Genova Anno V - n°29 - 13.06.2007 Pagine Nazionali

del 22/06/2007

 

Acqua e evoluzione: dal Pianeta alle nostre Cellule


Sergio Angeletti

Nell’infanzia primitivamente desiderosa di capire già di testa propria le cose del mondo, può capitare di identificare nell’Acqua una realtà/irrealtà smagante, pericolosamente aperta all’Irrazionale, come un inequivocabile segno divino.

Succede acquisendo che l’Acqua bolle proprio a 100 gradi e gela proprio a 0 gradi e 1 litro d’acqua pesa proprio 1 kilo: dietro a ciò deve esserci senza dubbio una Coordinatrice Mente Superiore...

Poi crescendo si scopre che la Mente Coordinatrice è frutto di accordi/convenzioni assolutamente umani.

D’un’Umanità democraticamente fatta d’acqua: sia perché la maggior parte (70 per cento) del ‘noi’ è acqua, sia perché la maggioranza delle nostre Civiltà si sono aggregate sui fiumi.

Ma già ben prima dell’Umanità il Pianeta Terra s’è conformato/plasmato sulla comparsa/evoluzione fisiochimico-biologica dell’acqua.

 

Partiamo proprio da principio: da un acquazzone, il primo a bagnare la Terra, durato – si valuta – 500.000.000 d’anni.

Perché potesse scatenarsi questa ‘pioggia madre-di-tutte-le-piogge & di tutte le acque’ fu necessario – si può con una certa plausibilità ritenere – che, presa consistenza circa una dozzina di miliardi di anni fa la Galassia/Via Lattea in cui ci troviamo, e presa forma la Terra con tutto il sistema planetario solare dopo altri 4 miliardi di anni, ne dovettero passare ancora un paio affinché, dunque 6 miliardi di anni fa, la superficie del Pianeta fosse giunta ad un livello di raffreddamento sufficiente da permettere un primo consolidamento e l’inizio della formazione d’una crosta abbastanza duratura: le rocce più antiche sinora identificate (zirconi australiani) dimostrano un’età sui 4,2 miliardi di anni.
I primi a costituirsi furono composti già stabili alle alte temperature, quali siliciuri, idruri e carburi dall’unione di vari metalli con silicio, idrogeno e carbonio. Poi fu la volta degli ossidi, metalli più ossigeno, sicché di quest’ultimo all’occasione non ne restò di libero nell’atmosfera [saranno, ben più tardi, i primi microrganismi a reimmettercelo] a mentre azoto, zolfo e fosforo si aggregavano in nitruri, solfuri e fosfuri.
A questo punto esisteva un’Atmosfera di azoto e idrogeno residui, più i gas rari elio, neon, cripto, xeno ed argo, che non danno luogo a combinazioni.
Niente acqua.


L’ACQUA in Terra
Perché l’acqua comparisse fu necessario che le condizioni fisico-chimiche primeve dell’ambiente terrestre divenissero via via, nel corso del miliardo d’anni successivo, tali da permettere all’idrogeno (mai, come qui, è giustificata l’etimologia di tale vocabolo), di reagire con gli ossidi ferrici, sviluppando vapor d’acqua appunto, che a sua volta reagendo con carburi, nitruri, solfuri, fosfuri, realizzò idrocarburi, ammoniaca, idrogeno solforato e fosforato dando corso, con l’aggiunta di componenti già esistenti, a un tipo di atmosfera analogo a quella presente su Giove e Saturno.


L’entrata in scena dell’acqua ebbe, nella predisposizione delle basi per la Vita, tre effetti principali: a) già sotto la forma dispersa di vapore, oltre a dare un preciso colpo d’acceleratore al processo di raffreddamento del Globo, b) a contatto dei siliciuri, fosfuri etc. l’acqua li trasformò, ossidandoli, negli acidi corrispondenti, permettendo cosi la messa in opera dei sali silicati, solfati, fosfati mentre dal suo incontro con gli idrocarburi trasse origine la prima anidride carbonica.
(C) Infine quel primo vapor d’acqua poté cominciare a condensarsi in cielo e in Terra: piogge e pozze da cui l’acqua rievaporava, assorbiva ammoniaca atmosferica, riprecipitava sulle neonate estensioni continentali erodendole, formando le prime rocce sedimentarie e degradandole sciogliendone i sali dei metalloidi alogeni – bromo, iodio, fluoro, soprattutto cloro – coi metalli alcalini “volatili” ed alcalino-terrosi – sodio, potassio, magnesio, calcio – che entrarono giusto allora così a far consistentemente parte dell’acqua marina, delle masse oceaniche che si andavano appunto addensando, e dove l’evaporazione li lasciava.
Per almeno mezzo miliardo d’anni piovve come ininterrottamente: un temporale epocale, i cui fulmini fecero pure una loro parte nel fornire energia per le continue sintesi biochimiche d’avvio della Vita.


All’inizio dell’acquazzone primordiale la Terra era un mondo senza vita e inospitale, quand’esso si placò, verso il 3.700.000.000 a.Ch. pullulava di organismi già simili a attuali cianobatteri/alghe azzurre, ‘partoriti’ e cullati nell’acqua, pur essa ‘neonata’ localmente da 500.000.000 di anni. ‘Localmente’ perché 1 goccia su 10 (10 per cento) la dobbiamo calcolare, nei miliardi di anni, pure arrivata nell’atmosfera terrestre sotto forma di ghiaccio sospintovi da comete e meteoriti.


GENTE D’ACQUA
Quel mix primitivo d’acqua & sali è arrivato per-li-rivoli fino a noi & in noi: “L’Uomo il mare ce l’ha nel sangue”, quando per metafora, ma sempre per composizione chimica del plasma, che mostra un dosaggio di sali analogo a quello degli oceani primordiali sul declinare dell’Era Paleozoica, almeno 350.000.000 di anni prima della realizzazione degli Ominidi.
Biologicamente siamo dei grappoli di gocce d’acqua & sali, delle non sempre affiatate cooperative di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di cellule, che hanno conferito i poteri decisionali all’ammasso elitario di quelle cerebrali.
Che però pure loro, senz’acqua, “sono nessuno”: nel nostro cervello, istante per istante, avvengono almeno 1.000.000.000.000 [mille miliardi] di reazioni biochimiche mediate dall’acqua. Il che spiega il ricorrente arrivo [particolarmente estivo] nei prontosoccorsi di persone anziane improvvisamente alzheimeranti, che spesso però, per fortuna, tornano in pista dopo giusto una flebo d’un paio di litri d’acqua e sali (‘fisiologica’): infatti erano semplicemente disidratate, per gran perdita d’acqua col sudore, aggravata dalla cronica mala voglia di berla, ché col passar degli anni s’attenua il senso della sete, e infatti ripetono che non hanno bisogno di bere.
Invece l’acqua serve pure al flusso dei pensieri.
Tutto questo prevalentemente pensiamo di saperlo del lontano passato dell’Acqua, dove non c’eravamo.
Adesso comincia il libro di quel che sappiamo oggi scientificamente sull’Acqua, e ci siamo.

 






  

 


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