Anno II - n°8 - 02.10.2003 Pagine Nazionali

 


Sentimenti e ... delitti imperfetti


Maria Cristina Maggiorelli (psicoterapeuta) - Società italiana di psicosocioanalisi - cristinamaggiorelli@virgilio.it 

Intendo per “imperfetti” tutti quei delitti che Dante assegna alla parte più terribile dell’Inferno – la Caina – nella quale soggiornano per l’eternità, immersi nel ghiaccio, gli assassini dei congiunti. Felice intuizione quella del ghiaccio. Il fuoco, elemento base dell’Inferno che ci hanno insegnato, è un elemento troppo “vivo” per certi crimini. Noi li apprendiamo, oggi, dai mass-media col cuore raggelato. Ma allora perché li chiamo “imperfetti” ? Non è certo un attributo che pesa la gravità. Uso questo termine non tanto perché gli assassini dei congiunti ( intendendo per essi non solo i familiari, ma anche i fidanzati e gli amici intimi) sono presto scoperti, anche se la condanna richiede tempi più lunghi, quanto piuttosto perché imperfetta – nel senso di primitiva e poco articolata – mi appare la compagine umana che li ha realizzati.







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