Anno II - n°8 - 28.11.2003 Pagine Nazionali


Fumo in corsia: primo monitoraggio nel Veneto

In Veneto è stata realizzato, per la prima volta nel mondo, una rilevazione monitoraggio della situazione del fumo in corsia
''La legge che vieta la sigaretta in ospedale esiste gia', ma c'e' chi trasgredisce'', nelle aree di ristoro aperte a infermieri, pazienti e visitatori ma anche negli ambulatori dei medici. A dimostrare scientificamente il sospetto di molti e' un esperimento condotto ''per la prima volta in Italia, in Europa e quasi certamente nel mondo'' in un ospedale del Veneto. ''La struttura deve restare anonima - spiega all'Adnkronos Salute il dottor Stefano Nardini, direttore scientifico dell'Associazione scientifica interdisciplinare italiana per lo studio delle malattie respiratorie (Aimar) - ma e' una di quelle che si sono auto-certificate come 'a prova di bionda' nell'ambito del Progetto 'Ospedali senza fumo' avviato quest'anno in regione''. <br>
''Il Veneto - ricorda Nardini, responsabile della ricerca realizzata in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano e presentata a Padova per la Quinta Conferenza europea della Society for Research on Nicotine and Tobacco - e' la prima regione italiana ad avere applicato il Codice europeo degli ospedali senza fumo. Sulla base del documento e' stato proposto ai direttori generali delle aziende un questionario da autocompilare a garanzia dell'assenza di fumo in corsia, e ora e' scattata la seconda fase: provare la veridicita' delle auto-certificazioni attraverso rilevazioni condotte da tecnici esterni. Con uno strumento portatile usato finora solo in bar e ristoranti il pool anti-nicotina va a dosare, reparto per reparto e stanza per stanza, i livelli di polveri ultrafini (PM 1 e PM 2,5). In altre parola lo 'smog da sigaretta'. La prima misurazione e' stata condotta il 12 novembre. I tecnici si sono presentati senza alcun preavviso, monitorando per un intera giornata il livelli di particolato sottile e ultrasottile in tutto l'ospedale. Ma l'obiettivo e' di testare 'a tappeto' la situazione presente in ogni singola struttra sanitaria veneta - precisa Nardini - cosi' da rilasciare a tutti, ''speriamo entro il 2004'', il certificato doc di 'Luogo senza fumo'. ''La normativa europea - riferisce lo specialista - classifica tre livelli di aderenza al Progetto Ospedali senza fumo. Il livello minimo o 'bronzo', che prevede l'impegno della direzione a dissuadere dal fumo gli operatori; il livello medio o 'argento', con la garanzia del no-smoking nella maggior parte degli ambienti, e il livello massimo o 'oro': bollino esterno di ospedale completamente libero dal fumo. ''Lo scopo e di assicurare il livello oro in tutti i centri veneti''. <br>
Ma cosa hanno scoperto i tecnici anti-bionda nel loro primo blitz? ''Un livello argento'', risponde Nardini. ''Nella maggior parte degli ambienti l'inquinamento e' risultato inferiore alla soglia stabilita dalle norme nazionali e internazionali. Ma con alcune eccezioni, sia in aree aperte al pubblico sia in zone riservate a medici e operatori sanitari''. Insomma, ''c'e' qualche camice bianco che fuma in ospedale'', conclude l'esperto, convinto che si debba ''fare di tutto affinche' la legge esistente venga rispettata ovunque e da tutti. Convincendo invece di reprimere''. 





 



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