Che però pure loro, senz’acqua, “sono nessuno”: nel nostro cervello,
istante per istante, avvengono almeno 1.000.000.000.000 [mille miliardi]
di reazioni biochimiche mediate dall’acqua. Il che spiega il ricorrente
arrivo [particolarmente estivo] nei prontosoccorsi di persone anziane
improvvisamente alzheimeranti, che spesso però, per fortuna, tornano in
pista dopo giusto una flebo d’un paio di litri d’acqua e sali (‘fisiologica’):
infatti erano semplicemente disidratate, per gran perdita d’acqua col
sudore, aggravata dalla cronica mala voglia di berla, ché col passar
degli anni s’attenua il senso della sete, e infatti ripetono che non
hanno bisogno di bere.
Invece l’acqua serve pure al flusso dei pensieri.
Tutto questo prevalentemente pensiamo di saperlo del lontano passato
dell’Acqua, dove non c’eravamo.
Adesso comincia il libro di quel che sappiamo oggi scientificamente
sull’Acqua, e ci siamo.