Anno II - n°8 - 02.10.2003 Pagine Nazionali

 


Insonnia e altre malattie


Silvia Robiglio - silviarobiglio@clicmedicina.it 

Fame di cuscino. Le persone che non dormono a sufficienza rischiano di ingrassare. In uno studio di Eve Van Cauter, una specialista dell’Università di Chicago, in soggetti il cui sonno era limitato a quattro ore per notte si presentavano diminuzioni dei livelli di leptina, un ormone addetto a segnalare al corpo che lo stomaco è pieno. Per quanto i volontari fossero ben nutriti, i loro livelli di leptina erano simili a quelli di persone sottonutrite di 1.000 calorie al giorno per tre giorni, quasi l’equivalente di mezzo chilo di calorie. In uno studio similare, gli individui privati del sonno tendevano a sviluppare il desiderio di dolci e cibi ricchi di amidi e di sale.

Questione di cuore. In uno studio giapponese del 2001, uomini che dormivano cinque ore o meno per notte avevano più del doppio di probabilità di andare soggetti ad attacchi cardiaci rispetto a chi dormiva otto ore. Una causa potrebbe essere l’infiammazione delle arterie, che è stata collegata a carenze anche lievi di sonno. Alexandros Vgontzas, uno psichiatra della facoltà di medicina della Penn State University, ha chiesto a 25 uomini e donne sani di limitare a sei ore il sonno per notte per una settimana. In quel breve tempo, i loro livelli di citochine, molecole normalmente prodotte dal sistema immunitario per combattere le malattie, sono saliti.
“Il nostro corpo reagisce alla perdita del sonno come fossimo attaccati da una minaccia esterna, senza però che esista una minaccia reale,” dice Vgontzas. Anche una modesta perdita di sonno provoca “un’infiammazione che cova sotto le ceneri.” Con gli anni, quel tipo d’infiammazione può danneggiare le arterie, portando a ipertensione, infarto e malattie cardiache. La mancanza di sonno sembra colpire in particolare il cuore. Anche l’ultimissima star sul fronte della prevenzione delle malattie cardiache, la proteina C-reattiva, che potrebbe essere il miglior indicatore fisico della possibilità di un attacco cardiaco o un infarto, è aumentata di livello in un esperimento sulla privazione del sonno. La proteina C-reattiva viene prodotta dal fegato come parte delle risposte immunitarie del corpo, e può indicare danni alle pareti arteriose.


Rapporti col diabete Van Cauter ha recentemente monitorato 27 persone, tra i 23 e i 42 anni, mentre dormivano in casa. Un gruppo dormiva poco più di cinque ore per notte; l’altro otto. Van Cauter ha poi testato la resistenza all’insulina dei volontari, che misura la capacità del corpo di trasformare gli zuccheri presenti nel sangue. Più alta è la resistenza, maggiore è il rischio di diabete.
I risultati sono stati sorprendenti. Chi dormiva meno aveva una resistenza all’insulina superiore del 50 per cento rispetto a chi dormiva di più. I ricercatori hanno paragonato i risultati a ciò che ci si potrebbe aspettare di vedere in persone più vecchie di decine di anni. Invecchiamento accelerato. Quando gli animali di laboratorio vengono privati del sonno, soccombono alle infezioni, perdono il pelo, e deperiscono rapidamente. “Potrebbe trattarsi di un processo d’invecchiamento accelerato oppure di un sistema immunitario impazzito,” dice Meir Kryger, direttore del centro per i disordini del sonno del St. Boniface General Hospital di Winnipeg, Canada. “Molti cambiamenti ormonali dipendono da un normale ritmo di sonno e veglia. Parecchie cose vanno nel verso sbagliato se non si dorme abbastanza.”
Ad esempio, l’ormone della crescita viene soppresso in chi non dorme un sonno profondo. I bambini con apnea del sonno, che dormono male perché smettono frequentemente di respirare, spesso rimangono bassi. Gli adulti vedono cambiare il rapporto tra grasso e muscolatura, il che significa un fisico più afflosciato e la possibilità di una pancia da mezza età. 

Orologio biologico sfasato ( www.ansa.it )Il bisogno di sonno può sfasare i ritmi giorno notte, disturbando l'orologio biologico che regola il sonno e la veglia. Lo hanno dimostrato ricercatori dell'università olandese di Leida studiando il comportamento di topi insonni grazie ai quali i ricercatori hanno scoperto che il timer del sonno-veglia si trova in una regione del cervello chiamata nucleo-suprachiasmatico (SCN) e che funziona utilizzando cicli di produzione alternata di certe sostanze attive sui neuroni.






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