Anno II - n°8 - 02.10.2003 Pagine Nazionali

 


12.000 bimbi nati in provetta, i dati del registro Sismer



Sono oltre 12.000 i bambini italiani concepiti in provetta, e nati negli ultimi cinque anni, che sono iscritti nel registro italiano volontario per i concepimenti in vitro presentato nel corso del Forum organizzato dalla Società italiana studi di medicina della riproduzione (Sismer), tenutosi a Bologna nel mese di settembre. Secondo i responsabili del Sismer, il registro - nato nel ' 97, ma che solo ora ha raggiunto una raccolta quantitativamente significativa - rappresenta circa il 70-75% della realtà italiana, avendovi aderito circa 120 centri di fecondazione assistita italiani (privati e pubblici). Dal registro, che viene pubblicato annualmente, emerge che in Italia dal 1997 al 2000 sono stati eseguiti piu' di 58.400 cicli di fecondazione assistita, mentre la percentuale in termini di complicanze e malformazioni e' la stessa dei coetanei nati dal parto naturale (2,5-3%). Il registro era già presente in diversi Paesi europei. ''Secondo il registro italiano" - ha spiegato Luca Gianaroli, direttore scientifico del Sismer - "L'Italia e' in perfetta media europea come percentuale di successo delle tecniche impiegate". Resta invece il divario sullo sviluppo della fecondazione assistita: ''Nei Paesi del nord Europa la percentuale di bambini nati con fecondazione assistita e' di circa uno su 25, in Italia uno su 50. Nei prossimi cinque anni contiamo di arrivare a 4 su 100''. Intanto, a dieci giorni dalla discussione del disegno di legge al Senato, restano robuste le critiche: ''La situazione scientifica confortante - ha attaccato Gianaroli - rischia di essere compromessa se passerà il disegno di legge, perché quel testo limita drasticamente le possibilità di concepimento". Fra i punti contestati del disegno di legge c' e' ''il limite dei tre ovociti da inseminare. Abbiamo fatto una simulazione - ha continuato Gianaroli - tenendo conto delle limitazione del testo utilizzando i dati di 100 cartelle cliniche: due terzi delle coppie, che hanno avuto una gravidanza dopo un trattamento convenzionale, qualora fosse stata in vigore la nuova legge, non avrebbero concepito". Stesso pensiero per Karl Nygren, presidente del consorzio del registro europeo, uno dei 150 studiosi che partecipano al convegno: ''L' eventuale approvazione di questa nuova legge potrebbe avere effetti catastrofici".





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