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Anno II - n°8 - 25.11.2003 Pagine Nazionali
Donne e tumore al seno: pochi controlli ma molta paura
clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
E’ stato presentato a Roma il primo Rapporto sociale sulla prevenzione del tumore del seno e ci sono brutte notizie per le donne italiane che sono risultate poco attente ad effettuare controlli. La ricerca, condotta da Sgr International, ha coinvolto 100 oncologi e 220 pazienti con cancro della mammella, reclutate in 50 centri specializzati della penisola, e 500 donne sane 'over 40'. Solo il 52% della pazienti confessa di aver eseguito una mammografia: l'altra metà, dunque, non si e' mai sottoposta a controlli prima della diagnosi. Piu' attente alla propria salute sembrano le donne sane. Il 79%, su invito del medico, ha partecipato a programmi di screening, ma l'80% non fa mai l'autopalpazione. Le meno sensibili alla prevenzione sono le meridionali, ben il 64% delle pazienti e il 30% delle altre intervistate. In generale, fra le donne con tumore del seno, il 43% non si e' sottoposto a controlli perché non li riteneva necessari, il 17% perché il medico non li aveva mai consigliati, il 29% perché troppo impegnate. Una su 4 al Sud si dichiara penalizzata dalla lontananza delle strutture. A spingere le donne a fare la mammografia sono soprattutto i ginecologi (35,3%). Molta influenza, nell'attenzione alla prevenzione, comunque, dipende anche dal rapporto con il medico: se questo non e' soddisfacente, non ci si sottopone ai controlli (32,4%). Sempre piu' accreditata come fonte d'informazione la televisione, indicata dal 30% delle donne sane al Sud. Nonostante la scarsa propensione ad effettuare controlli per la diagnosi precoce il tumore del seno, il piu' diffuso fra il sesso femminile, una donna sana su due dichiara di percepire la malattia come 'evento negativo, ma curabile'. Solo l'1,6% la considera una condanna a morte. Le reazioni suscitate dalla parola cancro sono paura (24%) e menomazione (17,2%). Al momento della diagnosi la paura e' stata la sensazione immediata per l'83% delle pazienti, mentre solo un 15% ha fatto appello alla propria razionalita' pensando 'devo andare avanti'. Dopo l'annuncio della malattia, a preoccupare di piu' sono gli effetti della chemio come la caduta dei capelli (28,3%), l'intervento chirurgico e l'asportazione del seno (21,2%), l'incurabilità' (22,7%). Le donne sane ripongono grande fiducia nella scienza. Per il 71%, la ricerca ha migliorato molto la chemioterapia, riducendone gli effetti collaterali. Il 65% degli oncologi e' convinto che nei prossimi 5 anni le terapie saranno sempre piu' efficaci, personalizzate a attente alla qualità di vita. Intanto, la chemio si conferma il trattamento piu' seguito, ma anche il piu' temuto: l'impatto psicologico e' devastante per il 62% delle pazienti. La ricerca, sponsorizzata dall'azienda Elan Pharma Italia, ''e' uno spaccato della realtà italiana e della percezione delle donne nei confronti del tumore del seno'', commenta Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell'Istituto nazionale tumori di Aviano. In Italia, sono 32 mila l'anno i casi di tumore del seno, 16 mila i decessi. In Europa, dalla meta' degli anni '80 il rischio di morire per questa malattia si e' ridotto del 5%: nel 2000 si sono contati 77 mila decessi contro i quasi 80 mila attesi. ''All'aumento dell'incidenza del tumore del seno nei Paesi occidentali - sottolinea Francesco Cognetti, direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena di Roma - e' corrisposto un calo della mortalità, grazie alla forte spinta sui programmi di screening e sui trattamenti integrati per evitare recidive in pazienti a rischio. Una sopravvivenza del 71% pone il nostro Paese al di sopra, per esempio, della Gran Bretagna''.
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